Come siamo caduti in basso. Ken Loach, piazza del Popolo e altro

Quando il film è finito non sapevo più da che parte voltarmi. Non volevo far vedere gli occhi lucidi. Come quando finì i “Cento passi”. Ma un conto è commuoversi per i funerali di Peppino Impastato, un conto è commuoversi per un operaio disoccupato pieno di dignità che finisce stritolato dai moduli e dagli online dello Stato “sociale”. “Io, Daniel Blake” è un film bellissimo, che spiega la grandezza di chi muore povero sapendo che cos’è la vita; e la miseria dei funzionari senz’anima che amministrano il Welfare. “Professionisti” del nulla. Ken Loach (in foto), questo splendido ottantenne, spiega come può cadere in basso anche l’idea più avanzata se i titolari dei ruoli dimenticano che i ruoli si interpretano, come non mi stanco mai di ricordare. Non sono affatto fissati e confezionati dai regolamenti, si negoziano con la propria coscienza e con il proprio genio. Un copione teatrale, sempre lo stesso, può essere un pezzo d’arte o una schifezza, dipende da chi recita.
Ho pensato (stavolta non con rabbia ma con dolore) a quanto siamo caduti in basso vedendo bandiere di sinistra in piazza del Popolo garrire giulive contro la Costituzione, difesa per decenni fin troppo ciecamente (“la prima parte non si tocca!”). Non devo essere l’unico, se la piazza era semipiena o semivuota nonostante una mobilitazione nazionale di partito che non ho mai visto negli ultimi decenni, nemmeno contro la mafia o le leggi ad personam. Mi fa male vedere questo scatenamento di migliaia di militanti che si identificano entusiasti con il grande inganno: felici di raccontare al proprio popolo che la colpa della lentezza a far le leggi è della Costituzione e non di un parlamento che lavora, se va bene, due giorni alla settimana. E non delle astuzie di partiti che rimandano le leggi in commissione, o le mandano al senato avendo già deciso che lì le affonderanno.
Dio mio come siamo caduti in basso. Già girano in rete i post degli sciacalli. Quelli che con questo terremoto la caduta del governo sarebbe una sciagura, e quindi bisogna votare sì, per i terremotati. E a proposito di ottantenni: De Mita con Renzi doveva essere fatto a fettine, e anch’io pensavo che sarebbe finita così. Invece ha stravinto lui. Altro segno dei tempi.

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29 commenti

  1. Quindi, professore, nel concordare con la sua lucida e chiara analisi, non le sembra che anche tutta questa montatura sul SI/NO non sia un’altra scusa per prendere ed anche perdere tempo, dato che questa legislatura si trova a meno di due anni alla scadenza? Il tirare a campare (anziché tirare le cuoia) era una esclusiva di Andreotti, al cui scrivere o pronunciarne il nome mi ripugna… Senza pensare poi che l’altra sera il fronte del NO ha schierato De Mita …… La prossima volta perché non mettono Forlani Occhetto ed altri benemeriti della Repubblica

  2. Accogliendo auspici che calano dall’alto (pacatezza , pacatezza !) , mi sono sforzato di enucleare le ragioni del No alla Riforma . E’ scritta male .

    Il parlamento che l’ha approvata è delegittimato (ma la Consulta ha già sentenziato che invece è perfettamente legittimato a legiferare) .

    Subordina la sovranità nazionale alla cornice delle norme UE (invece l’attuale art. 117 la subordina alla cornice dell’ ordinamento comunitario … quale diff. sussista non è dato di sapere) .

    Il combinato disposto con la attuale legge elettorale mina il delicato equilibrio dei Pesi e Contrappesi (qualunque cosa ciò significhi …) .

    I senatori devono essere eletti direttamente , così come lo sono adesso (quindi NON eletti e poi delegati dalle istituzioni di provenienza … e pazienza se con qs obiezione svuotiamo di contenuto e significato il Senato delle Autonomie e di Controllo) .

    I senatori del nuovo Senato delle Autonomie (100 in totale , contro i “vecchi” 315) godranno dell’immunità parlamentare . (Ma questa proprio non l’ho capita … sembra sia meglio avere gli attuali 630 + 315 = 945 parlamentari immuni … piuttosto che i futuri 630 + 100 = 730 ? Non sanno che 730 è un numero più basso di 945 ? Ah .. le imperscrutabili ragioni del No !)

    Se passa la Riforma arriva la dittatura .

    E un paio di altre cazzate

  3. Caro Nando dalla Chiesa, se in parlamento fossimo mai riusciti a mandare il 50,0001 % di cittadini come te (scusa la confidenza), non saremmo ridotti a questa lotteria da disperati. Ma dato che in parlamento riusciamo a mandarne sì e no il 10% – e in futuro andrà anche peggio – ecco che finiremo, non volendolo ma riuscendoci benissimo, a lasciare praterie aperte ad un 90% di cittadini di tutt’altro rappresentanti, che continueranno a distruggere la cosa e la morale pubblica, finchè non ci rassegneremo a cedere tutta, ma dico tutta, la nostra sovranità a qualche altro paese meno corrotto e corruttibile del nostro.

  4. Non c’è solo un problema di produttività/lentezza ma anche di qualità delle leggi. La maggior parte delle leggi è inintelligibile e incomprensibile per il cittadino comune. La riscrittura di certi articoli, come il famigerato articolo 70, ne è un esempio. Diventa proprio un problema anche di uso della lingua italiana e della sua struttura. Mettere in Costituzione riferimenti a leggi ordinarie è poi un vulnus importante.

    • Per avvalorare quello scritto dal nostro amico Massimo, dico soltanto che questo è il lavoro dei nostri politici : fare leggi incomprensibile per il comune cittadino, che però contengono tutti quei privilegi che tu, non povero ignorante, non sospettavi e alla fine, ti hanno raggirato a loro piacimento, mi viene di pensare chi è il più farabutto, Berlusconi che ci dava dei coglioni in faccia o questi lestofanti che ci danno dei coglioni dicendoci che dobbiamo migliorare u a costituzione creata da chi ha sacrificato la vita per darcela di. Ai posteri la sentenza

  5. La democrazia moderna, la democrazia liberale necessita di contropoteri, e questa riforma è priva di contropoteri! Venendo meno gli strumenti culturali per approfondire, oltre la propaganda, temi giuridici e costituzionali, si rischia di precipitare nel liberismo più becero, del mercato unico, ci troveremo con il governo delle multinazionali in casa, TTIP E CETA, solo per citarne alcuni!

  6. Spero e prego che Onida ottenga il rinvio della consultazione referendaria . Come recita il proverbio : “ogni incomodo ha il suo comodo” !

    E in qs caso il “comodo” è lo spacchettamento dell’unica frase del quesito , che porta solo tre articolazioni della riforma , in dieci quesiti , ognuno recante un’ articolazione della riforma .

    Dieci quesiti che RENDERANNO ONORE alla coraggiosa e superba azione riformatrice del governo Renzi : gli Italiani finalmente capiranno il significato del votare SI’ – e lo faranno dieci volte !!

  7. marika demaria

    Recensione perfetta e come sempre profonda, carissimo Nando.
    Condivido: film bellissimo, drammatico, commovente, toccante e per nulla patetico.
    Un abbraccio caro, Marika

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