NandoNando dalla Chiesa

All articles by Nando

 

Meglio Nulla che Bianca. Brutta aria per i Berlinguer

Dunque è arrivata la notizia della sostituzione di Bianca Berlinguer alla direzione del TG3. Intendiamoci, nessuno è intoccabile in virtù del cognome. Ma Bianca Berlinguer, oltre ad avere il cognome, è brava, e anche molto. Se oggi la vogliono sostituire alla chetichella la ragione è semplice: non garantisce un Tiggì tappetino in vista del referendum,
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Giovani calabresi crescono. L’olivarello di Palmi

Ricordate Claudio Campesi, il mio laureato calabrese con tesi su Peppino Valarioti, il segretario comunista di Rosarno ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1980? Ecco, guardate come le storie vanno avanti. Mi racconta Claudio che gli ha scritto Carmela Ferro, la fidanzata di Valarioti al tempo dell’ omicidio. E ne è felice. Carmela Ferro è venuta a sapere
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Noi ragazzi, bersagli dei terroristi. Confessione notturna mentre il niente si fa storia

“Li vede i gradini davanti a quella chiesa? Ecco, ci siamo riuniti lì sopra per anni a grappoli, tutte le sere del venerdì e del sabato. Ragazze e ragazzi, tra i venti e i trenta, molti di noi conoscendosi, altri aggiungendosi. Birra o gelato, senza sporcare, eravamo una  macchia di allegria, fino all’una. Ora sono
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Anonima assassini. Come svuotare il terrorismo

Io sto con quel commissario di polizia francese che ha lanciato la petizione: togliamo dalla stampa i nomi e le foto dei terroristi. Mai fu detta cosa più saggia, e a qualcosa del genere mi riferivo in un post precedente quando citavo Mc Luhan (nella foto, invece delle stragi): staccare la spina. I terroristi vogliono
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Affondare per convenienza. E il compleanno della Biondina

Grande è il disordine sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. Anzi, tira decisamente al brutto. Per quanto uno si sforzi di raccontare il bello che accade, c’è troppa roba che preoccupa. Questa rincorsa tra terrorismo e giornalismo al sangue sta producendo un effetto pazzesco. Ormai il primo squilibrato che passa trova il
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Napoli nel cuore. Ugo, il manager filosofo che ama Masaniello

Avete presente l’omino della Bialetti? Quello dai baffetti icastici che per generazioni abbiamo associato alla macchinetta da caffè? Ecco, convertitelo in un brillante manager e avrete lui, Ugo Cedrangolo, consulente d’azienda dalle contagiose passioni umanistiche. Quando si dice consulente, in effetti, si immagina un signore tutto numeri e dall’ inglese strabordante. Lui è il contrario.
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Milano. All’università delle meraviglie: dove si itinera e si scrive

Sarà anche luglio, sarò pure distratto dal trentanovesimo anniversario di matrimonio con la biondina (che nozze che furono, amici miei, con le sarde alla griglia sulla spiaggia…), ma non posso evitare di darvi le buone notizie che giungono dalla generosa truppa dei giovani studiosi di criminalità organizzata di Milano. Università itinerante, intanto. Abbiamo fatto i
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Monaco. Giornalismo al sangue

E poi non ditemi che nel nostro giornalismo il sangue non fa adrenalina. Che non c’è un gusto crescente della tragedia da raccontare. Che non è vero che i giornalisti si sentono più grandi, più di frontiera, più avventurosi (dagli studi), se raccontano con aria frenetica storie di morti ammazzati, in cui i morti potrebbero
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Il figlio di Spartaco, il partigiano che salvò mio padre

Fate bene a credere anche voi nelle cose belle che accadono ogni giorno. Guardate che cosa ho appena trovato sulla mia posta universitaria: una lettera inviata da mio padre al Signor Spartaco Perini di Porto d’Ascoli. Scritta nella primavera del 1982, nella veste di vicecomandante generale dell’Arma, pochi giorni prima di essere destinato a Palermo
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Scene da matrimonio (“lo sposo è impazzito, oppure ha bevuto…”)

Vedendo le reazioni al mio post sulle belle notizie, ho capito che le persone normali vogliono sapere cose belle dal mondo. Non rimuovono le tragedie, anzi, ma del mondo vogliono assaporare anche la bellezza. Perché ognuno di noi ogni giorno pensa che quella che ha incontrato (o riincontrato) in quel momento è una bella persona,
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Borsellino. E se vi diranno…..

E se vi diranno un giorno, perché spesso la gente parla solo per fare prendere aria alla bocca, che “aveva ragione Sciascia con la sua polemica sui professionisti dell’antimafia”, voi ricordate sempre che quella polemica (10 gennaio 1987, “Corriere della sera”) aveva un solo bersaglio nominativo: Paolo Borsellino. Ricordate che quella polemica si concludeva con
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Il popolo di Borsellino

Questo messaggio mi è arrivato ieri pomeriggio da Riccardo Orioles, grande giornalista antimafia, braccio destro di Giuseppe Fava nei “Siciliani” di Catania e maestro di generazioni di aspiranti giornalisti con la schiena diritta. Vale la pena di leggerlo… 19 LUGLIO 1992 Ad Alessia, a Francesco, a Luca, a Carlo, ai ragazzi di Roma che il
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Ve le do io le belle notizie, parola di Prof

Alla fine stasera ho detto: non ne posso più. Non ne posso più di telegiornali zeppi di sangue, dove il sangue in arrivo dal mondo sembra dare l’adrenalina ai giornalisti. Nizza, la Louisiana, Erdogan e quel colpo di stato che non si capisce chi l’abbia orchestrato (ho un mio dubbio ma per ora me lo
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Tutti da Leonardo, lo scienziato poeta dell’anticorruzione

A vederlo sembra un personaggio di Woody Allen. A sentirlo sembra un magnifico candidato alla parte di giovane ministro in un’Italia in cui si dice sempre che “non c’è nessun altro” e invece ce ne sono. Leonardo Ferrante, per esempio, a 31 anni è uno dei massimi punti di riferimento per i movimenti contro la
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La strage di Nizza. “Siete lo stesso coinvolti”….

La strage di Nizza. La gente di Francia in festa per il 14 luglio. La festa delle libertà occidentali. Si dice dunque che i terroristi colpiscono simbolicamente. Io credo che colpiscano anche simbolicamente. Ma spesso colpiscono a caso, semplicemente perché ci sono esseri innocenti riuniti, di cui si può fare mattanza. Una piazza, un concerto, un lungomare,
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Provenzano

Bernardo Provenzano è morto. Non riesco a provare nulla. Ho sempre pensato ai mandanti dei delitti che hanno insanguinato Palermo e che hanno straziato la vita di centinaia di persone, molte volte innocenti, come a persone senza sguardo, anche se con lo sguardo potevano decidere un assassinio. Addirittura a persone senza volto, anche se i loro volti erano ansiosamente cercati
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Dal mondo delle favole

Ripensandoci…Cristiano Ronaldo esce in barella e non solo lo applaudono i tifosi portoghesi ma gli battono le mani anche i francesi, tutti insieme e a lungo. Onore al campione in lacrime che non può giocare la sua finale. Da noi i fischi,i buuu, e i “devi morire” si sarebbero trascinati dietro almeno diecimila gaglioffi, soprannominati
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L’altra Calabria. Due storie che conosco

Ma che bello, sentite! Che bello che in tantissimi (è stato un vero moto d’opinione!) abbiano letto il post sugli eroi calabresi. E che in tanti calabresi si siano aggiunti tra gli amici di questo blog. Personalmente ne sono onorato. Davvero la trasmissione di venerdì sera può diventare un inno all’altra Calabria, e  davvero bisognerebbe
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Alex Schwazer. Ombre sull’antidoping

Il post precedente l’ho dedicato ai controlli antidoping su Marco Pantani. Ora voglio parlare dei controlli antidoping effettuati sul marciatore Alex Schwazer, che lo escludono dalle prossime Olimpiadi di Rio. Qui verosimilmente la camorra non c’entra. Ma il senso di una nuova ingiustizia è lo stesso fortissimo. Schwazer era già stato trovato positivo all’Epo anni
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La verità su Pantani: la camorra contro il Pirata?

Questo articolo è stato scritto sulla Gazzetta dello Sport del 7 luglio da Piero Calabrò, ex magistrato e presidente della Nazionale italiana magistrati. Lo scenario evocato dall’inchiesta è quello delle scommesse governate dalla camorra. Pantani non doveva vincere il Giro. Quella mattina del 5 giugno 1999, insieme a campioni del ciclismo e giornalisti sportivi arrivati
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Francesca. Storia in miniatura di un’Europa senz’anima

Dopo sei mesi a Bruxelles se ne sta andando a Parigi. L’hanno appena presa per un master in politica culturale, e scalpita nell’attesa. Se volete capire qualcosa di Brexit e dintorni rivolgetevi a lei, Francesca Festa, giovanissima stagista italiana venuta con entusiasmo a Bruxelles a lavorare in una società di consulenza. E fatevi raccontare la
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Eroi calabresi (quando la Rai sembra la Bbc…)

Questa è la Rai, ragazzi! Meglio: questa dovrebbe essere la Rai, che sulla prima rete e in prima serata ha appena mandato in onda un impagabile documentario sulla Calabria, di cui non sono riuscito a perdermi un secondo. La Calabria calpestata dalla ‘ndrangheta e difesa da alcuni eroi civili che non si piegano in nome
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I bastardi di Fermo

Che un giovane africano sfugga per miracolo a tutte le sventure della terra per poi, giunto in terra civile e pacifica, trovare sulla sua strada i bastardi di Fermo è qualcosa che grida vendetta al cielo, se qualcuno da lassù è in grado di ascoltare. Intanto però proviamo a pensarci noi. Qui all’appello non sfugge
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Lo Stato secondo Matteo. E l’eterna tragedia dei migranti

“Se perde Fassino non diamo più i soldi a Torino” (Boschi, con  rima). “Se perdo il referendum ve ne andate tutti a casa” (Renzi, senza rima). Che ci volete fare? Gli statisti si vedono da queste cose. Hanno una capacità tutta loro di distinguere le istituzioni dalle proprie ambizioni personali, una eleganza mentale che li
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L’unico boss che amo

Quattro ore fantastiche a San Siro. Un concerto strepitoso, anche se con qualche decibel di troppo. Bruce senza sosta, senza una pausa, di una generosità infinita verso un pubblico mai sazio (alla fine dopo i bis è tornato ancora da solo sul palco per una edizione incredibile, armonica e chitarra, di “Thunder road”). Amo questo
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Talk show intelligente: allora si può! (una puntata a Omnibus…)

Sorpresa: allora si può! Ho fatto questa inaudita scoperta durante la puntata di Omnibus a cui sono stato invitato ieri mattina da La7. Non vado più ai talk show a cui mi invitano (pochi, state tranquilli) e nemmeno li sbircio più la sera, tanto sono inutili e perfino offensivi dell’intelligenza media. Piatti, noiosi, litigiosi (noiosi
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Lacrime azzurre

Avevano il diritto i giocatori della nazionale di piangere in video per una partita di calcio, con quello che è accaduto a Dacca? Risposta: sì, ne avevano il diritto. Hanno fatto per il paese del calcio, il loro paese, il massimo che potevano. Ci hanno messo le energie infinite di una partita ai rigori contro
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Umberto Santino, l ‘altra faccia della luna. ll No Mafia Memorial

D’accordo, d’accordo. “Storie italiane” deve parlare di persone poco conosciute. E Umberto Santino è sulla breccia dell’antimafia da decenni. Fondatore a Palermo nel ’77 del primo centro studi sulla mafia, per capirsi, poi diventato per tutti Centro Impastato. Però fate il caso che ci sia un altro Umberto Santino. Non quello asprigno e strapolemico che
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Italia-Germania. Non è mai solo calcio…

Quella che vedete qua sopra è la foto del mitico abbraccio dell’Azteca. Città del Messico, notte tra il 17 e il 18 giugno del 1970. Italia-Germania, semifinale dei mondiali messicani. Gianni Rivera ha segnato il gol del 4-3 subito dopo essersi fatto infilare accanto al palo italiano dal pareggio tedesco. Lo abbraccia Gigi Riva detto
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Il disordine, la modestia di Moser e di Conte, e il successore di Renzi

Grande è il disordine sotto il cielo. Disordine di lutti e di bombe, disordine di Stati e di Unioni, disordine di ambizioni e gerarchie. A fare da bussola, per chi voglia averne una propria, restano alcuni principi. Per esempio la modestia, la vecchia e sana modestia. Ho conosciuto a Fano, al festival della saggistica, un
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Note domenicali sul renzismo in declino

E’ incredibile come il vento cambi. Il Pd, dove non si muoveva foglia, e che sembrava una caserma, tutti allineati e coperti dietro Renzi, non un voto contrario (“perché ora non è il caso, sarebbe controproducente”), perfino la Costituzione nello sgabuzzino, ora è in subbuglio. Dopo le amministrative, e dopo il referendum inglese che contribuisce
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Francesco. Ecco a voi la storia perfetta di un “sinistra-sinistra”

Ed eccolo qua un perfetto esemplare di quei cittadini etichettati dai pasdaran di Sala come i “duri e puri” che avrebbero riconsegnato Milano “alla destra di Salvini”. Ecco a voi un perfetto ritratto di quei “sinistra-sinistra” che per “estremismo ideologico” non si sono inchinati come un sol uomo al verbo del partito della nazione. Ha
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Inghilterra. E il padre disse al figlio dove vivere

La cosa più profonda sul referendum inglese l’ho sentita dire da Gherardo Colombo (nella foto) qua al Festival della saggistica di Fano, dove è stato premiato e ha tenuto una grande lectio magistralis, e dove io sono accampato da giovedì sera come esimio e prestigioso e illustre presidente del comitato scientifico (gratis, perciò mi danno
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Inghilterra: di referendum cadono i leader (cose di casa nostra…)

E così Inghilterra addio. Nonostante Jo Cox…Quante cose che vengono in mente. La prima è che Cameron non è davvero un’aquila. Voleva l’Europa ma ha fatto il referendum perché l’aveva messo nel programma elettorale, pensando di vincerlo. Questi primi ministri europei, fatta salva la Merkel che giustamente se li mangia, sono proprio povera roba. Ministretti,
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Milano, i duri e puri con il cuore in mano. Sia fatta per loro una festa del ringraziamento

Ed eccoci qui con i numeri crudi. A Milano Sala è diventato sindaco grazie ai “duri e puri” che non lo volevano. Senza i loro voti il centrodestra ha vinto nei municipi: ne ha presi cinque su nove, non ne aveva nessuno. Con i loro voti il centrodestra è stato sconfitto a Palazzo Marino. Elementare.
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In difesa della giustizia minorile

Ospito volentieri questo intervento dell’Avv. Laura De Rui contro la soppressione del Tribunale dei Minori. La  sua battaglia mi sembra sacrosanta Il nostro paese possiede un modello di giustizia minorile invidiato dal mondo. Succede però che presto il nostro prezioso sistema, cui si stanno adeguando altri paesi europei, prima di tutti la Francia, sarà annullato grazie ad un disegno di legge delega, votato il 10
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Vincere con il magone. E insegnamenti elettorali per chi vuole

Elezioni. E’ andata più o meno come si prevedeva. Ma con qualche cambio in corsa e qualche “particolare” da non trascurare. A Torino Fassino è stato sconfitto oltre l’immaginato, altro che testa a testa. Eppure era il migliore dei candidati sindaci Pd. Il vento della storia, certo; ma anche la dimostrazione che se il centrosinistra
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Ma Marco non ci sta: a Ostia la mafia esiste

Dice che le sentenze non si discutono. E perché mai? Si discutono eccome. Chiedetelo a Marco, che si batte contro la mafia a Ostia dai primi anni del liceo. “Che cosa ho provato quando ho saputo della sentenza d’appello? Quella che ha negato la natura mafiosa dei clan più potenti e famosi di Ostia? La
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Ballottaggi: Sala, non Sala… E’ il Consiglio che conta

Ballottaggi ballottaggi. I sondaggi volano. Ricevo inviti a non credere a quelli che girano, perché hanno solo la funzione di disinformare. Sappiamo solo, dal tam tam settimanale, che a Milano e anche a Torino si gioca praticamente alla pari. Su Roma non dovrebbero esserci dubbi, se l’aritmetica non è un’opinione. Su Napoli il buon senso
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Ma che bello il Carosello. E Pisapia all’Arena

Il Carosello dei Carabinieri. Non potevo perdermelo ieri sera. All’Arena, luogo splendido e romantico nel centro di Milano dove da bambino venivo portato alle prime partite di calcio in notturna, fine anni cinquanta, una magia vera quel pallone sotto i riflettori. Trentamila persone, credo, ed era bello. Il Carosello sotto i colori del tramonto di
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Accidenti, la Storia…Tra assassini, piromani e folle plaudenti

Una deputata laburista uccisa in Inghilterra perché l’Inghilterra è grande. Un massacro compiuto a Orlando perché negli Usa le armi girano liberamente, si vendono anche a chi è nelle liste dei soggetti pericolosi. La Sicilia va a fuoco perché piromani (razza sconosciuta ma ricorrente) e criminalità giocano con lo scirocco. Nessuno sfugge alla sua storia
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Dai mafiosi mi guardo io, da certi giudici ci guardi Iddio

Pubblico su questo Blog un limpido intervento di don Tonio Dell’Olio, autorevole esponente di Libera e tra i fondatori di Libera International, molto impegnato anche in America Latina, sull’ultima sconcertante (si può dire che uno studioso ne resta sconcertato? sì? o è reato?) sui clan Fasciani e Triassi di Ostia (a voi in simbolica foto).
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Siciliani all’estero. Una storia che mi piace

Una camicia blu a maniche corte leggermente attillata, i jeans e la barba un po’ lunga. Sarà lui il tecnico da incontrare perché la conferenza fili liscia, microfoni e dvd senza sorprese? Errore. Perché il tecnico armeggia lontano mentre lui è il vicepreside della Leibniz-Montessori, uno dei licei più prestigiosi di Dusseldorf. Ti si siede
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Ballottaggio. Modesta dichiarazione di voto da Crante Cermania

Qui continua il tour tedesco, che mi rende un po’ meno puntuale con i miei cari blogghisti. Volete sapere come va? Va benissimo. Ambienti, persone, lezioni e conferenze. A Dusseldorf e a Francoforte si è parlato fondamentalmente di mafia e cinema. Stasera ad Amburgo verranno letti teatralmente da cinque donne brani delle “Ribelli”, uno dei
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Pina Grassi, il volto nobile dell’antimafia

Un uomo in sandali steso a terra nel cuore di Palermo. Con quel suo nome, Libero, portato per sessantasette anni come un’orgogliosa profezia. Pina Grassi divenne simbolo suo malgrado in quel giorno di agosto del 1991, quando la mafia “uccideva solo d’estate”. La notizia del delitto destò impressione. Libero Grassi era figura conosciuta. Aveva una
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Piccole riflessioni dopo il voto. A proposito di Milano…

E voi, non vedendomi più su questi schermi, pensavate che mi fossi rinchiuso in un eremo a fare le famose “riflessioni” da tutti auspicate dopo il voto, la notte di domenica scorsa? Naoo…Semplicemente avevo ieri a Roma al ministero dell’istruzione un appuntamento bello assai: la presentazione, con la ministra Giannini e don Luigi Ciotti, della
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Rimini. Amarcord politici di un intellettuale anomalo

Rimini e i bagnini. Rimini e Fellini. Rimini e le discoteche. Ma anche Rimini e Giovagnoli, ovvero lo storico capo di gabinetto dei sindaci riminesi di fine novecento, entrato in comune a 25 anni vincendo un concorso da ragioniere, per poi essere chiamato accanto a sé dal primo cittadino Walter Ceccaroni, che ne aveva apprezzato
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Elezioni. Ore 2.45, riflessione mon amour

Dobbiamo avviare una riflessione. Certo richiede una riflessione. Bisognerà fare una riflessione. A questo punto occorre una riflessione. Bisogna chiedersi come mai. Ecco dunque la domanda: e se la riflessione la si facesse prima? No, eh? [Segue dopo i risultati]
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I have a dream. Ovvero, te lo do io il cambiamento

Da qualche notte sono preso da una fantasia strana. Sogno di essere un mago. E di potere riunire davanti a me con un colpo di bacchetta magica intellettuali, opinionisti, politici e artisti che vogliono “cambiare”. Di quelli che non ti dicono come, in che direzione, dicono che è giusto cambiare e basta, perché non si
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Al voto, al voto!!! Popoli e pifferai (e la panzana del voto disperso)

E dunque si va al voto. Essendo i blog come dei giornali, non ho l’obbligo del silenzio pre-elettorale. Sento dire di tutto in queste ore. Un giorno qualcuno se ne vergognerà e darà la colpa ad altri. Insisto con la mia analisi dell’opinione pubblica democratica milanese: gelatinosa, malleabile, senza spina dorsale, pronta per i pifferai,
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