RobertoBenigni

Costituzione. Oddio, Benigni no!!! malinconie sul genere umano

Proprio Benigni no! E attenzione, non lo dico per paura che la sua dichiarazione possa aiutare la vittoria del sì al referendum sulla Costituzione. Dopo quel che ho visto e sentito (e anche un po’ detto) ieri a Firenze alla manifestazione di Libertà & Giustizia, mi sembra che tra le ragioni degli uni e le ragioni degli altri ci sia un abisso. Gli uni sanno solo dire che è stato abolito il Senato, e non è vero; e che viene sconfitta la casta, e non è vero perché è il trionfo della casta, con il cittadino tenuto sempre più lontano dalle sedi rappresentative, si tratti di referendum o di leggi di iniziativa popolare. Sanno parlare di risparmi, quando con la cosiddetta abolizione del Senato, come ha fatto notare Travaglio (cabaret politico di altissimo livello…), il risparmio annuo è l’equivalente del costo annuo dell’aereo personale di Renzi. Ci torneremo su questo abisso, che porta a definire spregiativamente Zagrebelsky un “professorone” e Federico Moccia uno “scienziato” (ma sì!!).

Quel che mi dispiace, direi mi addolora, è che Benigni, proprio lui, il mio idolo, si sia piegato fino a questo punto alle convenienze. Credo, mi dicono, che sia andata così. Che in Rai abbiano avuto l’idea di dedicare la serata del 2 giugno alla Costituzione riproponendo l’intuizione magistrale di Benigni. E che qualcuno (indovinate chi?) abbia detto all’incirca: ma siete matti? quello ci viene a dire che è la Costituzione più bella del mondo mentre noi siamo partiti ventre a terra per cambiarla! Qui salta qualche testa. Che si fa? Si censura Benigni? Non si può, sarebbe la prova che davvero vogliamo tutto il potere possibile. Meglio far dire a Benigni che lui è comunque per il sì. E lui, Benigni, ci sta. Dopo avere detto che lui la Costituzione la difenderebbe, si scusa, spiega di avere dato una risposta frettolosa. Che con il cuore è no e con la mente sì. Perché bisogna cambiare. E che il bello della Costituzione è che la si può cambiare. Certo,è soprattutto questo il suo bello. Che malinconia, amici. Quante delusioni che mi sto prendendo da persone stimabili tra Milano e il referendum… Il bello è che la si può cambiare…Perché non ce l’ha mai detto quando riempiva le piazze e i palinsesti decantando la Costituzione più bella del mondo? Noi ce la faremo lo stesso. Ma qui si chiude un capitolo delle mie preferenze artistiche. Non perché Benigni la pensi diversamente da me, ma per il contesto in cui è nato il suo “pensiero”. Per le circostanze in cui “lo sventurato disse sì”.

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30 commenti

  1. La nostra costituzione è bella così com è .i suoi articoli rispettano la libertà e i diritti di tutti i cittadini. Io non la cambierei per nulla al mondo .pensiamo alle cose più serie!!lo dico come donna e come cittadina italiana.

  2. Cmq io invece penso che , indip. da ogni giudizio su Renzi (è un dittatore , non non lo è) … votare SI al referendum di ottobre è doveroso .

    Per ragioni sostanziali e di merito innanzi tutto (il numero dei parlamentari diminuisce di un terzo , il carrozzone CNEL viene abolito del tutto , le competenze Stato-Regioni vengono ridefinite con eliminazione delle sovrapposizioni e con un maggior controllo delle spese pazze regionali) .

    Dicevo .. per ragioni sostanziali , ma che trovano riscontro in ragioni storiche

    Torniamo al 1947-48 : l’Italia è appena uscita sconfitta e lacerata , disprezzata anche per il voltafaccia del Re e di Badoglio … tuttavia i padri costituenti riescono nella bella impresa di elaborare una costituzione . Mica una costituzione normale , neh : parliamo di una costituzione bella , bellissima , la più bella del mondo

    Ora , con l’assemblea divisa fra comunisti e cattolici , questi ultimi con frangie ancora monarchiche , com’è che sono riusciti in qs bella impresa ?

    Semplice : col classico compromesso all’italiana

    Aumentare le poltrone e fare così tutti contenti . Ed ecco allora il parlamento più numeroso del mondo , con eccezione della Cina (1,3 miliardi) , il bicameralismo assolutamente paritario , perfettamente paritario , le regioni con 20 parlamentini , il parcheggio dei boiari denominato Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) , che nessuno sa a cosa serve – a parte distribuire tantissimi soldi a 80 nullafacenti esodati dal circuito accademico , politico e sindacale attivo

    Purtroppo queste cose ai corsi di diritto costituzionale non te le dicono

  3. Mi dicono, i diretti interessati, che Benigni ha semplicemente cambiato idea. Ma come sempre a sinistra invece che discutere sul merito delle cose preferite agitare fantasmi complottisti. Portate avanti le vostre idee, peroratele durante la campagna referenaria e se sarete più convincenti vincerete. Lasciate però a ognuno il diritto di sacrosanto di espriremere le proprie idee.

  4. Lo capisco , con la mente prima e poi chissà col cuore perché lui no vede quanta gente soffre? Ci stanno salazando la Costituzione . Sarà bello cambiare, se esistono le condizioni. Qui al sud l’unica prerogativa e tieniti ‘o lavoro pure a nero, sfruttato e col voto incorporato. Credo che il suo si , sia una scelta , come quella di tanti che oggi stanno col partito democratico , difendo la loro quotidianità fatta di tante cose, ma in quelle c’è la propria felicità. Come potrei biasimarvi , ma aiuta domi con la matematica riesco a intuire che siamo oggi é un paese con poche scelte, scelte che prima nei suoi discorsi faceva intuire che la felicità si ritrova solo li. Invece oggi pare che vasta comprarsi una azione del partito maggioritari e hai fatto bingo ai neuroni della felicità. È bello avere una vita agiata, tranquilla , pacata , ma se dalla tua finestra guardi la sofferenza ardita di quelli che per la tua di felicità vengono considerati solo dei poveracci , basteranno le elemosine per sentirci in pace con noi stessi?..

  5. Squallido! Una persona che ha i mezzi finanziari per essere moralmente libero non dovrebbe prestarsi a certi giochetti. Personalmente non mi è mai piaciuto, questo atteggiamento conferma ulteriormente che non mi piace.

    • Congresso nazionale del partito che la bocciò, essendo a favore del monocameralismo secco (con legge proporzionale e sbarramento al 3%). 😉 Da 40 anni aspettiamo ben altre riforme, che non arrivano mai.

    • Luca Fabbris, se uno si esprime per il NO, poi gli danno 200mila euro per sei minuti di trasmissione in cui dice “voto sì”, scusami, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma a me fa un po’ schifo lo stesso.

    • Monocameralismo ma con legge proporzionale che garantisse l’equilibrio dei poteri tra legislativo ed esecutivo con uso limitatissimo dei voti di fiducia. Non si prevedevano premi maggioritari per minoranze che nel paese hanno il 30% e in parlamento il 55% dei seggi. Anzi, il Pci si oppose alla Legge truffa che prevedeva un premio per chi otteneva il 50% + 1 voto. La cosa fa una grossissima differenza.

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