E arrivò Attila-Gentiloni. Piccole riflessioni da Renzi a Sala

Che ne pensi della situazione politica? In effetti è molto che qui non ne parlo. Non è disinteresse. Ero solo saturo. La campagna referendaria mi ha sbattuto in faccia una tale rappresentazione della opinione pubblica “progressista”, del Pd e del suo elettorato, della loro consistenza e libertà intellettuale e politica che ancora non mi sono ripreso. Come si fa ad andare avanti se queste sono le risorse di cui dispone il “cambiamento”? Le situazioni sono sempre complesse, è vero, ma alla fine delle somme c’è un “totale”. E il totale non si può stirare né di qua né di là. E’ quello.

Renzi, anzitutto. Proprio vero che al tramonto le ombre dei nani si allungano. Ha realizzato i seguenti capolavori. 1) Voleva fare il partito della nazione e ha spaccato la nazione in due, tra Nord e Sud, tra padri e figli. Duramente, in una lotta aspra e ideologica. Gratis, inventandosi una urgenza assoluta, su cui ha inchiodato il Paese per un anno e mezzo. 2) Voleva essere la diga al populismo e per vincere ha seminato a piene mani populismo e antipolitica. Passeranno altri a riscuotere. 3) Voleva dare una nuova e brillante immagine al Pd e ha resuscitato un antico e spaventoso spirito di obbedienza e conformismo (lo spirito di Budapest, insisto), gettando un’ombra inquietante sulla sua identità. 4) Voleva dare credibilità culturale e sociale al suo partito e lo ha letteralmente sverginato. Ne ha staccato l’identità dalla Costituzione del Paese, che era stata nei decenni il fondamento della legittimazione e della autorevolezza del Pci, Pds, Ds, ma anche della Dc. Un atto insensato. La foga fanatica della campagna referendaria, sua e di chi l’ha seguito, ha trasformato di fatto il partito in un avversario della Costituzione. La cui difesa è stata lasciata su un vassoio d’argento ai 5 Stelle e perfino alla destra. Incredibile, ancora non me ne capacito. Per fortuna un pezzo di sinistra ha resistito a questa follia.
Oggi leggo che una parte di Pd vuole ricominciare in modo diverso. Va bene. Ma tutti sappiano che quando non si ha il coraggio di alzare la testa in difesa della propria Costituzione, quando si è dimostrato che per disciplina di partito o per calcolo personale si è disposti a tacere su questioni storiche non si ha titolo a guidare nessuno. Non ha perso Renzi da solo, hanno perso lui e quelli (opinionisti e giornalisti compresi) che lo hanno supinamente seguito. Nessuno ne esce innocente…

Quanto alla catastrofe che sarebbe accaduta se avesse vinto il No, avete visto? E’ arrivato il terribile eversore Attila-Gentiloni. Uno sconquasso, un terremoto.Infatti lo spread è sceso e l’Europa ci è più amica. Ah, come mi diverto a rivedere le migliaia di piccoli Metternich e Von Clausewitz che predicavano di votare Sì in base ai loro scenari politici. Avevano semplicemente sottovalutato che quelli della “rivoluzione fiorentina” sono attaccati alla poltrona, altro che lasciare la politica!, sono una casta vera e propria. Avevano ignorato i numeri. Ignorato Mattarella. E in ogni caso io dico che proprio con questi comportamenti e questi governi si faranno schizzare i 5 Stelle al 40 per cento (ammesso che solo loro debbano essere temuti, con quel che si è visto…)

Volete sapere anche di Sala, che già mi arrivano gli sms da stanotte? Troppa materia, un’altra volta. Mi limito a dire che alla fine io l’ho votato, che ha iniziato a fare il sindaco con impegno, buon senso e molta misura, senza sbruffonerie. Il ruolo precedente lo esponeva però oggettivamente a rischi; e questo era il problema saltato a pie’ pari dai nostri napoleoni…

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12 commenti

  1. Mi perdoni, odio il complottismo, ma penso da tempo che il nostro Sindaco nutra ambizioni altre. Quella casta di cui parla più sopra e che ne avrebbe sottovalutato l’esposizione, oggi ha subìto un contraccolpo importante in credibilità. È la reazione inconsueta e sproporzionata di Sala che mi fa alzare le antennine. Ma io non l’ho sostenuto e forse questa idea è fuori luogo. Per il resto, grazie, Professore. Abbiamo bisogno di intellettuali coraggiosi.

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