Con don Ciotti. Un impegno per due

“La sua storia personale rappresenta un monito…”. Quasi quasi non ci credo. E Pino Maniaci…

Lo dico o non lo dico? Massì che ve lo dico. Domani mattina mi sarà consegnato a Parma, all’auditorium don Gnocchi, il premio dedicato allo storico assessore Mario Tommasini, geniale amministratore controcorrente schierato in difesa degli ultimi e degli emarginati e morto dieci anni fa. Il premio è già stato assegnato a don Ciotti, Gherardo Colombo e Gino Strada. Stavolta, in coincidenza con l’inchiesta Aemilia che ha svelato la qualità e la quantità della presenza della mafia in Emilia, si è pensato al vostro anfitrione.
“Il Premio – si legge nel comunicato – va a una persona che, da sempre, è impegnata a favore della legalità contro tutti i poteri mafiosi a favore della democrazia. In Italia e in Europa, la sua storia personale rappresenta un monito per tutti a essere cittadini attivi e pronti alla difesa della legalità”. Oh che bello, perché non dirlo?
Meno bello mi sembra quel che è accaduto a Pino Maniaci, direttore di Telejato, televisione graffiante verso i potenti, accusato di avere ammorbidito i servizi della sua tivù su due amministrazioni comunali in cambio di denaro. Telejato è una tivù storica dell’antimafia, a volte sgraziata ma sempre sincera. E Maniaci, mentre la notizia va in giro, non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, il che francamente non convince, visto che non è un personaggio di fama mondiale o nazionale, ossia di quelli che la notizia vola “a prescindere”. Non so nulla e bisogna aspettare i fatti. Ma già la tesi che i due cani gli siano stati avvelenati e impiccati per una vendetta privata e non per una intimidazione mafiosa non mi quadra. Fra l’altro le risposte che Maniaci ha dato sui suoi rapporti con quelle due amministrazioni fanno drizzare le antenne: una lo ha portato in giudizio, l’altra è oggetto dei suoi servizi ogni giorno. Ammorbidimento? Staremo a vedere.
E già che ci sono, solidarietà a mia sorella Rita che è andata a fare gli auguri alla Meloni al comizio del Pincio, ha avuto il coraggio di difendere la causa dei gay e si è presa i fischi e gli insulti della piazza. Non doveva andarci? Questo è un altro paio di maniche. In ogni caso ha difeso le sue idee senza farsi intimidire, brava!

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