Come ti nascondo un libro. Disavventure non sempre casuali di uno scrittore anomalo

Il blogghista affezionato sa che ho recentemente scritto un libro per Bompiani. E sa che si intitola “Per fortuna faccio il Prof”. La copertina è quella che trovate subito alla vostra destra quando vi collegate. E’ un libro che parla di università, di insegnamento, di nuove generazioni, di sogni, di lotta alla mafia, di politica, anche di sessantotto, di vita di famiglia (la mia). E’ un libro che parla della vita di questo paese da una prospettiva che ne tiene dentro tante altre. Basta leggere la copertina. Non è complicato, in fondo, per chi vende libri di mestiere. E invece diverse librerie, compresa una grande catena di prestigio, sapete dove lo mettono? Nella “Didattica”!!! Ossia non sui tavoli dove vanno, specie appena usciti, i libri di interesse generale. Ma nello scaffale più lontano di tutti, come ho constatato mettendomi le mani nei capelli a Roma a Largo di Torre Argentina: proprio il più lontano, il più invisibile. Lì andava inesorabilmente il commesso a cui l’avevo chiesto, visto che dovevo regalarlo a una persona e non lo trovavo nemmeno con il lanternino. Camminava verso il fondo, ultima stanza ultimo scaffale, fino a quella targhetta omicida: “didattica”. E il bello è che a venire alle presentazioni del libro sono persone che vogliono proprio sentire parlare della vita del paese, altro che didattica: Prodi a Bologna, o De Magistris a Napoli (foto della presentazione), tanto per capire. Naturalmente il libro di Floris è (giustamente) nell’attualità, non nella didattica. Chissà perché questa differenza. Essere personaggio televisivo può giustificare le pile dei libri, non la collocazione.  Altrimenti se Guccini scrive un libro autobiografico dove lo mettono? Nella musica? E i libri di Benni dove vanno, nei “comici”? E magari l’omicidio Kennedy va nei grandi gialli? E il sessantotto va in “storia contemporanea”?
Ecco, è a queste etichette ridicole, e alla fine penalizzanti, che mi ribello. Per questo stavolta chiedo ai blogghisti di fare quello che non ho mai chiesto: domandare, sottolineare, discutere, sapere perché venga nascosto. Converrete che, arrivato alla mia età, e dovendo rifiutare una o due presentazioni ogni giorno, un po’ abbia diritto di non subire più discriminazioni….O no?

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