Corvi anziani e amabili censure. Nel giorno di Borsellino

Rieccoci sul Blog. Come ha ricordato alfa10 sul post precedente, è il 19 luglio. Giorno in cui si può fare tutto quel che si crede, ci si può divertire a crepapelle, ma in cui sarebbe sempre giusto inviare un pensiero, anche per un solo attimo, a Paolo Borsellino e ai cinque agenti  che lo scortavano (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cusina e Claudio Traina). All’epoca riuscimmo a dedicargli il dibattito serale della festa domenicale di  “Cuore”, rivista satirica e buongustaia; si può ben stillare un lampo di memoria o di riflessione in un gioioso week end di luglio tanti anni dopo. Questo, chiarisco, non è per coltivare la “striscia” dolorante dell’antimafia. Ma perché avanza qualcosa che non mi piace. Il centrosinistra non è “l’altra Italia”, questo lo abbiamo capito benissimo, e anzi Borsellino aveva simpatie di destra e io sento il bisogno di mille Borsellino nel centrosinistra. Però mi sento anche radicalmente diverso rispetto a chi mena la danza in questi mesi. E siccome non voglio farla lunga, mi atterrò strettamente al tema. Dunque citerò il 41 bis, che è praticamente finito, che allegria, d’altronde ne avevano reclamato la fine anche gli striscioni allo stadio della Favorita di Palermo, no? (Berlusconi dimentica la Sicilia, stava scritto con riferimento al carcere duro per i mafiosi…). E ora ecco Di Pisa detto “il Corvo” nominato procuratore di Marsala al posto che fu di Borsellino, lui che sparò parole pesanti come macigni contro Falcone. Al posto di Alfredo Morvillo, cognato (guarda un po’ …) di Falcone ma soprattutto bravo e indiscusso magistrato. Solo che, dicono i ponziopilato, Di Pisa è più anziano, che ci possiamo fare… Ma che bravi. Tutti contro l’anzianità, specie tra gli statali, perché ci vuole il merito (giustamente); ma quando si arriva ai magistrati antimafia, chissà perché, vale sempre l’anzianità… L’ha deciso il Csm con il voto decisivo di una tale Tinelli, di nomina diessina, racconta Travaglio. Ora non ci verranno mica a dire che questa l’hanno messa lì a causa “di questa pessima legge elettorale”, no? Questa (fra l’altro come tutti quelli che beneficiano della “pessima legge elettorale”) se la sono scelta e coccolata per mesi. Ma dico, sacripante (“minchiazza!” direbbe Lillo), ma se li pigliano con il lanternino? Ma è possibile che non si pensi mai alle responsabilità che ricadranno su chi viene nominato in qualsiasi posto?

In ogni caso stasera ricorderemo Borsellino qui a Genova. Nel bellissimo cortile comunale di Palazzo Tursi e alla presenza del sindaco Marta Vincenzi. Con un concerto d’arpa sotto le stelle e Giancarlo Caselli, Francesco Forgione e Anna Canepa, magistrata genovese nota -fra l’altro-  per importanti inchieste sulla mafia. Questo per dire che, nonostante tutto, l’Italia pullula di cose buone e che non bisogna pensare che sia in vista una catastrofe. L’ha ridetto ieri sera don Gallo dal palco del concerto che Genova e la sua comunità San Benedetto gli hanno dedicato. Era in gran forma, il prete di strada, e si è commosso vedendo che il grande spazio sul mare era strapieno di gente, anche fuori dai cancelli. Bellissimo, tra parentesi, sentire musica sotto la luna piena mentre accanto ti frusciano le navi con i viaggiatori affacciati al ponte. Ho fatto anche questa (incantevole) esperienza.

I giornali, infine. Ma lo sapete che c’ero pure caduto nella bufala fotografica del Corriere su Napoli senza più spazzatura? E avete visto quante scenette comiche a proposito del latinorum di B (il famigerato “simul stabunt, simul cadunt”)? Sul Corriere c’era un rinvio alla vecchia, identica gaffe di Craxi e di Martelli, con tanto di loro fotine, ma di B. (e della citazione) non si parlava! E dunque uno non capiva da dove diavolo saltasse fuori quel riferimento. Su Repubblica invece un’anonima maestrina spiegava che, ahi ahi, non si dice “cadunt” ma “cadent”, solo che traduceva “stabunt” con “stanno”, al presente. Ariminch….a! Ma studiate un po’, amici…. La teoria del giornalismo, e anche il latino. Che un dio magnanimo (verso di noi) vi appioppi i compiti delle vacanze.

Leave a Reply

Next ArticleGenova. Lena, la paura dei diritti