Baggio, grandezza di un campione. Sciascia e la mia giacca di trent’anni fa in Statale. Melampo e il Dottorato

Quante cose da mettere in fila! La prima è che Roberto Baggio si conferma uno dei più grandi campioni mai esistiti nel calcio italiano. I grandi campioni sono in genere anche grandi uomini. E quel che Baggio ha scelto di fare ieri è stato da grande uomo: andare in incognito e senza avvertire nessun giornale nelle zone terremotate. Per osservare da vicino, per dare una mano. Subito riconosciuto nonostante gli occhiali da sole e disposto a donarsi a chiunque gli chiedesse una foto. Ho rivisto esattamente il Baggio buttato nella polvere dagli allenatori o dalla sfortuna che lo massacrava di incidenti; e che ogni volta si rialzava, e ci faceva sognare, in qualsiasi squadra giocasse. Fosse lui il calcio giuro che andrei ancora allo stadio.

La seconda è che domani pomeriggio all’Università Statale, nell’aula Falcone-Borsellino, le associazioni studentesche www.stampoantimafioso e WikiMafia terranno un pubblico dibattito intitolato “Sciascia aveva ragione?”, a proposito della celebre polemica sui professionisti dell’Antimafia di trent’anni fa, ripresa nelle settimane scorse dal Corriere della Sera. Con le due associazioni (rappresentate da  Martina Mazzeo e Pierpaolo Farina) discuteremo io medesimo, Felice Cavallaro (Corriere) e Attilio Bolzoni (Repubblica). Trent’anni fa. Per sottolineare quanto non ci si riesca a schiodare da quella infelicissima pagina del Corriere mi presenterò con una giacca un po’ lunga e larga: la mia giacca di trent’anni fa, giusto per ricreare il clima.
La terza cosa è che è uscito per i tipi di Melampo (come si dice) un libro-verità che davvero ci voleva: Titolo: “Il patto infame”. Sottotitolo: “La camorra, le Brigate Rosse, l’assassinio di un giovane politico. Una verità insabbiata”. E’ la storia di Raffaele Delcogliano, giovane assessore campano ucciso per effetto di quel patto infame cresciuto tra il sequestro di Ciro Cirillo e la trattativa per liberarlo condotta tra Cutolo, Bierre e servizi segreti. Roba dimenticata ma che fa bruciare ancora di indignazione. Fatemi fare l’elogio di questa casa editrice che ho nel cuore. Autore: Luigi Grimaldi. Invece di andare dietro bufale e misteri inesistenti leggetevi queste pagine.

La quarta cosa è che dopodomani, martedì pomeriggio, prende il via il primo dottorato nazionale di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata. E’ una conquista bellissima, una rivoluzione per l’università italiana. Gli studi sulle mafie che arrivano al livello accademico più alto, ma lo capite? Ancora dieci anni fa i ricercatori veivano sconsigliati di occuparsene se volevano fare carriera… E’ una delle cose per le quali vale la pena vivere e lavorare… Ci sentiamo presto e magari ci vediamo domani in Statale. Un tuffo nel passato per riemergerne come se niente fosse accaduto…

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