Cuore di Napoli, lunedì di amore e di ironia. E il disastro spagnolo

Prendete nota, lazzaroni. Autore: Ugo Cedrangolo. Titolo: Cuore di Napoli. Sottotitolo: Miti e sogni, ricordi e passioni. E’ un libro raffinato, delicato, divertente, percorso da cultura e ironia. E anche da memoria malinconica. Scritto da un ingegnere, consulente d’azienda tra i più quotati in Italia, con una maledetta passione per tutto quel che sappia di Napoli, dove è nato: Posillipo, Carlo III di Borbone, i miti di Partenope, Totò (in foto con Peppino De Filippo), Maradona. Che in questo libro viene rimescolato con i ricordi di infanzia, con gli aneddoti sul padre magistrato, con l’innamoramento per Marina, la moglie professoressa di lettere, con le gioie di gioventù a Capri ma anche la Napoli di oggi. Tutto verrà presentato nel magico Spazio Melampo lunedì prossimo alle ore 19. Con l’autore ci sarà Alberto Onofrietti, attore (napoletano, ovviamente) che leggerà brani del libro. E ne discuterà Domenico Orlando, notaio (napoletano anch’egli, of course), con la introduzione di me medesimo che non sono napoletano, e che quindi costituirò l’eccezione che conferma la regola. Si assicura aria di cultura leggera e frizzante. Inutile dire che i napoletani a Milano non se lo possono perdere nemmeno a morire. E che l’editore è la premiata ditta Melampo. Oh, quante cose belle che pubblica questa casa editrice indefessa…
Poi, visto che vi è piaciuto assai che sia andato a Vienna per l’Onu, vi dico pure che addì 13 venerdì (oddio, realizzo solo ora: venerdì 13…) il vostro Anfitrione inaugurerà con una sua lectio l’attività internazionale della nuova facoltà di Politologia di Cracovia, che si occupa anche di sicurezza, e che perciò ha chiesto al suddetto Anfitrione una pregiata allocuzione sullo stato della criminalità organizzata sull’asse Italia- Europa dell’Est. Che bello, in fede mia, portare il verbo dell’antimafia in giro per l’Europa….
Volete sapere che cosa penso della questione spagnola? No? Be’, ve lo dico lo stesso. Io penso che siano ammattiti tutti insieme. E che ormai siamo al punto in cui, in Europa, si fanno le cose senza nemmeno pensare alle conseguenze. Non è solo la Brexit. Quando la Lega tentò la cosiddetta secessione e indisse le elezioni per fare il parlamento padano, io mi ci candidai con Italia democratica, anche per sminare il contenuto eversivo di quel progetto, e Prodi non mandò i carabinieri ai seggi. Morale: non successe un beato fico di niente. Il parlamento padano durò poche settimane e morì ingloriosamente…Qui invece si rischia il disastro, ahimé…

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