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Il disordine, la modestia di Moser e di Conte, e il successore di Renzi

Grande è il disordine sotto il cielo. Disordine di lutti e di bombe, disordine di Stati e di Unioni, disordine di ambizioni e gerarchie. A fare da bussola, per chi voglia averne una propria, restano alcuni principi. Per esempio la modestia, la vecchia e sana modestia. Ho conosciuto a Fano, al festival della saggistica, un signore di nome Francesco Moser (di cui vi allego con orgoglio la foto). Dovevate sentirlo, nel racconto della sua biografia, questo due volte campione del mondo. Il libro, ha detto con la massima naturalezza, gliel’ha scritto un giornalista dopo averlo intervistato, e lui l’ha controllato insieme con qualche discendente che ha studiato più di lui. Ha parlato di Merx e di Gimondi, dei suoi record (“i record sono fatti per essere battuti”), della vigna trentina in cui doveva lavorare, i due fratelli campioni pure loro (Aldo ed Enzo). Tre maglie rosa in una sola famiglia. Era tutto meravigliosamente sotto le righe nella sua narrazione, anche il modo di dire “insomma”.Il giorno dopo ho saputo dal tigì che era ancora a provare la cronometro su pista, trent’anni dopo il trionfo. Nella piazza che lo ascoltava e se lo “beveva” non l’aveva annunciato.

Modestia militante anche nell’Italia (vista solo l’ultimo quarto d’ora, il tempo di riurlare “gol” dopo anni, che bello quel monosillabo…) e nell’Islanda, che ha punito simbolicamente la tronfia Inghilterra, stavolta fuori dall’Europa suo malgrado. Modestia in Carlo Smuraglia, il coraggioso presidente dell’Anpi che non si è inchinato ai voleri dei giornali e ha detto no al referendum. Mi ha scritto scusandosi: per non avere ancora ringraziato per quel che era stato detto di lui un po’ di tempo fa su questo blog. Incredibile educazione in un mondo di sbruffoni. A proposito di sbruffoni.Vengo tempestato via sms e via mail per sostenere proprio il referendum. Pare accada a tanti, iscritti o meno al Pd. Ribadisco che questa comunicazione politica inizia a essere invasiva, in certi momenti siamo davvero allo spam.
In ogni caso mi punge vaghezza di una cosa. Sapete quale? Che questo referendum potrebbe essere soprresso alla chetichella. Troppo rischioso, soprattutto ora che i M5S sono, in base ai sondaggi, il primo partito d’Italia. Intanto lo si rinvia, come la direzione del partito. Poi si dice che si cambia l’Italicum e ci si guarda intorno per vedere l’effetto che fa. Purtroppo quel 41 per cento delle europee è stato una maledizione; lì fu l’inizio della fine. Già di modestia ce n’era pochina, quello l’ha messa del tutto in naftalina. E questo è il risultato: che sotto sotto, in silenzio, ti fanno già il nome del successore di Renzi. Fino a tre settimane fa ti chiedevano: ma se non c’è lui chi c’è? Ecco, c’è sempre qualcuno…

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6 commenti

  1. Di sicuro il referendum verrà rimandato a dopo che si sarà insediato il successore di Cameron e avrà deciso o meno la notifica dell’art. 50. Renzi è stato chiamato in sede europea semplicemente per sapere come stava messo lui (che farebbe la fine di Cameron) e le banche italiane.

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