Quando “Società Civile” dava l’assalto al cielo. Da sabato è un libro: sul conformismo di oggi

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Vedo il conformismo che c’è in giro e ripenso a quei tempi gloriosi in cui credemmo di potere dare l’assalto al cielo, con un circolo dai cento fondatori e un mensile pieno di ventenni. Che bello mettersi in gioco, rischiare, battersi a viso aperto dentro il conformismo che sempre in Italia si fa cultura dominante quando la sinistra va al governo. Anche nella Milano di allora, parliamo degli anni ottanta, la sinistra governava. Il potere di Craxi, il Pci che faceva gli affari, e i costruttori, Ligresti in testa, che facevano e rifacevano Milano. E un grande silenzio intorno. Che noi rompemmo. Chissà perché per avere un po’ di dialettica delle idee in questo paese bisogna quasi augurarsi che la sinistra stia all’opposizione. E insorga contro Berlusconi se fa le cose che si consentono senza fiatare a Renzi. Anzi, facendo il tifo sfegatato per Renzi.
In ogni caso quella stagione l’abbiamo raccontata in un libro io e Gianni Barbacetto, che tanto tempo fa faceva Gesù Bambino nei miei Natali, per la gioia dei miei piccoli Gracchi. Si chiama, appunto, “Assalto al cielo”. Sottotitolo: “Storie di Società Civile e di lotta alla corruzione” (editore Melampo). C’è dentro una bella raccolta degli articoli più incisivi, delle denunce di allora (alcune delle quali restano autentica avanguardia ancora oggi), degli scritti di costume. C’è la storia del mensile in vista dei trent’anni dalla sua presentazione al pubblico, era il dicembre del 1986. E il racconto di quella redazione che era in realtà una specie di movimento civile. La presentazione in anteprima si terrà sabato 19 alle ore 14 all’Archivio di Stato, in via Senato. Si respirerà aria pulita. E non sarà, non potrà essere solo un bellissimo amarcord. Venite, vi farà bene.

Non mi ha fatto bene quel che Vincenzo De Luca ha detto della Bindi. De Luca ha messo le sue armate campane al servizio del sì. Non farò però il giochino di chiedere se al referendum vuoi votare come De Luca. Spero solo che la si smetta di cercare di avere ragione indicando gli impresentabili che votano dalla parte opposta. Più correttamente noto che i costi delle cose promesse da Renzi per vincere sono già adesso più del triplo dei risparmi che annuncia di volere fare con la “riforma” del senato. Lo aveva già scritto Monti nel suo articolo sul Corriere. Ora è sempre più chiaro. Del risparmio non importa niente a nessuno, se no farebbero ottime leggi contro la corruzione, come dice il ragazzino della mia favola (oltre 300mila lettori, grazie!).

E ora sursum corda! Tutti insieme leggiamo in piedi e ad alta voce la formazione del “no”: Padellaro; Di Matteo, Rodotà; Bonsanti, Smuraglia, Monti; Spataro, Zagrebelsky, don Ciotti, Onida, Camusso (dalla Chiesa quindicesima riserva, Riccardo Orioles raccattapalle come da sua indicazione…). Ah, a sentire tanti dei nomi che hanno difeso i diritti e la giustizia e la legalità in questi anni mi rinfranco. So che in qualche dibattito hanno già iniziato a recitarla. Che bello…

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