NandoNando dalla Chiesa

All articles by Nando

 

Travolti da un insolito destino (ma l’avete rivisto?!?). Altre memorie con auguri dall’Asinara, da Laura C.

Ieri sera ho rivisto in tivù il mitico (ma davvero mitico) “Travolti da un insolito destino in un azzurro mare d’agosto”. Mariangela Melato e Giancarlo Giannini sono semplicemente mostruosi. Film giustamente passato alla storia del cinema. Immagini meravigliose di mare e cielo (foto). Ma quando ho visto per la prima volta il film, nel 1974,
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Pino, che regala le pizze ai bambini. A voi il ristoratore lucano che tiene alto il nome dell’Italia a Berlino

Ma qual è in Italia quel ristoratore che ogni lunedì offre gratis il pranzo ai bimbi dell’asilo più vicino e alle loro maestre? Vi viene in mente un solo nome? No? Ecco, invece a Berlino c’è un ristoratore che lo fa. Ed è italiano, lucano per la precisione, e per questo gli spetta un posto
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Tesi di laurea sulla mafia: come ti rapino la Statale. E il matrimonio di Messi

Ieri sul Venerdì di “Repubblica” è uscito un articolo che racconta un piccolo pezzo di storia della cultura universitaria italiana: ovvero le tesi di laurea sulla mafia. Che aumentano, si moltiplicano, e offrono un tracciato della sensibilità delle nuove generazioni, visto che fino a pochi anni fa sulla mafia nelle università regnava il silenzio assoluto.
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Studiare all’Asinara. Elisabetta M. racconta la sua meraviglia

Dopo l’Asinara mi sono arrivati dagli studenti alcuni scritti, anche molto belli, sull’esperienza compiuta. Intanto vi invito a leggere questa riflessione di Elisabetta M. (che mi ha autorizzato): quanto c’è di passione e quanto di meraviglia è difficile dirlo. Ci pensino i riformatori dell’università: a volte (a volte…) le idee e i valori contano più
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L’università sotto le stelle. Quando la cultura vola

Che meraviglia l’università itinerante, che cosa stupenda che è. In fede mia non esiste forma migliore per realizzare la propria funzione di docente universitario, almeno per un certo, vasto gruppo di discipline. Se poi il luogo in cui tutto si svolge si chiama Asinara, allora potete tranquillamente scommettere sull’effetto sogno. La natura che esplode, il
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Asinara: dove la targa di Falcone e Borsellino è onorata anche di notte (ovvero: il signor Gavino e gli studenti)

Nella notte in cui cadono decine di stelle, appena dopo l’una e mezzo si forma un piccolo corteo. Discreto, silenzioso, annunciato solo da un leggero scalpiccio di passi. Cala d’Oliva, isola dell’Asinara: di qua acque verdi trasparenti sotto la luna, di là il minuscolo borgo dove si riuniscono il bar, l’ostello e pochi appartamenti sul
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Tata Rosa. Storia di tre bimbi e di un cuore grande per loro

Il suo nome era Rosa. Mai “donna Rosa”, non le spettava. Semmai Rosetta. Come le bambine. D’altronde se n’era andata di casa, Orta di Atella, allora provincia di Napoli, ancora ragazzina, diciassette anni, alleggerendo la famiglia Di Lorenzo del compito di sfamarla, lei tra i più grandi di dodici figli. Si era presentata un’occasione irripetibile
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Mano nella mano. A proposito di quarant’anni di matrimonio

“Buona settimana a tutte, buona settimana a tutti. In questi giorni estivi le strade e i marciapiedi si spopolano. Tutto appare meno anonimo. Gli stessi passanti acquistano un’identità più precisa. Risaltano di più le figure di certe persone che con il loro abbigliamento, o il loro portamento, possono colpire la nostra fantasia. Si notano di
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Rossella. Battere il tumore a vele spiegate

Rossella quasi non ci crede. Gli occhi corrono, ora rotondi ora ovali, mentre cerca di spiegare che davvero la vita le è cambiata. Vorrebbe comunicare al suo interlocutore la propria meraviglia. Sempre con la paura di non riuscirci abbastanza. Usa una parola, un’immagine, va avanti. Poi le viene il dubbio di non esserci riuscita abbastanza
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Il sosia di Gigi Riva. La poetica storia del signor “Gian” con il cuore accanto

Ma chi è quel tipo? Sul lineolum verde oliva, nella sala d’aspetto a pianterreno dove i pazienti attendono le visite specialistiche, s’avanza un personaggio dalle fattezze familiari. Ha capelli bianchi che gli giungono sulla fronte secondo la moda dei senatori romani. Il busto eretto magistralmente, un fisico asciutto e coltivato, esaltato da una maglietta bianca
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La testa di Falcone

Un guerriero non infierisce sul nemico che ha ucciso. Né sul corpo, né sull’immagine. A meno che non lo odi ossessivamente per le sconfitte e le disfatte che il morto gli ha inflitto da vivo, o non ne abbia ancora un sacro e viscerale terrore. Ho pensato semplicemente questo quando ho saputo che allo Zen
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Berlino, quelle che danno la sveglia alla Germania. Ovvero le ragazze di Mafia? Nein Danke!

Ricordate la strage di Duisburg? Quella carneficina nel pieno della Germania più industrializzata, davanti a una classica pizzeria italiana? Era il Ferragosto del 2007. Fu, o avrebbe dovuto essere, una doppia rivelazione. Per noi italiani: la ‘ndrangheta si sentiva ormai padrona anche in Germania. Riti di affiliazione in un pubblico esercizio, vendette e sparatorie e
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Appuntamenti a Berlino. Onore al ragionier Fantozzi. E altre considerazioni

Cari blogghisti, vi scrivo da Berlino. Quest’anno ho scelto di tenere le lezioni alla Humboldt in periodo estivo e mal me ne incolse. La bufera maggiore degli ultimi 65 anni e pioggia e nuvole…Con la biondina che scivola e si stira una gamba…Però le lezioni, di taglio vario assai, vanno bene. Domani variazione su Potsdam
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Elisabetta, la ragazza della via Gluck (e la Guardia di Finanza…)

Una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala, che mi giunge per conoscenza. Una firma, Elisabetta Pellarin, che mi giunge da anni lontani. Il nome di un oratorio che mi giunge dalla memoria di inutili, piccole battaglie parlamentari. E una storia assurda di degrado che si mangia un pezzo della Milano nord, ai bordi della celebre
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Qui Fano. Angelo, il volontario ignoto del Festival e l’applauso più lungo

Il signore che mi attende è appena fuori dalla porta di ingresso della stazione di Pesaro. Se ne sta di lato e tiene in mano, ad altezza di ombelico, il suo bravo cartello per farsi riconoscere. Tocca infatti a chi arriva identificarlo, perché lui degli ospiti non sa la faccia e a volte non ha
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Ricordate Martin Luther King? Il Nobel per la pace 2017 a padre Solalinde. Con la nostra firma

Chi non si è indignato, chi non si è commosso l’altra sera vedendo il film dedicato su Rai3 alla grande marcia dei diritti di Martin Luther King? Chi non è trasalito vedendo i razzisti dell’Alabama uccidere un reverendo colpevole di essere “peggio dei negri” perché esponente della razza dei “bianchi che stanno con i negri”?
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Una strage semplice. Lunedì e domenica, presentazioni tra prosa e poesia… Milano e Fano

“Il libro è molto bello, allinea cose che uno non ricorda più e che nessuno dice con questa chiarezza!”. Così scrisse  il prode Gianni Barbacetto. E forti di questo e altri viatici, tra cui quello prestigioso e lusinghiero assai di Corrado Stajano, che già conoscete, lunedì  si presenterà a Milano “Una strage semplice”. Luogo, la
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Grande Rosy!!! Quando la realtà batte le parole. E a proposito di Riina, eccovi la storia del Professor Giaccone

Grandissima Rosy!!! Rosy Bindi ha fatto l’unica cosa che una autorità dovesse fare di fronte alle teorie in libertà sulle condizioni di Totò Riina. Senza annunciarsi con fragor di trombe e telegiornali è andata a vedere sul posto a Parma, portandosi i due vicepresidenti della Commissione parlamentare antimafia. Così ha scoperto che Riina non è
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Il voto veramente. La vittoria delle liste civiche

A voi la mia analisi del voto, fatta stamattina per la rubrica del lunedì su Radio Popolare (“Secondo me”, ore 10.30, colonna sonora The River) Buona settimana a tutte, buona settimana a tutti. Come sapete, non è mia abitudine usare questa rubrica per proporre commenti politici. Ma questa volta sento l’urgenza morale di contestare una
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Consigli elettorali. Prima di tutto l’antimafia (e scusate se è poco): Luca, Giuseppe, Manuela, Gianpy

E dunque si vota per le amministrative. Ed è inutile dire che, soprattutto in questo clima, mi sembra importante esprimere delle chiare indicazioni antimafiose.  Ormai do pochi suggerimenti, e lo faccio sulla base di conoscenze dirette a lungo sperimentate (quando ho ascoltato il parere di altri ho dovuto talora masticare amaro). Eccovi quindi quattro scelte.
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“Gli ultimi giorni di vita” di Totò Riina

La dignità, certo. Nel momento della morte, certo. Morirono ricchi di dignità gli uomini e le donne che Riina fece squartare e sfigurare, togliendo loro la possibilità di essere anche solo sfiorati in viso dai loro cari (uno di loro è in foto). Dignitosi nell’animo, macellati nelle carni. Mentre nessuno macellerà nelle carni Totò Riina,
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“Stragi di mafia, un filo rosso”. Corrado Stajano sul mio libro “Una strage semplice”

Questo l’articolo scritto su “La lettura” del “Corriere” di oggi da Corrado Stajano, a proposito del mio libro “Una strage semplice”. Si può dire che questo libro di Nando dalla Chiesa, “Una strage semplice” (Melampo), sia, un quarto di secolo dopo, la commemorazione più vera, dolorosa e terribile, dell’assassinio di Giovanni Falcone e del massacro
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Un Dante piccolo piccolo. E la gioia di papà Marco, studioso portoghese innamorato dell’Italia

Siamo sinceri. Quanti di noi chiamerebbero Dante il proprio figlio o auspicherebbero che così venga chiamato un nipote, senza avere conti aperti in famiglia con nonni eroi di guerra o zii senza discendenti? Ecco, Marco ha chiamato il suo bimbo proprio così. Di slancio. “E’ nato il Dante”, mi ha comunicato gioioso qualche settimana fa.
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“Pi amuri. Ballata per fiori innamorati”. Tre attrici contro la mafia

Brutta (e felice) bestia quest’antimafia. Appena qualcuno la strapazza e scrive per la centesima volta che è finita, travolta dai vizi di qualche incerto protagonista, te la ritrovi che risorge e si moltiplica nei luoghi e nelle forme più impensati. E niente lussi e prebende, proprio quella dai piedi scalzi continui a scoprire. “Storie italiane”
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Rocco Mangiardi. Ovvero l’imprenditore calabrese che averne a Milano….

Lo ascolti, segui le parole taglienti come colpi di scimitarra e alla fine pensi sconsolato all’abitudine di chiedere a queste persone di coraggio solo e regolarmente “come ci si sente a vivere con la scorta?”. Con l’idea che faccia scena. Ma Rocco Mangiardi non ti cattura certo per i due signori alti in giacca e
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“Una strage semplice”. Vi presento il mio nuovo libro

E’ uscito nelle librerie milanesi, esce oggi o domani in quelle romane, e in settimana sarà quasi ovunque, il mio nuovo libro: “Una strage semplice”, edizioni Melampo. Sì, è sulle stragi del ’92. E adesso chi mi conosce avrà capito la ragione di tante assenze da questo blog. Stavo scrivendo, dopo “Per fortuna faccio il
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Padre Solalinde. Il premio Nobel per la pace domani mattina in Statale: la sua vita contro i narcos

Sono giorni di felice inquietudine questi, per l’Università Statale di Milano. Venerdì pomeriggio è venuto in visita al dottorato di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata il presidente del Senato Pietro Grasso. E’ arrivato mentre la professoressa Monica Massari, della Federico II di Napoli, teneva la sua lezione sulla Sacra Corona Unita. Ha fatto i
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Rozzano. L’antimafia cresce nello stanzone di Moretti

Sembra di essere in un film di Nanni Moretti. Uno stanzone a pianterreno, infilato nel mezzo di due palazzoni popolari. Un quadro del Quarto Stato accostato a una parete. Alcuni scaffali disadorni. Tre persone dietro un tavolo a parlare. Di fianco a loro, un po’ di traverso, un giovane, a testimoniare che c’è un futuro.
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La combattente Albertina. Reggio Emilia, tra fratelli Cervi e lotta alla ‘ndrangheta

Meno male che c’è ancora il ricordo dei fratelli Cervi. E meno male che a tenerlo alto c’è una combattente per la democrazia che pare uscita da un convento. Dei sette fratelli antifascisti saprete tutto. Di lei, che presiede l’Istituto Cervi a Reggio Emilia, credo che sappiate invece molto meno. Se ne parlava poco anche
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Saluzzo. La storia sconosciuta di Amedeo Damiano, ucciso dal malaffare della sanità

Cercare le storie in provincia. Lo dicono i grandi scrittori e hanno ragione. Prendi Saluzzo, per esempio. Provincia di Cuneo, 17mila abitanti. Portici, geometrie e cioccolato prezioso. Montagne e frutteti. E un grande passato partigiano. Qui ho scoperto una storia incredibile, della quale non avevo mai sentito parlare. Me l’ha raccontata un signore sui quaranta
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Quella pia donna che non incontro più…

La incontravo quasi tutte le mattine andando in università. Prendevo il tram in direzione Duomo, scendevo all’angolo di via Santa Sofia e poi attendevo il 94, una specie di otto volante che nessuno deve avere mai collaudato. Mentre leggevo qualcosa alla fermata, dando le spalle a un edificio popolato di suore e preti dal passo
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Silvana, una consigliera speciale. Ma davvero gli atti pubblici sono accessibili a tutti? Leggete qui

E ora non datemi del grillino. Però questa consigliera regionale mi ricorda alcune figure da combattimento che ho incontrato nella vita. Perciò quasi mi commuove, Silvana Carcano, mentre scrutando di sottecchi la mia reazione mi mostra un verbale datato 17 marzo 2016. E’ quello del consiglio di amministrazione di Arexpo, la società a partecipazione pubblica
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Maria, una vita per Caponnetto

E’ innamorata di un giudice che non c’è più da tempo. Il suo nome era Antonino Caponnetto. Fiero e coraggioso anche se parlava con un filo di voce, fu salutato da una grande folla a Firenze una domenica pomeriggio d’inverno del 2002. Era diventato famoso andando volontario a Palermo nel 1983, dopo che la mafia
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Vedi un po’ una tesi di dottorato a Lucca. A proposito di Marianna Madia e altro ancora

La questione del plagio (di controversa entità) compiuto dalla ministra della pubblica amministrazione Marianna Madia nella propria tesi di dottorato non può fermarsi alle responsabilità dell’interessata. Certo, visto che Madia ha superato la prova quando era già parlamentare, ci si sarebbe potuti aspettare da lei che non solo si attenesse agli standard di correttezza propri
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Toh, un’intervista su Linkiesta! A proposito dei giovani che conosco….

Studiare il valore della legalità fa parte ormai “della biografia” delle giovani generazioni di italiani. Anche se sono le prime a non aver vissuto direttamente l’epoca dei grandi scandali e delle stragi di servitori dello Stato che hanno segnato il passaggio fra la prima e la seconda repubblica. E anche se la politica contemporanea “manca”
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Il bello delle scritte sui muri: la mafia all’opposizione

Qui vorrei parlare delle scritte mafiose comparse sui muri di Locri e Palermo nelle scorse notti. Perché è evidente che non siamo di fronte a delle ragazzate che procedono per imitazione. A Locri la scritta contro don Ciotti è stata tracciata sulle mura dell’Arcivescovado, per indicare che il bersaglio è anche la chiesa di Calabria,
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La settimana dell’Antimafia (e poi dite che è in crisi….)

Ma che gioia. Oltre alla settimana bianca e della moda c’è ormai anche la settimana dell’antimafia. Che, nonostante le cicatrici, accende e lascia in ciascuno frammenti di felicità. Locri, sabato scorso, ad esempio. Scrutavo da vicino monsignor Nunzio Galantino, il segretario della Cei, quando parlava alle centinaia di familiari di vittime innocenti riunite da Libera.
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Il 21 di marzo in Europa. I nuovi patrioti in lotta contro la “bella mafia”

Lo fanno a mani nude. Come svuotare il mare con un cucchiaino. Eppure lo fanno. Come moderni patrioti che si battono per l’onore del proprio paese, conducono in trincea la battaglia, che il “Fatto Quotidiano” ha sposato ormai da anni, contro la trasformazione della mafia in un simpatico brand per fare affari. Fenomeno che incontra
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Una piattaforma di nome Bob….E il seminario su mafie & antimafia in Europa. Il bello della serietà

Lingotto Lingotto Lingotto. Sarò sincero. A me queste adunate dove si vanno a sentire orge di parole non attraggono più. Non so come ci si possa resistere. Arrivati a una certa età le parole a ruota libera danno fastidio, anche se vedo coetanei che ancora ci impazziscono. Le parole devono essere pietre, per attrarre. Devono
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Genova. La scuola dove si studiano gli anni di piombo (ma non è una scuola d’élite…)

Genova, Marassi. Da una parte il carcere e lo stadio che fu di Gianluca Vialli e Gigi Meroni. Dalla parte opposta un palazzone anonimo e, dentro, una scuola superiore. Turismo e geometri. Sei piani, a terra ancora i segni dell’ultimo inondamento del Bisagno. Eppure è qui che si sta realizzando uno dei pochissimi tentativi mai
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Sassari. La storia di Mor Sow, l’uomo nero che porta i doni della buona integrazione

Le bianche pareti rimbombano di presidenti della Repubblica. Vecchie prime pagine del “Corriere della sera” annunciano con grandi foto l’elezione di Antonio Segni e di Francesco Cossiga. La facoltà di giurisprudenza di Sassari allinea le sue glorie, compresi Alfredo Rocco e Carlo Arturo Jemolo. Eppure fra le tante celebrità in mostra vince una faccia nera
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Vigevano e il teatro “per necessità”. Così le detenute di alta sicurezza sconfiggono il loro passato

Dottore, per favore, mi scarceri un giorno dopo. Una cosa così il direttore del carcere di Vigevano, Davide Pisapia, non se l’era mai sentita chiedere in vent’anni di servizio. C’è voluto il teatro delle detenute dell’alta sicurezza. Che a recitare nei loro spettacoli ci tengono da morire. Il “Fatto” ne aveva parlato circa un anno
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Baggio, grandezza di un campione. Sciascia e la mia giacca di trent’anni fa in Statale. Melampo e il Dottorato

Quante cose da mettere in fila! La prima è che Roberto Baggio si conferma uno dei più grandi campioni mai esistiti nel calcio italiano. I grandi campioni sono in genere anche grandi uomini. E quel che Baggio ha scelto di fare ieri è stato da grande uomo: andare in incognito e senza avvertire nessun giornale
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Storia di “Irene Ferrari ved. Di Pietro”, la donna che scavò la roccia con le mani

Incominciò con una lettera. Erano gli anni novanta quando mi spedì la prima. Una grafia ordinata, come la insegnano a scuola. Con l’indicazione del mittente: Irene Ferrari ved. Di Pietro. Mi colpì il cognome, che a quei tempi rimbalzava senza sosta dagli schermi televisivi. E quel “ved.”, che non capii subito che cosa significasse. Aprii
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Raggi ai raggi X. Sinistra rediviva. Ovvero: il coraggio è il mio mestiere

Ed eccoci qui!!! Nooo…, non perché sono i 25 anni dall’arresto di Mario Chiesa e dall’inizio di Mani Pulite. Questo genere di anniversari non mi affascina. Ma sì invece per intervenire nella discussione politica dopo settimane di silenzio. La passione costituzionale e i temuti esiti referendari mi avevano chiamato in causa molte volte assai. Poi
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Cronache vere di giovani veri. Meditate gente, meditate

A volte arrivano le infilate. Che scuotono il pensiero e rimestano gli interrogativi. Un’autogestione in un liceo-bene del centro di Milano. Un gruppo di ragazze (più ragazzo) liceali in esperienza di scuola-lavoro. Un’assemblea di scuole superiori in Valtellina. Un laboratorio universitario su etica pubblica e spirito dei tempi. Tre giorni e si è costretti a
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Il grande ritorno su questi schermi: il Prof, le idee sui beni confiscati, il Trame festival, e i guappi di cartone

Ed eccoci nuovamente qui, amici, compagni di ventura e stimabili colleghi!! Per settimane davvero non ce l’ho fatta a scrivere. E come ben sanno gli amici più cari, ai quali indirizzo amorevoli saluti a raffica, quando questo succede è perché qualcosa di buono bolle in pentola. Volete sapere che cosa? Tanta roba ma in particolare
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Qui Milano. Nonna Agostina, ovvero la Casa delle donne

Ancora non si dà pace per quel sì nelle urne. “Non ditemi niente, mi ero convinta così. E mia figlia me lo diceva, e mi passava gli articoli di Smuraglia…”, si lascia scappare mentre Gazebo mostra la vignetta di Renzi con lo scolapasta in testa. Ma non è certo del referendum che bisogna parlare con
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Mafia e piccole vedette lombarde. Anche la Lombardia “non è più quella di una volta” (per fortuna…)

Attenzione attenzione: vento nuovo in val Padana. Non si fermano gli arresti di mafiosi e ‘ndranghetisti. Con Antonio Piromalli preso a Milano in viale Brianza, a ridosso del centro cittadino; a riprova che i “veri mafiosi di oggi”, come si ama dire, vivono in mezzo a noi, altro che finanza internazionale. Ma soprattutto dietro magistrati
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Natale Pargoletti. La classe operaia, il paradiso e la memoria

La deferenza operaia. Quel rispetto educato che non è sottomissione. Ma è solidarietà e disciplina sociale insieme, e si imparava nelle grandi fabbriche di una volta. Natale Pargoletti è il ritratto di quel grande patrimonio ormai così raro. Glielo riconosco di istinto nell’espressione del viso, nel portamento, nelle prime parole, quando mi viene ad accogliere
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