L’urlo del coyote e la tassa mafiosa (parte la Summer School!!)

 

Alé, l’Italia ce l’ha fatta. Giocando male ma ha passato il
turno. Thiago Motta è di una lentezza spaventosa. E l’attacco non esiste. Però
stanno già fantasticando di andare in finale. Però rievocano Bearzot (visto
Tardelli: oh, sono passati trent’anni dall’urlo del coyote!). Nota di colore:
per tutta la partita il telecronista si è ben guardato, se non fuggevolmente,
di dirci come stesse andando Spagna-Croazia. Non ne faceva cenno, come se ci
fosse un ordine dall’alto di non parlare dell’eventualità del celebre “biscotto”
(ossia del pareggio concordato: che non c’è stato, sia reso onore alla Spagna).
Delle partite ormai quel che mi piace di più sono le riprese delle ragazze con
la faccia pitturata che fanno il tifo sugli spalti. Altro che le commentatrici
in studio con tacco da 12 o 14 centimetri…Ci rivedremo tutti il 24, che è anche
il compleanno del Gracco, che però sarà nell’isola di Wight a godersi Bruce,
beati lui e la tenera sorella. Mi sono visto la partita con Michele Polo,
ottimo prorettore bocconiano, e abbiamo deciso qualche titolo della seconda
edizione della grande Summer School di Sociologia della criminalità
organizzata. Si terrà dal 10 al 14 settembre a Scienze politiche di Milano e
avrà per titolo generale “La tassa mafiosa”, riferendosi a ciò che la società è
costretta a pagare per la presenza della mafia, altro che ringraziarla di dare
lavoro nei momenti di crisi. Visto il successo dello scorso anno, devo pensare
che stavolta sarà un giulebbe. State in campana, zoticoni. Entro un paio di
giorni troverete il programma intero sui siti del dipartimento di scienze
sociali e politiche e di Libera, e su altri  siti ancora.
A proposito di Libera, le quattro associazioni della società civile indicate da
Bersani per fare i nomi dei candidati al consiglio di amministrazione Rai hanno
fatto all’unisono i nomi di Gherardo Colombo e di Benedetta Tobagi. Grandi
nomi. Lo vogliamo dire che se i partiti fossero stati liberi di scegliere, quei
due nomi non li avrebbero mai fatti neanche per sbaglio e ci avrebbero rifilato
chissà quali anonime ciofeche travestite da esperti? Sta qui, amici, la
differenza, la grande differenza. Loro non nominano mai quelli che rappresentano
la parte più avanzata della cittadinanza. E in più, saltato il tappo, molte
altre proposte di qualità sono arrivate dalla società civile, molti docenti o
professionisti di valore hanno trovato il piacere di autocandidarsi
direttamente. E in fede mia vi dico che ce n’erano di ottima caratura. Visto,
Bersani? Basta niente a fare schizzare verso l’alto la qualità media di una
classe dirigente.
E infine, a proposito di classe dirigente. Grazie all’Anpi per avermi dato, con
il suo invito alla festa nazionale, la possibilità di visitare il sacrario di
Marzabotto sabato sera. Che groppo in gola leggere i nomi dei bambini senza
fotografia perché allora, nelle campagne, le prime foto si facevano da adulti,
oppure perché le case furono incendiate e di foto non ne rimasero… Vedere foto
di ragazze e ragazzi sorridenti. Di contadini liberi e deferenti. Ahi, la
memoria. La invochiamo e non ne abbiamo mai abbastanza…

 

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