NandoNando dalla Chiesa

All articles by Nando

 

La beffa a Borsellino. Come ti cambio il 41 bis….

Ho stima e considerazione del ministro Orlando, con il quale ho anche collaborato sulle mafie al Nord. Ma la libertà di giudizio è irrinunciabile. Specie nei tornanti in cui il vento è a sfavore. La vicenda della “riforma” del 41 bis è una di queste. Alla mafia il carcere non è mai piaciuto, se non
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Gigi Meroni. La farfalla granata mezzo secolo dopo. E il corso in Scenari internazionali, un giorno prima.

Avviso urgente ai naviganti. Mercoledì 11 scadono le iscrizioni al Corso di Specializzazione post-laurea in Scenari internazionali della criminalità organizzata. Il corso viene gloriosamente tenuto da ormai sei anni a Scienze Politiche di Milano. Si trova tutto su www.cross.unimi.it. Quest’anno focus sulla questione balcanica, su Messico e America latina e sul mercato delle armi. E
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Cuore di Napoli, lunedì di amore e di ironia. E il disastro spagnolo

Prendete nota, lazzaroni. Autore: Ugo Cedrangolo. Titolo: Cuore di Napoli. Sottotitolo: Miti e sogni, ricordi e passioni. E’ un libro raffinato, delicato, divertente, percorso da cultura e ironia. E anche da memoria malinconica. Scritto da un ingegnere, consulente d’azienda tra i più quotati in Italia, con una maledetta passione per tutto quel che sappia di
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A voi Simone. Che aveva capito tutto della mafia a Seregno e ci aveva scritto la tesi di laurea. 5 anni fa…..

Magari capiterà ancora che qualcuno si innervosisca. E se la prenda con il giovane protagonista di questa storia. Sapete com’è, in Lombardia da un po’ di tempo tira un’ aria strana. Però state prima a sentire: “Seregno non è stata esente, come buona parte dei comuni circostanti, da fenomeni di infiltrazione e colonizzazione del suo
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Belle novità. Leggere per credere: qui quota 20mila

Ehi ragazze! Ehi ragazzi! Qui abbiamo superato quota 20mila followers, come si dice! Ma ci pensate? Bello, bello assai per uno che ha sempre meno tempo per coltivare il suo blog e anzi scopre a ogni uscita pubblica che deve aggiornare il suo “chi sono” di almeno cinque anni. Auguri, dunque, e un brindisi ideale
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Una rivoluzione senza spese. Giovani calabresi propongono…. Appello da chi non si rassegna

Ora però ascoltateli. “Viviamo in un deserto culturale, economico, sociale. Nulla ci dà speranza. Perché restare?”. La domanda resta appesa negli occhi del giovane che mi sta parlando. Sembra un interrogativo retorico e invece ho l’impressione che Luigi si attenda da me una risposta. Che desideri un refolo di speranza in questo paese dell’alto Tirreno
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Pianto di madre. Quella piccola pozzanghera improvvisa

Vi parlerò dell’acqua. Un pugno di gocce d’acqua entrate d’improvviso nella mia testa mentre camminavo con pudore tra le storie altrui. Quanti cucchiai o specchietti d’acqua incontriamo, in fondo, nella nostra vita? Un’infinità. Nei bicchieri di carta abbandonati in treno o su un tavolo. O mezzo metro sotto la sabbia, mentre aiutiamo un bimbo a
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La scienza dell’antimafia riapre i battenti. Da domani è Summer School… (e altri miei gioielli…)

E così da domani torna un classico della scienza dell’antimafia: la Summer School di Scienze Politiche di Milano! Signori, a voi la settima edizione: “La mafia, oggi”. Fino a venerdì pomeriggio tardi saranno i consueti cinque giorni intensissimi di lezioni e testimonianze, con l’università e la magistratura a fare da serbatoi privilegiati del sapere. Quest’anno,
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La mafia come brand di successo. Fino a quando lo consentiremo? (a proposito di noi e dello Stato)

Le ricorrenze. Le commemorazioni. Le date simboliche nella storia di un Paese e nella vita delle persone. Domani 3 settembre ricorrerà il trentacinquesimo anniversario della strage mafiosa di via Carini, in cui vennero uccisi il prefetto di Palermo Carlo Alberto dalla Chiesa, e la giovane moglie Emanuela Setti Carraro, e in cui venne ferito a
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Ricordo di padre. Intervista di Andrea Galli sul “Corriere della Sera” di oggi

La prima volta che Carlo Alberto dalla Chiesa vide il secondogenito Nando fu in fotografia. Giovane capitano nelle campagne di Corleone – le campagne del banditismo, la Corleone dei settanta delitti di lupara bianca –, era in missione su una Fiat Campagnola quando un attendente gli portò l’immagine del bambino: dalla Chiesa non aveva voluto
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Quando la mafia uccideva solo d’estate. Riflessioni su Palermo, Viadana e i miei allievi (Sara, Pierpaolo e gli itineranti)

Eccoci qui, arrivati alla fine di agosto, come aveva previsto il prestigioso “Le Monde” (della serie “i lungimiranti”). Tornano gli anniversari dei delitti di mafia: dopo quelli di fine luglio-primi di agosto ecco quelli di fine agosto-primi di settembre, perché una volta la mafia uccideva davvero solo (o quasi) d’estate. Mi accingo dunque ad andare
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Soddisfazioni da sogno. Vi presento i miei gioielli (universitari)

E’ all’orizzonte il nuovo anno accademico e già arrivano belle soddisfazioni, amici cari. La prima è che la nuova edizione della tradizionale Summer School on Organized Crime che organizziamo ogni settembre a Scienze Politiche (quest’anno è la settima) ha superato il massimo delle richieste possibili di ammissione. Ancora non era accaduto. Magnifico segno. Il titolo
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Qui “Terre joniche”. L’antimafia silenziosa di quelli di Isola di Capo Rizzuto (lezione per i ciarlatani…)

In certi posti bisognerebbe andarci, prima di mettersi a sentenziare sugli “affari” che si fanno sui beni confiscati alle mafie. E, fermo restando che qualcuno ci ha lucrato per davvero, occorrerebbe venire a incontrare Umberto Ferrari, l’infaticabile animatore della cooperativa “Terre joniche” di Isola di Capo Rizzuto (foto). Ascoltarne la storia, vederlo all’opera con i
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Il cartello della vergogna. Carugate, l’automobilista che insulta il portatore di handicap e due proposte

Mai come in questa estate mi è capitato di riflettere sul nuovo terrorismo di matrice islamica (poiché tale è; è inutile e anche un po’ idiota che si cerchi di eliminare la qualificazione spiegando che non bisogna alimentare “pregiudizi”). Mi è capitato di pensare una volta di più che non sempre la religione eleva la
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Calvello, super-tesoriere immaginario. La politica e la rivincita del telefono senza fili

In questo articolo tutto è vero tranne la notizia fondamentale. Il protagonista infatti non è stato nominato tesoriere nazionale di Articolo 1 ma tesoriere provinciale (milanese). Come mai ho dato una notizia sbagliata? Perché sia io sia il mio interlocutore avevamo i telefonini che nelle rispettive località prendevano a singhiozzo. “Nazionale” ha la stessa desinenza
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Io e i miei libri nuovi. I bastardi ceceni e la paura delle masse. La tesi di laurea di Luca

Buongiorno a tutti i miei preziosi lettori! Ecco a voi il primo post del dopo Ferragosto, diventato senza particolare merito una delle date simboliche dell’anno. Volete sapere di che cosa mi sto occupando? Ne avete il diritto, visto che qui si danno convegno solo amici ed estimatori, e non l’umanità temuta da Umberto Eco (ovvero
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Travolti da un insolito destino (ma l’avete rivisto?!?). Altre memorie con auguri dall’Asinara, da Laura C.

Ieri sera ho rivisto in tivù il mitico (ma davvero mitico) “Travolti da un insolito destino in un azzurro mare d’agosto”. Mariangela Melato e Giancarlo Giannini sono semplicemente mostruosi. Film giustamente passato alla storia del cinema. Immagini meravigliose di mare e cielo (foto). Ma quando ho visto per la prima volta il film, nel 1974,
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Pino, che regala le pizze ai bambini. A voi il ristoratore lucano che tiene alto il nome dell’Italia a Berlino

Ma qual è in Italia quel ristoratore che ogni lunedì offre gratis il pranzo ai bimbi dell’asilo più vicino e alle loro maestre? Vi viene in mente un solo nome? No? Ecco, invece a Berlino c’è un ristoratore che lo fa. Ed è italiano, lucano per la precisione, e per questo gli spetta un posto
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Tesi di laurea sulla mafia: come ti rapino la Statale. E il matrimonio di Messi

Ieri sul Venerdì di “Repubblica” è uscito un articolo che racconta un piccolo pezzo di storia della cultura universitaria italiana: ovvero le tesi di laurea sulla mafia. Che aumentano, si moltiplicano, e offrono un tracciato della sensibilità delle nuove generazioni, visto che fino a pochi anni fa sulla mafia nelle università regnava il silenzio assoluto.
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Studiare all’Asinara. Elisabetta M. racconta la sua meraviglia

Dopo l’Asinara mi sono arrivati dagli studenti alcuni scritti, anche molto belli, sull’esperienza compiuta. Intanto vi invito a leggere questa riflessione di Elisabetta M. (che mi ha autorizzato): quanto c’è di passione e quanto di meraviglia è difficile dirlo. Ci pensino i riformatori dell’università: a volte (a volte…) le idee e i valori contano più
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L’università sotto le stelle. Quando la cultura vola

Che meraviglia l’università itinerante, che cosa stupenda che è. In fede mia non esiste forma migliore per realizzare la propria funzione di docente universitario, almeno per un certo, vasto gruppo di discipline. Se poi il luogo in cui tutto si svolge si chiama Asinara, allora potete tranquillamente scommettere sull’effetto sogno. La natura che esplode, il
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Asinara: dove la targa di Falcone e Borsellino è onorata anche di notte (ovvero: il signor Gavino e gli studenti)

Nella notte in cui cadono decine di stelle, appena dopo l’una e mezzo si forma un piccolo corteo. Discreto, silenzioso, annunciato solo da un leggero scalpiccio di passi. Cala d’Oliva, isola dell’Asinara: di qua acque verdi trasparenti sotto la luna, di là il minuscolo borgo dove si riuniscono il bar, l’ostello e pochi appartamenti sul
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Tata Rosa. Storia di tre bimbi e di un cuore grande per loro

Il suo nome era Rosa. Mai “donna Rosa”, non le spettava. Semmai Rosetta. Come le bambine. D’altronde se n’era andata di casa, Orta di Atella, allora provincia di Napoli, ancora ragazzina, diciassette anni, alleggerendo la famiglia Di Lorenzo del compito di sfamarla, lei tra i più grandi di dodici figli. Si era presentata un’occasione irripetibile
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Mano nella mano. A proposito di quarant’anni di matrimonio

“Buona settimana a tutte, buona settimana a tutti. In questi giorni estivi le strade e i marciapiedi si spopolano. Tutto appare meno anonimo. Gli stessi passanti acquistano un’identità più precisa. Risaltano di più le figure di certe persone che con il loro abbigliamento, o il loro portamento, possono colpire la nostra fantasia. Si notano di
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Rossella. Battere il tumore a vele spiegate

Rossella quasi non ci crede. Gli occhi corrono, ora rotondi ora ovali, mentre cerca di spiegare che davvero la vita le è cambiata. Vorrebbe comunicare al suo interlocutore la propria meraviglia. Sempre con la paura di non riuscirci abbastanza. Usa una parola, un’immagine, va avanti. Poi le viene il dubbio di non esserci riuscita abbastanza
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Il sosia di Gigi Riva. La poetica storia del signor “Gian” con il cuore accanto

Ma chi è quel tipo? Sul lineolum verde oliva, nella sala d’aspetto a pianterreno dove i pazienti attendono le visite specialistiche, s’avanza un personaggio dalle fattezze familiari. Ha capelli bianchi che gli giungono sulla fronte secondo la moda dei senatori romani. Il busto eretto magistralmente, un fisico asciutto e coltivato, esaltato da una maglietta bianca
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La testa di Falcone

Un guerriero non infierisce sul nemico che ha ucciso. Né sul corpo, né sull’immagine. A meno che non lo odi ossessivamente per le sconfitte e le disfatte che il morto gli ha inflitto da vivo, o non ne abbia ancora un sacro e viscerale terrore. Ho pensato semplicemente questo quando ho saputo che allo Zen
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Berlino, quelle che danno la sveglia alla Germania. Ovvero le ragazze di Mafia? Nein Danke!

Ricordate la strage di Duisburg? Quella carneficina nel pieno della Germania più industrializzata, davanti a una classica pizzeria italiana? Era il Ferragosto del 2007. Fu, o avrebbe dovuto essere, una doppia rivelazione. Per noi italiani: la ‘ndrangheta si sentiva ormai padrona anche in Germania. Riti di affiliazione in un pubblico esercizio, vendette e sparatorie e
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Appuntamenti a Berlino. Onore al ragionier Fantozzi. E altre considerazioni

Cari blogghisti, vi scrivo da Berlino. Quest’anno ho scelto di tenere le lezioni alla Humboldt in periodo estivo e mal me ne incolse. La bufera maggiore degli ultimi 65 anni e pioggia e nuvole…Con la biondina che scivola e si stira una gamba…Però le lezioni, di taglio vario assai, vanno bene. Domani variazione su Potsdam
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Elisabetta, la ragazza della via Gluck (e la Guardia di Finanza…)

Una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala, che mi giunge per conoscenza. Una firma, Elisabetta Pellarin, che mi giunge da anni lontani. Il nome di un oratorio che mi giunge dalla memoria di inutili, piccole battaglie parlamentari. E una storia assurda di degrado che si mangia un pezzo della Milano nord, ai bordi della celebre
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Qui Fano. Angelo, il volontario ignoto del Festival e l’applauso più lungo

Il signore che mi attende è appena fuori dalla porta di ingresso della stazione di Pesaro. Se ne sta di lato e tiene in mano, ad altezza di ombelico, il suo bravo cartello per farsi riconoscere. Tocca infatti a chi arriva identificarlo, perché lui degli ospiti non sa la faccia e a volte non ha
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Ricordate Martin Luther King? Il Nobel per la pace 2017 a padre Solalinde. Con la nostra firma

Chi non si è indignato, chi non si è commosso l’altra sera vedendo il film dedicato su Rai3 alla grande marcia dei diritti di Martin Luther King? Chi non è trasalito vedendo i razzisti dell’Alabama uccidere un reverendo colpevole di essere “peggio dei negri” perché esponente della razza dei “bianchi che stanno con i negri”?
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Una strage semplice. Lunedì e domenica, presentazioni tra prosa e poesia… Milano e Fano

“Il libro è molto bello, allinea cose che uno non ricorda più e che nessuno dice con questa chiarezza!”. Così scrisse  il prode Gianni Barbacetto. E forti di questo e altri viatici, tra cui quello prestigioso e lusinghiero assai di Corrado Stajano, che già conoscete, lunedì  si presenterà a Milano “Una strage semplice”. Luogo, la
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Grande Rosy!!! Quando la realtà batte le parole. E a proposito di Riina, eccovi la storia del Professor Giaccone

Grandissima Rosy!!! Rosy Bindi ha fatto l’unica cosa che una autorità dovesse fare di fronte alle teorie in libertà sulle condizioni di Totò Riina. Senza annunciarsi con fragor di trombe e telegiornali è andata a vedere sul posto a Parma, portandosi i due vicepresidenti della Commissione parlamentare antimafia. Così ha scoperto che Riina non è
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Il voto veramente. La vittoria delle liste civiche

A voi la mia analisi del voto, fatta stamattina per la rubrica del lunedì su Radio Popolare (“Secondo me”, ore 10.30, colonna sonora The River) Buona settimana a tutte, buona settimana a tutti. Come sapete, non è mia abitudine usare questa rubrica per proporre commenti politici. Ma questa volta sento l’urgenza morale di contestare una
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Consigli elettorali. Prima di tutto l’antimafia (e scusate se è poco): Luca, Giuseppe, Manuela, Gianpy

E dunque si vota per le amministrative. Ed è inutile dire che, soprattutto in questo clima, mi sembra importante esprimere delle chiare indicazioni antimafiose.  Ormai do pochi suggerimenti, e lo faccio sulla base di conoscenze dirette a lungo sperimentate (quando ho ascoltato il parere di altri ho dovuto talora masticare amaro). Eccovi quindi quattro scelte.
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“Gli ultimi giorni di vita” di Totò Riina

La dignità, certo. Nel momento della morte, certo. Morirono ricchi di dignità gli uomini e le donne che Riina fece squartare e sfigurare, togliendo loro la possibilità di essere anche solo sfiorati in viso dai loro cari (uno di loro è in foto). Dignitosi nell’animo, macellati nelle carni. Mentre nessuno macellerà nelle carni Totò Riina,
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“Stragi di mafia, un filo rosso”. Corrado Stajano sul mio libro “Una strage semplice”

Questo l’articolo scritto su “La lettura” del “Corriere” di oggi da Corrado Stajano, a proposito del mio libro “Una strage semplice”. Si può dire che questo libro di Nando dalla Chiesa, “Una strage semplice” (Melampo), sia, un quarto di secolo dopo, la commemorazione più vera, dolorosa e terribile, dell’assassinio di Giovanni Falcone e del massacro
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Un Dante piccolo piccolo. E la gioia di papà Marco, studioso portoghese innamorato dell’Italia

Siamo sinceri. Quanti di noi chiamerebbero Dante il proprio figlio o auspicherebbero che così venga chiamato un nipote, senza avere conti aperti in famiglia con nonni eroi di guerra o zii senza discendenti? Ecco, Marco ha chiamato il suo bimbo proprio così. Di slancio. “E’ nato il Dante”, mi ha comunicato gioioso qualche settimana fa.
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“Pi amuri. Ballata per fiori innamorati”. Tre attrici contro la mafia

Brutta (e felice) bestia quest’antimafia. Appena qualcuno la strapazza e scrive per la centesima volta che è finita, travolta dai vizi di qualche incerto protagonista, te la ritrovi che risorge e si moltiplica nei luoghi e nelle forme più impensati. E niente lussi e prebende, proprio quella dai piedi scalzi continui a scoprire. “Storie italiane”
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Rocco Mangiardi. Ovvero l’imprenditore calabrese che averne a Milano….

Lo ascolti, segui le parole taglienti come colpi di scimitarra e alla fine pensi sconsolato all’abitudine di chiedere a queste persone di coraggio solo e regolarmente “come ci si sente a vivere con la scorta?”. Con l’idea che faccia scena. Ma Rocco Mangiardi non ti cattura certo per i due signori alti in giacca e
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“Una strage semplice”. Vi presento il mio nuovo libro

E’ uscito nelle librerie milanesi, esce oggi o domani in quelle romane, e in settimana sarà quasi ovunque, il mio nuovo libro: “Una strage semplice”, edizioni Melampo. Sì, è sulle stragi del ’92. E adesso chi mi conosce avrà capito la ragione di tante assenze da questo blog. Stavo scrivendo, dopo “Per fortuna faccio il
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Padre Solalinde. Il premio Nobel per la pace domani mattina in Statale: la sua vita contro i narcos

Sono giorni di felice inquietudine questi, per l’Università Statale di Milano. Venerdì pomeriggio è venuto in visita al dottorato di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata il presidente del Senato Pietro Grasso. E’ arrivato mentre la professoressa Monica Massari, della Federico II di Napoli, teneva la sua lezione sulla Sacra Corona Unita. Ha fatto i
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Rozzano. L’antimafia cresce nello stanzone di Moretti

Sembra di essere in un film di Nanni Moretti. Uno stanzone a pianterreno, infilato nel mezzo di due palazzoni popolari. Un quadro del Quarto Stato accostato a una parete. Alcuni scaffali disadorni. Tre persone dietro un tavolo a parlare. Di fianco a loro, un po’ di traverso, un giovane, a testimoniare che c’è un futuro.
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La combattente Albertina. Reggio Emilia, tra fratelli Cervi e lotta alla ‘ndrangheta

Meno male che c’è ancora il ricordo dei fratelli Cervi. E meno male che a tenerlo alto c’è una combattente per la democrazia che pare uscita da un convento. Dei sette fratelli antifascisti saprete tutto. Di lei, che presiede l’Istituto Cervi a Reggio Emilia, credo che sappiate invece molto meno. Se ne parlava poco anche
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Saluzzo. La storia sconosciuta di Amedeo Damiano, ucciso dal malaffare della sanità

Cercare le storie in provincia. Lo dicono i grandi scrittori e hanno ragione. Prendi Saluzzo, per esempio. Provincia di Cuneo, 17mila abitanti. Portici, geometrie e cioccolato prezioso. Montagne e frutteti. E un grande passato partigiano. Qui ho scoperto una storia incredibile, della quale non avevo mai sentito parlare. Me l’ha raccontata un signore sui quaranta
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Quella pia donna che non incontro più…

La incontravo quasi tutte le mattine andando in università. Prendevo il tram in direzione Duomo, scendevo all’angolo di via Santa Sofia e poi attendevo il 94, una specie di otto volante che nessuno deve avere mai collaudato. Mentre leggevo qualcosa alla fermata, dando le spalle a un edificio popolato di suore e preti dal passo
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Silvana, una consigliera speciale. Ma davvero gli atti pubblici sono accessibili a tutti? Leggete qui

E ora non datemi del grillino. Però questa consigliera regionale mi ricorda alcune figure da combattimento che ho incontrato nella vita. Perciò quasi mi commuove, Silvana Carcano, mentre scrutando di sottecchi la mia reazione mi mostra un verbale datato 17 marzo 2016. E’ quello del consiglio di amministrazione di Arexpo, la società a partecipazione pubblica
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Maria, una vita per Caponnetto

E’ innamorata di un giudice che non c’è più da tempo. Il suo nome era Antonino Caponnetto. Fiero e coraggioso anche se parlava con un filo di voce, fu salutato da una grande folla a Firenze una domenica pomeriggio d’inverno del 2002. Era diventato famoso andando volontario a Palermo nel 1983, dopo che la mafia
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Vedi un po’ una tesi di dottorato a Lucca. A proposito di Marianna Madia e altro ancora

La questione del plagio (di controversa entità) compiuto dalla ministra della pubblica amministrazione Marianna Madia nella propria tesi di dottorato non può fermarsi alle responsabilità dell’interessata. Certo, visto che Madia ha superato la prova quando era già parlamentare, ci si sarebbe potuti aspettare da lei che non solo si attenesse agli standard di correttezza propri
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