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A voi il reprobo: Carlo Smuraglia, il giurista partigiano

Ma che ha fatto di così screanzato o illiberale Carlo Smuraglia? E’ il presidente dell’Anpi, è stato partigiano da ragazzo, è oggi di fatto il rappresentante più autorevole della storia della Resistenza italiana. E ha il dovere di rappresentarla. Continuo. Sa che la nostra Costituzione è nata dalla Resistenza e che c’è un filo unico, di valori e di speranze, tra l’una e l’altra. Coglie lucidamente che si vuole sfigurare la Costituzione, e ancor più lo si farà se si considerano gli effetti della proposta di legge elettorale (il famoso Italicum, sembra un treno). Dunque la difende. E ha chiesto all’Anpi di difenderla come eredità morale della Resistenza. Ma voi pensate davvero che avrebbe assunto questa decisione se il problema fosse stato solo quello di abolire il Senato? No di certo, perché non sta lì lo scandalo (semmai scandalizza che si dica di averlo abolito mentre non è vero, mentre se ne tiene in piedi una versione tra il pittoresco e il mostruoso).
Smuraglia lo conosco da molto tempo. Come giurista, docente a Scienze Politiche quando ero giovanissimo addetto alle esercitazioni. Come presidente del consiglio regionale lombardo. E poi come avvocato che si offrì di difendermi gratis al maxiprocesso (andò poi al Csm, dove fu uno dei più lucidi difensori di Falcone), come punto di riferimento nella lotta al terrorismo e alla mafia (presiedette benissimo la prima commissione antimafia del Comune di Milano). E non si è mai risparmiato, a nessuna età, nell’andare in giro a far dibattiti, a nutrire la democrazia. Vedere dei valletti analfabeti che lo irridono come ignorante di diritto, fa riflettere sul nostro possibile futuro prossimo. In realtà il giurista partigiano ha capito (meglio di noi) quel che in molti abbiamo capito. Qui il problema non è cambiare la Costituzione, necessità di cui scrivo da vent’anni. Ma è se sfregiarne lo spirito o no. L’uomo, che ha esperienza e fiuto della storia, ha capito benissimo che dietro tutto tira una gran voglia di comando personale. Mentre la Costituzione, guarda un po’, aveva la fisima di proteggere la democrazia dai poteri senza limiti, anche se nati dal voto popolare. Per questo Carlo Smuraglia ha chiesto all’Anpi di non fare Ponzio Pilato. E ha fatto bene. Poi il dissenso nell’Anpi fa parte esattamente delle libertà che si vogliono difendere. Come dovrebbe essere dentro i partiti. O no?

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3 commenti

  1. Pingback: Solidarietà al Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia – anpitorino.it

  2. Professore , io sono convintamente a favore del SI’ alla Riforma cost. … e ho fatto qs riflessione : indip. da ogni giudizio su Renzi (è un dittatore , non non lo è) , votare SI al referendum di ottobre è doveroso .

    Per ragioni sostanziali e di merito innanzi tutto (il numero dei parlamentari diminuisce di un terzo , il carrozzone CNEL viene abolito del tutto , le competenze Stato-Regioni vengono ridefinite con eliminazione delle sovrapposizioni e con un maggior controllo delle spese pazze regionali) .

    Dicevo .. per ragioni sostanziali , ma che trovano riscontro in ragioni storiche

    Torniamo al 1947-48 : l’Italia è appena uscita sconfitta e lacerata , disprezzata anche per il voltafaccia del Re e di Badoglio … tuttavia i padri costituenti riescono nella bella impresa di elaborare una costituzione . Mica una costituzione normale , neh : parliamo di una costituzione bella , bellissima , la più bella del mondo

    Ora , con l’assemblea divisa fra comunisti e cattolici , questi ultimi con frangie ancora monarchiche , com’è che sono riusciti in qs bella impresa ?

    Semplice : col classico compromesso all’italiana

    Aumentare le poltrone e fare così tutti contenti . Ed ecco allora il parlamento più numeroso del mondo , con eccezione della Cina (1,3 miliardi) , il bicameralismo assolutamente paritario , perfettamente paritario , le regioni con 20 parlamentini , il parcheggio dei boiari denominato Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) , che nessuno sa a cosa serve – a parte distribuire tantissimi soldi a 80 nullafacenti esodati dal circuito accademico , politico e sindacale attivo

    Purtroppo queste cose ai corsi di diritto costituzionale non te le dicono

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