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Affondare per convenienza. E il compleanno della Biondina

Grande è il disordine sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. Anzi, tira decisamente al brutto. Per quanto uno si sforzi di raccontare il bello che accade, c’è troppa roba che preoccupa. Questa rincorsa tra terrorismo e giornalismo al sangue sta producendo un effetto pazzesco. Ormai il primo squilibrato che passa trova il suo momento di fama e magari di gloria ammazzando degli innocenti. Ai tempi del terrorismo rosso si diceva che si sarebbe dovuto staccare la spina alla televisione. Niente impatto mediatico, niente fama, niente spirito emulativo. Non lo si è fatto del tutto, ma quel poco che si è fatto è servito. Pensiamoci, forse conviene.
E stupisce che non lo pensi una civiltà europea che ragiona sempre in termini di convenienza. Che fare con la Turchia? Non conviene criticare Erdogan, ci blocca 2 o 3 milioni di profughi alle nostre porte. Per fortuna i magistrati milanesi manifesteranno mercoledì alle 18.30 davanti al consolato della Turchia, via Larga 19, partendo alle 18 da Palazzo di Giustizia. Che fare con gli atleti russi? Ammettiamoli lo stesso alle Olimpiadi anche se risultano dopati, mica sono come quel maratoneta solitario di Schwazer o il suo allenatore Sandro Donati. Non ci conviene metterci contro Putin, giusto? Mentre ci conviene molto dare una bella lezione a Donati, così impara con le sue battaglie contro il doping.

Per fortuna ieri è stato il compleanno della Biondina (vedi foto), che a queste occasioni ci tiene assai e gradisce auguri di amici e parenti, e li riceve. E’ stata festeggiata a sorpresa in una cena a quattro in un sobrio ristorante di Anacapri, di quelli che invece di offrirti chili di rombo ti offrono verdura dell’orto (eccellente). Musica di sottofondo su cassetta, Renato Carosone e il suo jazz napoletano anni cinquanta. Gliel’ho promessa come regalo di compleanno, un bel cofanetto di Carosone per imparare a memoria “Torero olè”, potrebbe perfino ballarla al mattino presto, ma chissà perché non gradisce troppo. Incontentabili, le mogli.

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