Novità, antimafia in movimento

Lo so, queste non sono le notizie su cui ci si accapiglia. Ma sono importanti per quello che avviene e che si fa. La prima è che venerdì mattina, alle ore 11,30, nella Sala di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano, sede di via Festa del Perdono, verrà presentato il primo Dottorato di ricerca nazionale in Studi sulla criminalità organizzata. Chi appena conosce la storia dell’università italiana capisce al volo che si tratta di una rivoluzione. Quel che è sempre stato prudentemente o accidiosamente tenuto fuori dalla porta dell’accademia vi giunge finalmente al massimo livello di considerazione. Il dottorato è stato infatti inserito dal ministero tra quelli “innovativi” e “a caratterizzazione internazionale”. E’ interdisciplinare perché la mafia non la studiano solo i giuristi, ma anche gli esperti di urbanistica e di pedagogia, di storia e di economia. Anzi, qui la mafia si fa centro degli interessi di studio e di ricerca, da varie angolazioni disciplinari. Venerdì ci sarà anche Rosy Bindi, alla quale molto si deve la spinta istituzionale verso questo traguardo. Ma molto si deve, naturalmente, all’università di Milano, che ci ha messo le borse (una in proprio è stata aggiunta dalla Commissione antimafia). Siete tutti invitati a quella che sarà comunque una bella occasione di festa.

Stasera riparte invece la felice collaborazione della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto” con Radio Popolare. Riprendono cioè le pubbliche lezioni nell’auditorium di via Ollearo 5 per un nuovo ciclo di formazione dopo quello (affollatissimo) dello scorso anno. Tema: che cosa possiamo fare concretamente, singolarmente o insieme, contro la mafia. Che è poi la domanda principale che viene fatta nelle scuole e non solo. Cercheremo dunque di dare a tutti una cassetta degli attrezzi, attraverso più puntate, che verranno trasmesse (in versione sintetica) alla radio. Al centro della prima serata, la figura di Antonino Caponnetto (foto). Ne parlerà il sottoscritto con Lele Liguori, per ricordare un magistrato che, non da persona qualunque ma da persona speciale in posizione speciale, si pose sempre il problema di che cosa avrebbe potuto fare. E lo fece con passione. Fino alla fine. Vi aspettiamo anche lì. Per la serie: esistono anche cose buone dal mondo.

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