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Ma che bello il Carosello. E Pisapia all’Arena

Il Carosello dei Carabinieri. Non potevo perdermelo ieri sera. All’Arena, luogo splendido e romantico nel centro di Milano dove da bambino venivo portato alle prime partite di calcio in notturna, fine anni cinquanta, una magia vera quel pallone sotto i riflettori. Trentamila persone, credo, ed era bello. Il Carosello sotto i colori del tramonto di giugno, poi, è un evento esteticamente emozionante. Per me aria di casa, memorie di soldatini, divise, grandi uniformi, e Briciola, il cagnolino mascotte. Cavalli che danzano, cavalli che galoppano. E la famosa rievocazione della carica di Pastrengo, 30 aprile 1848. Volete sapere perché ricordo addirittura la data? Perché fu un 30 di aprile (del 1982) che uccisero Pio La Torre a Palermo. E appunto quel giorno mio padre era andato come vicecomandante dell’Arma a Pastrengo a celebrare l’anniversario della carica risorgimentale. Non fece in tempo a finire la cerimonia. Il governo gli diede l’ordine di partire come prefetto di Palermo. Partì subito, senza avere ricevuto alcun impegno scritto, che non sarebbe arrivato mai. Non c’è stato solo il Carosello, però. C’è stato anche il lancio di quattro paracadutisti sul prato dell’Arena. Lancio non riuscito, il vento se li è portati fuori e tutti abbiamo temuto che finissero in mezzo alla strada o contro le case o su fili ad alta tensione, il che è stato rischiato davvero. Tutto bene, poi.
Ma nello spettacolo bellissimo mi sono goduto Giuliano Pisapia che faceva, come non farà più tra qualche giorno, il sindaco di Milano. Che scendeva sul prato a premiare, e parlava al microfono. L’ho ringraziato mentalmente, il sindaco galantuomo. Su alcune cose non avrà fatto il massimo, avrà anche fatto degli errori, ma con lui la città è cambiata. E’ diventata un’altra cosa. In zona Sempione nelle stesse ore si faceva il concerto finale per la campagna elettorale di Sala. Però a me è piaciuto vedere Pisapia lì, nel pieno del suo ruolo, non con l’incarico di sostenere nuovi candidatipisapia. E ho provato nostalgia. Davvero le cose belle durano poco, soprattutto in politica.

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