2 giugno

Buon 2 giugno a tutti! Perché la Repubblica è una cosa seria

Buon 2 giugno, amici cari. Data grande e simbolica. Quando ero bambino, data di sfilate, bandiere e carri armati anche a Milano. Ora data simbolica di altro. Di un popolo che vuole difendere le sue istituzioni, perché le considera cosa bella e seria;  non barzelletta, e nemmeno macerie da rimuovere per fare strada a moto spetazzanti. Buon 25 aprile, buon 2 giugno. Una volta non lo si diceva. Ora è un fiorire di auguri per sms e per mail. Perché è un ritrovarsi intorno a valori importanti. Offesi nei fatti della prima Repubblica, offesi nelle parole e nei fatti della seconda. Molti di noi sanno solo che li vogliono difendere. Che ancora una volta è partita una battaglia truffaldina. Mi ricorda quella tra “giustizialisti” e “garantisti” sul maxiprocesso palermitano, per fortuna vinta dai “giustizialisti”, che sapevano di garanzie assai più dei loro detrattori. Di nuovo si pensa che basti usare un paio di etichette (“conservatori” e “innovatori”) per vincere, che si possa sostituire la forza del linguaggio alla forza delle idee. Avremo mesi per parlarne, ma mi batterò con ogni forza per difendere una Costituzione che non sarà la più bella del mondo ma non per questo deve essere trasformata in una schifezza. Questo e altro dirò domani pomeriggio a Firenze intervenendo all’appuntamento di Libertà & Giustizia in difesa della Costituzione per i 70 anni della Repubblica. Intanto vedo che tra i blogghisti, oltre a Basilio Rizzo, tira da matti Smuraglia, e qualcosa significa. Già, quanti consensi raccoglie questo “finto partigiano”…

C’è però, a proposito di libertà e di Repubblica, una cosa che mi preoccupa. Ed è il silenzio totale sulle minacce, gravi davvero, giunte al portavoce dei Verdi Angelo Bonelli, in prima fila contro le malefatte dell’Ilva a Taranto e contro i narcotrafficanti vestiti da imprenditori a Ostia. Gli hanno citofonato di notte e gli hanno fatto trovare sotto casa un cuore e un fegato di animale: “il prossimo sarà il tuo”. Qualche anno fa gli hanno incendiato (incendiato!) l’auto e la casa. Non lo protegge nessuno mentre fior di millantatori esibiscono scorte. Ma il fatto è che nessuno ne parla, nessuna emozione, nessuna indignazione. Se non mi avesse avvisato subito una degli ultimi verdi seri rimasti a Milano, la consigliera di zona 3 Mariolina De Luca, non avrei saputo nulla. Bonelli è venuto a raccontare Mafia Capitale e Ostia ai miei studenti durante l’università itinerante della scorsa estate. Semplice, solo, nessuna aria da uomo di trincea e invece era con ogni evidenza uomo di trincea. A lui la solidarietà affettuosa di questo blog.

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