nicola di bari

Scene da matrimonio (“lo sposo è impazzito, oppure ha bevuto…”)

Vedendo le reazioni al mio post sulle belle notizie, ho capito che le persone normali vogliono sapere cose belle dal mondo. Non rimuovono le tragedie, anzi, ma del mondo vogliono assaporare anche la bellezza. Perché ognuno di noi ogni giorno pensa che quella che ha incontrato (o riincontrato) in quel momento è una bella persona, che quel bambino che si tiene un piede in mano sul passeggino è il ritratto dell’innocenza, che quello studente che prende 30 deve avere passato serate sui libri per passione civile. Perciò vi darò un’altra bella notizia: Jimmy, il grande Jimmy, si è risposato e io ho concelebrato il suo matrimonio. E’ accaduto ieri a Lamporecchio, vicino a Pistoia. Jimmy anzitutto: era studente in Bocconi quando io ero giovanissimo assistente, famiglia comunista abruzzese, poi è stato socio con me e Lillo nella fondazione della casa editrice Melampo. Ha fatto fortuna perché capisce di finanza come pochi. Primo matrimonio finito, con due figlie che si divertivano da piccole a vendere libri Melampo, si è innamorato di Samantha, che lavorava alle sue dipendenze, di una generazione più giovane di lui.

E’ nata Matilde, una bimbina divertentissima, e lui ieri a 57 anni ha fatto tutto: matrimonio suo e di Samantha e battesimo di Matilde. Ecco, io ero accanto al sindaco e vi devo dire che era bellissimo vederli in faccia, raramente ho visto tanta felicità. Pensavo (sapete come sono fatto…) che il 19 luglio è una data dolorosa per la mia vita e per quella del Paese, e che tuttavia in quella data stavo sposando la felicità. Me lo sono tenuto per me, ovviamente. Lei aveva gli occhi brillanti, persi nell’immensità del momento, lui la tenerissima faccia del bambino in attesa di Babbo Natale. Dietro in seconda fila, emozionate, le due figlie più grandi. Ho pure detto due cose, assai sentite, e capivo che lui se ne inorgogliva. Invitato dal sindaco a salutare amici e parenti, si è alzato e ha detto subito “La vita è un dono” e alla parola “dono” si è dovuto fermare per un pianto improvviso, perché siamo tutti vulnerabili, soprattutto quando pronunciamo le parole o ricordiamo le immagini più semplici. Perché la semplicità è cosa grande, profonda. E fa brutti scherzi l’amore, se la distanza d’età soprattutto di quello si riempie.

Jimmy ha annunciato altri figli, soprattutto in affido, il benessere va condiviso. Volete sapere se al tavolo la sera abbiamo parlato di politica, di amore o di ricordi? Ma nemmeno per idea. C’erano ben sei bocconiani-bocconiane, più biondina e sindaco e moglie, e gli argomenti principali sotto la luna piena sono stati Mino Reitano e Nicola Di Bari (foto). Ma non è fantastico? Che prodigioso impasto di memorie e di sentimenti e di interessi che siamo. E ci vorrebbero rifilare solo notizie di sangue…
P. S. Nel frattempo il mio laureato Pierpaolo mi mandava via sms il suo sconforto per come andavano le manifestazioni di Palermo; e altri amici la soddisfazione per come andavano quelle di Milano…Sì, siamo impasti prodigiosi…

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4 commenti

  1. marika demaria

    Che meraviglia di racconto! Grazie, caro Nando, leggere questo post è davvero un bel modo per iniziare la giornata.
    Un abbraccio, Marika

  2. omicron

    “Il 19 luglio è una data dolorosa per la mia vita e per quella del Paese, e che tuttavia in quella data stavo sposando la felicità”. Hai ragione, è una data dolorosa per chi vuole bene a questo paese e per questo noi la riempiremo di gioia e di vita; non certo per dimenticare ma per trovare in questa gioia la forza di combattere con sempre maggiore determinazione.

  3. teo

    Nel 1984, avevo 15 anni, e in una serata, che ricordo come ieri, al cinema Adelphi di Sesto San Giovanni conobbi alla presentazione del libro Delitto Impefetto l’Autore. Serata tesissima, non mancarono diffidenza ed ostilità. Conservo il volume e la dedica come una reliquia.

    Son passati gli anni, son diventato bocconiano, ho preso l’unico 18 nell’esame di sociologia (andavo alle lezioni, mi dicevo è un grandissimo, ma capivo poco evidentemente).

    E poi tante cose, gli anni della Rete, le stragi, la speranza di vederlo sindaco coi baffi, le serate di presentazione dei libri a Melampo, quelli dei laureati meritevoli (quanta invidia pensando al mio 18), le dedica fatta sul nuovo libro qualche mese fa a mio figlio 14enne e questo fantastico blog in cui tutte le sere butto gli occhi ed il cuore alla ricerca dell’Italia migliore.

    I miei auguri agli sposi, a chi ricomincia e a chi c’è.

    Al Professore un grazie rinnovato.

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