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A voi l'”accozzaglia” del no, da recitare con orgoglio (e qualche domanda impertinente)

A proposito del “dibattito” riferendario. Ieri sera ho ricevuto il seguente commento, di cui ho subito autorizzato la pubblicazione (non essendo questo Blog come la Rai di Renzi): “Cirino Pomicino, Mastella, Salvini, Ciriaco De Mita, D’Alema, Mr. B. Perché? Tu quoque Nando”. Purtroppo il messaggio non era firmato, anche se preferisco ricevere le critiche da persone che si manifestino anziché da anonimi protetti da soprannomi telematici. Ma quel che ora mi importa è rilevare come si cerchi di avere ragione invocando l’eterogeneità di quelli che ti danno torto. Naturalmente potrei, a questa stregua, allineare Renzi (che a De Mita dà ormai lezioni di clientelismo, e ne viene pure asfaltato nei dibattiti televisivi), Briatore, Verdini, Alfano, Lorenzini, De Luca (conoscete? impegnatissimo a mobilitare le sue truppe sul sì)…E quanto a Berlusconi, io, diversamente da Renzi, non sono mai andato a trovarlo ad Arcore, e sa il cielo se quando guidavo l’opposizione in commissione giustizia al Senato non sarei stato accolto con onore… Lasciamo dunque questi argomenti. Diciamo piuttosto chi siamo noi del “NO”. E lo ripeto, dopo avere visto ieri sera alla Camera del Lavoro il senso di orgoglio che ha suscitato:

noi siamo questa formazione: PADELLARO; DI MATTEO, RODOTA’; GHERARDO COLOMBO, SMURAGLIA, BONSANTI; SPATARO, ZAGREBELSKY, DON CIOTTI, ONIDA, CAMUSSO (ALLENATORE: CAMILLERI). Ovvero, quelli che in questi anni, ma starei per dire decenni, hanno difeso per tutti i diritti (Rodotà, Zagrebelsky), la giustizia (Spataro, Onida), la libertà di informazione (Padellaro, Bonsanti), i diritti sindacali (Camusso), la coscienza civile (Colombo, Smuraglia), o hanno fatto la lotta alla mafia (Di Matteo, don Ciotti). Segnatevi questa formazione e fatela girare più che potete, qui c’è l’Italia che sul campo ha difeso il suo onore con coerenza, senza cedere ad allettamenti e intimidazioni. Qui è il nocciolo del “No” che nel campo progressista ha rifiutato il conformismo militante. C’è l’Italia “vertical”, non quella dei nominati con le televisioni e i partiti dietro, ma quella che si è battuta sul campo, spesso in inferiorità di mezzi. Ieri sera, dopo che l’ho recitata, tutti la chiedevano. Prendete e rilanciate. E ci sono anche Scarpinato, Pasquino. O, come quindicesima riserva, il sottoscritto, e come raccattapalle (secondo la sua richiesta) Riccardo Orioles. Senza contare Travaglio, sospetto di grillismo (orrore cosmico, più che per De Luca!!) ma a cui dobbiamo tutti molto.

Questa è l'”accozzaglia”. Altro che quella ritratta nell’ultima pagina del costosissimo opuscolo mandatoci a casa dal premier…A proposito: avete notato che in quella accozzaglia il volto di B. non compare?!?!? E ancora a proposito: la biondina ha controllato il tariffario della società che ha fatto le spedizioni: un quarto di euro a busta. L’opuscolo, otto facciate grandi piene di immagini e colori, viene di suo un euro. Immaginiamo che date le quantità e trattandosi del premier abbiano fatto un favoloso sconto del 50 per cento. Facciamo in tutto mezzo euro. Quante spedizioni? Andiamo al ribasso e diciamo quindici milioni. Sono almeno sette milioni di euro, solo per questo. Ecco, sette milioni di euro il Pd non ce li ha neanche a piangere, chiedere ai circoli. Soldi dei contribuenti? Escluderei, troppo rischioso. Chi li ha dati o “prestati”? Insomma: chi ha investito su questo referendum?

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