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Auguri tardivi (ma buoni). Il mio trimestre di ferro e oro. E ancora Basilio

Auguri auguri auguri! E potevo mai lasciarvi senza, in
questi giorni di Pasqua? Tardi, certo, ma eccoveli. Affettuosi, fragranti,
antimafiosi più che mai. Giorni di letture, posta arretrata, scrittura di
saggio concettoso, e cinema. Massì, pure cinema. “Fuocoammare” prima,
bellissimo, ormai lo si vede in una sola sala di Milano e in un solo orario.
“Ave Cesare” poi, così così, nonostante i fratelli Coen (ma la Biondina ne
tesse solo elogi). E tra un po’ “Perfetti sconosciuti”, di cui tutti raccontano
cose scintillanti. Fatto il pieno, so già che passeranno settimane e settimane
prima che ci torni, anche perché si annuncia uno splendido trimestre di ferro.
Lunedì 11 inizierò, signore e signori, la ottava edizione del mio corso di
Sociologia della criminalità organizzata, in gran parte rinnovato. Già, sono
passati sette anni da quando lo tenni per la prima volta, introducendo il primo
corso sulla materia nella storia
dell’università italiana. Se mi guardo indietro, neanche ci credo a quello che
si è costruito in un numero così piccolo di anni, anche grazie ai miei studenti
e ricercatori. Centocinquanta tesi di laurea, oltre una decina di ricerche
(anche internazionali), la prima rivista scientifica, un osservatorio, seminari
e laboratori a mai finire, l’università itinerante, una scuola di
specializzazione sugli scenari internazionali, una summer school, spettacoli
teatrali, un numero infinito di convegni e corsi di formazione. Ora Milano ha
il più grande luogo di formazione e ricerca d’Italia (e pare d’Europa)
sull’argomento. Tanto che la Commissione parlamentare antimafia ha scelto
simbolicamente proprio l’università di Milano come sede del convegno dei
rettori del 18, in cui la Bindi proporrà una mobilitazione del sistema
universitario contro la mafia.
Di più. Sempre lunedì 11 inizierà la seconda edizione del mio corso di
Sociologia e metodi dell’educazione alla legalità, partito lo scorso anno per
costruire su basi nuove i percorsi che, dalla scuola al carcere, portano
giovanissimi e adulti all’incontro con la legalità. Scienza nuova che va
costruita passo passo sulle tante esperienze pratiche che soprattutto nei
luoghi di frontiera vengono realizzate. E anche questo, se permettete, sarà un
bell’impegno, nutrito di testimonianze in aula. E mi rendo conto che solo a
raccontarvelo provo qualcosa di simile alla felicità.
Nel frattempo sono contento di vedere il seguito che sta ottenendo presso tanti
amici la candidatura di Basilio Rizzo a sindaco di Milano. Evidentemente ci
sono ancora molti cittadini che, nonostante l’assuefazione delle menti, credono
che la trasparenza e la correttezza istituzionale valgano più di ogni interesse
e calcolo (magari mal fatto) di partito e di ogni spirito di appartenenza. Il
fronte della trasparenza: bello, mi piace anche questo. E ora vado a vedere
questo “Perfetti sconosciuti”. Vi saprò dire…

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