pifferaio 3

Al voto, al voto!!! Popoli e pifferai (e la panzana del voto disperso)

E dunque si va al voto. Essendo i blog come dei giornali, non ho l’obbligo del silenzio pre-elettorale. Sento dire di tutto in queste ore. Un giorno qualcuno se ne vergognerà e darà la colpa ad altri. Insisto con la mia analisi dell’opinione pubblica democratica milanese: gelatinosa, malleabile, senza spina dorsale, pronta per i pifferai, compresi quelli non magici. Di più: mi sembra di vivere la prova generale di qualcos’altro rispetto all’elezione di un sindaco. Ci sarà tempo per parlarne. Intanto ne approfitto per contestare una panzana che sento ripetere: e cioè che il voto a Basilio Rizzo sindaco sia un voto disperso. E perché mai? Domenica, visto che c’è il doppio turno, si vota soprattutto per preparare il prossimo consiglio comunale (poi deciderà il premio di maggioranza) e i consigli di municipio. E Basilio Rizzo in consiglio ci entrerà con certezza, in base a ogni sondaggio. Che cosa si disperde dunque? Semmai bisognerebbe fare in modo che con lui entrino altri consiglieri indisponibili (nei fatti, non nelle intenzioni) ad assecondare l’ammucchiata immobiliare che è nell’aria. E i consiglieri in più sono un’alea per ogni lista. Uno o due? Tre o quattro? Ogni voto può essere disperso, se non si arriva al due, se non si arriva al quattro.

In ogni caso vi raccomando, e voi a vostra volta raccomandate: date la preferenza. In ogni schieramento ci sono quelli puliti e coerenti e competenti e quelli accomodanti, o intrallazzoni o cretini. Scegliete, informatevi almeno l’ultimo giorno (se non l’avete ancora fatto), informatevi sul serio e poi scegliete. Partite dall’idea che le lobby (e i clan ovviamente) sanno già quanti voti devono assicurare ai loro candidati e glieli daranno. E che i loro voti conteranno di meno se daremo tutti la preferenza, soprattutto se la daremo ai migliori. La propria città la si difende anche così. Senza rischiare un’unghia, senza bisogno di scorte.

I miei studenti e laureati in Sociologia della criminalità organizzata, infine. Mi è stato chiesto perché li ho segnalati. Perché sono bravi, accidenti, e perché sognano (proprio così) di battersi contro il malaffare. Ho già ricordato in un post precedente, andatelo a rileggere bene, Francesco Terragno e Claudio Campesi in Comune, Gliulia Sergi al Municipio 2 e Luca Rodilosso al Municipio 1. Tutti con la lista “Milano bene in comune” (Basilio Rizzo). Poi ho saputo che in Municipio 1 si candidano anche Elena Carta e Luca Foschi, lista Pd. Non sono laureati o specializzati come gli altri, ma hanno seguito il corso e hanno avuto ottimi voti all’esame, sono entusiasti e sono pure andati in Sicilia con Libera. Ma a questo punto, perché i prof non possono fare distinzione, c’è lo studente incontrato in cortile che si candida nella lista Parisi. Se si riconosce e manda il nome che ora mi sfugge, sarà par condicio.Parola di prof (e se poi qualcuno tradisce la fiducia lo rincorro col randello per tutto l’equatore)

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5 commenti

  1. Ha ragione, siamo in tanti, nella lista Milano in Comune, candidati indisponibili ad assecondare certi appetiti… come abbiamo già dimostrato nei fatti nel corso degli anni, sia in professione sia in politica, anche oltre l’università.

  2. Panzana o considerazione sciocca a parte, votare o valutare solo chi si pensa in probabile vittoria, significa essere banderuole senza nazionalità, senza identità. Credo anche significhi scarseggiare di coscienza sociale e abbondare in pigrizia che, soprattutto chi ha procreato, non può permettersi.

    Oltretutto oggi di falsi tam-tam ne é piena la dilagante dis-informazione, sarebbe consono diffidare.
    Ci vuole poco, basta solo valutare e credere ai FATTI e ai NON fatti.

    Altrimenti saranno sempre voti burattinati con spicciola psicologia che, in un paese tendente all’ignoranza, purtroppo attecchisce sempre.
    E il Markettarismo (marketing+marchette) impera!

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