NandoNando dalla Chiesa

All articles by Nando

 

Difendere l’aula bunker. Qualche ricordo sull’antimafia che “si spacca”

E ora ripetete con me: “Spaccato il movimento antimafia”. Ditelo bene quello “spaccato”. Non ne sentite la forza onomatopeica? Non sentite il brivido che trasmette quel suono, sillaba per sillaba? Non avvertite qualcosa di voluttuoso, perfino? Dev’essere per questo che da trentasette (37!) anni a questa parte leggo e sento generazioni di giornalisti e politici
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Quella profezia di Calvino e “il Paese dell’illecito”. Noi e la Nave Falcone

Attenti, perché questa è una delle più grandi storie italiane. Storia collettiva, larga, profonda. Che sto rivivendo e rivedendo in questi giorni, in un misto di passione e di malinconia, per due ragioni. La prima è l’ondata di arresti dalle Alpi al Lilibeo che certifica che in questo Paese continua a dettare legge l’antilegge. Che
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A voi Tony Dallara. Come prima (più di prima…)

Ma allora non è una diceria. Allora il sangue napoletano a Milano scorre davvero. Ed è capace, alla fine, di tirar fuori dal cilindro il più sorprendente dei conigli, di cui tra poco vi dirò. Il luogo in cui tutto accade è il più lombardo possibile: il circolo Alessandro Volta. Antico, quasi un secolo e
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Storia di Andrea. Quando lo chef è grande davvero

Sarà che mi sono ormai convinto che oggi una delle forme più alte di rivoluzione sia la gentilezza, fatto sta che appena l’ho visto mi sono chiesto da dove spuntasse. Modi generosi, cortesi, mai affettati. Fa lo chef, Andrea; uno dei mestieri oggi più celebrati, fucina di opinionisti e star televisive. E lo fa con
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Bollate. Un asilo in carcere e (belle) storie di donne

Metti una sera a cena in carcere. A Bollate, proprio di fronte al celebre albero della vita di Expo. Al ristorante “In Galera”, aperto quattro anni fa da un’entusiasta signora di nome Silvia Polleri, che dà lavoro e mestiere a detenuti di buona volontà. E metti di ascoltare un progetto ispirato “al valore dell’inclusione e
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Per fortuna faccio il Prof! Partono i nuovi corsi. E intanto oggi tutti da Arianna

Per fortuna faccio il Prof! Continuo a pensarlo con gioia anche se ogni tanto realtà gaglioffe sembrano volermi convincere del contrario. Attendo dunque felice la ripresa dei miei due corsi primaverili, lunedì 8. Al mattino Sociologia della criminalità organizzata, al pomeriggio Sociologia e metodi di educazione alla legalità. Novità in vista. Nel primo corso ogni
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Passione antimafia. Storia di una donna e di “stimati giuristi”

Proprio vero. Le sorprese capitano ovunque, anche durante gli esami in aula. E scavano. Stavolta ne arriva una grazie a una signora che per età e abbigliamento poco c’entra con le studentesse e gli studenti che attendono il loro turno. Impossibile non notarla. Isolata in seconda fila, nessuno con cui condividere l’ansia che precede la
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Cuore di zia. Michela Pavesi e la nipote Cristina, uccisa dalla banda Maniero

La signora è distinta, truccata con cura, i capelli biondi e bianchi in sapiente acconciatura. La direste serena e a suo agio in mezzo a tutti quei giovani. Sarà un’insegnante o una psicologa, penso, venuta a parlare di memoria. E invece quando la parola tocca a lei indovino un tormento che fatica a farsi strada.
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Padova e le ragioni per festeggiare. Leggere per credere (e venire stasera)

Quante cose belle che dovrei raccontarvi. E invece riesco a stento a comunicarvi qualcosa di quel che faccio grazie ai miei articoli, fra l’altro regolarmente pubblicati in ritardo. Stavolta però voglio festeggiare con voi i successi del seminario internazionale di tre giorni su “Mafia & Antimafia in Europe” tenuto in università la scorsa settimana. Terza
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Italiani a Lione. Se “Gomorra” fa rima con zavorra

Gli occhi già grandi si dilatano. Di stupore, di incredulità. Di dolore, di rabbia. Con leggerezza non calcolata, ma proprio come si trattano le notizie che si danno per scontate, mi è capitato di parlare della mafia a Reggio Emilia, e di richiamare qualche particolare. E di commentarlo, fino alle estreme conseguenze. E lei, Maurizia
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Verona, pubblicità progresso: la buona educazione

E chi l’avrebbe detto una volta? Signore e signori, la buona educazione è progressista. Ma quale anticonformismo, quale trasgressione, quale rottura delle convenzioni. Tutti alibi per prepotenti e cialtroni organizzati. Questo ho pensato quando Paolo Mercato, funzionario di banca veronese, mi ha abbracciato di primo mattino alla stazione della sua città. Per mezz’ora mi aveva
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Augusta, madre senza giustizia

E chi l’ha detto che per parlare bisogna usare la voce o i gesti? Augusta parlava con un silenzio siderale. Teso, impenetrabile. E con la scelta di portarlo in giro, quel silenzio, senza risparmio. E di affiancarlo a quello del marito, l’uomo dalla lunga barba bianca che chiunque poteva e può riconoscere in mezzo a
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Tra Como e Cantù. La favola della mafia silente

E ora i doppiogiochisti, gli abusivi della democrazia non hanno più scampo. Quel che sta succedendo a Como nel processo alla ‘ndrangheta di Cantù è un limpido certificato dello stato in cui è precipitata la Lombardia grazie a un esercito di irresponsabili. Qualche cronaca l’ha pur raccontato. Ma le testimonianze dirette dei pochissimi che, da
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Tribiano. Correzione e precisazioni (correva l’anno 2017…)

Premessa. Il 28 gennaio del 2017 pubblicai sul Fatto un articolo sulle “Piccole vedette lombarde” che ognuno può rileggersi su questo Blog. L’articolo coinvolgeva fra l’altro, per quattro o cinque righe, la situazione del Comune di Tribiano, nell’hinterland sud-est di Milano. Il sindaco di Tribiano rispose con una replica, che venne pubblicata sul Fatto del
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Emilio Molinari. Se la rivoluzione si riempie d’acqua

Il tribuno che nell’autunno caldo infiammava le assemblee operaie della Pirelli, un sabato mattina di mezzo secolo dopo prova ancora a cercare di cambiare il mondo. Emilio Molinari ha lasciato da qualche ora l’ospedale. E’ l’una quando prende la parola per concludere l’ennesima “assemblea pubblica” della sua vita. Tema: “Acqua terra salute”. La folla non
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Milano. Quelli che aiutano i poveri nel far west della droga

“Qui sparano per le scale, ormai, e nessuno fa niente”. L’anonima signora sembra un vulcano in eruzione: “Sono arrivati e hanno sparato contro una porta, si dice per una questione di spaccio. Qui c’è almeno uno spacciatore in ogni abitato”. Milano, zona Molise, a est della città, lungo la circonvallazione esterna. Qui un giorno vennero
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Paolo Pagliai, pacifista dei due mondi

Un misto di Dalla, Guccini e Pavarotti. Il cocktail non è casuale. Perché Paolo Pagliai, rettore de la Alta Escuela para la Justicia di Città del Messico, racchiude in sé una formidabile concentrazione di storia italiana degli anni ottanta e novanta. Nato a Firenze nel fatidico 1968, ha vissuto con avidità i decenni della adolescenza
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Le due Eleonore. Amburgo: storie di un orgoglio, un treno, un viaggio

“Tutto a posto? C’è da fare qualcosa?”. Nella sala in cui si spostano sedie e si fanno pulizie irrompe un marcato e giovane accento siciliano. Nulla di strano, se non fossimo ad Altona, quartiere storico di Amburgo. A lavorare alacremente per un pubblico evento culturale è un attivissimo gruppo di signore italiane, si sono date
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Italian Pride, se permettete. Rapporto da Halle, Lipsia e altro ancora

Scusate se insisto. Ma li dovreste vedere questi italiani all’estero. Già una volta, raccontandoli, “Il Fatto” innescò la pubblica denuncia contro la catena di ristoranti spagnoli “la mafia se sienta alla mesa”, fino allo storico divieto di usare il marchio “mafia” nel commercio in territorio europeo. Purtroppo non è finita. Mentre vincono in Europa concorsi
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Settant’anni e non sentirli. Se il proprio professore si chiama Smuraglia

La deferenza filiale. Che stupendo e contagioso sentimento. Specialmente se pieno, oltre che di affetto, di ammirazione. Ebbene, io qui vi canterò questo sentimento, incontrato in una serata di antifascismo e di Costituzione. Il suo interprete è un professore calabrese in pensione dal 2007, di nome Umberto Ursetta (foto qui accanto). Il suo oggetto è
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Thomas, che ha il Messico nel cuore

L’aveva giurato un pomeriggio di alcuni anni fa. “Voglio passare la vita a occuparmi di queste cose”. Aveva appena ascoltato a un seminario all’Università di Milano Yolanda Moran, madre di un desaparecido messicano. Solenne, senza lacrime, la foto del figlio sul petto, Yolanda aveva raccontato la sua storia di donna in cerca di giustizia, mescolata
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Qui Tiriolo, Calabria. La signora della bandiera rossa

“Ma noi come la pensiamo?”. L’interrogativo è affidato al telefono alle sette e mezzo di ogni mattino, o quasi. E in quel “noi” sta un intero romanzo politico. Grande e doloroso. Quello della sinistra in cerca d’autore. Perché a usare il pronome magico è una anziana signora da tempo oltre gli ottanta, che la vicenda
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E l’università devastata implorò: dateci Asterix

Potenza della fosforescenza. Quella che si andrà qui a raccontare è una minuscola storia surreale, formidabile metafora della storia intera del Paese. Dovete sapere che a Milano c’è un villaggio gallico al contrario. Tanto i galli di Asterix (nell’immagine, da “Lettera 43”) si battono gagliardamente e vittoriosamente contro gli eserciti romani, allo stesso modo gli
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Poveri ma belli. Il mistero dell’uomo dietro la bancarella della frutta

Come è vero che la letteratura può nascere per strada…Milano, festa di sant’Ambrogio. Nella tarda mattinata prenatalizia il mercato di via Giulio Romano è un brulicare di umanità. Le bancarelle, allineate all’infinito, si allungano da Porta Romana fin verso la Bocconi. Con i personaggi che vi si muovono con naturalezza, potreste farci indifferentemente un presepio
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70 anni e non vederli!! Venite domani dai diritti umani (scienze politiche, ore 10)

Domani 10 dicembre la dichiarazione universale dei diritti umani compie 70 anni. Un’età che non si vede. Sia perché i diritti umani sono giovani, giovanissimi, e restituiscono un senso di gioventù a chiunque davanti a ogni forma di potere. Sia perché per una specie animale che solo da qualche millennio sta provando a emanciparsi dalla
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Reggio Emilia e il processo ai clan. Storia di Sabrina, impiegata modello (ma davvero)

Vai sul web e quasi non ci credi. Che una semplice impiegata modenese, non un giornale, non una televisione, non un centro di ricerca, si sia incaricata di fornire da sola all’Italia intera una rappresentazione minuta e fedele di “Aemilia”, il processo (foto) che ha scoperchiato il radicamento mafioso nella terra dei fratelli Cervi, ha
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Orgoglio italiano nelle scuole di Stoccarda. Se l’antimafia è made in Italy

Eva Klose è una signora amabile e severa che si occupa di cose italiane da decenni. La nostra lingua l’ha imparata a Bologna, perfezionandola “in Maremma”. E anche se ormai è in pensione non smette di sostenere le buone cause dell’Italia. Non pensiate però che questa professoressa di Stoccarda sia una mosca bianca nella capitale
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Polistena, il regno liberato di don Pino. Cronache dall’Italia dei “don”

I primi freddi portano a Polistena il profumo dei camini nell’aria leggera. Le case in perenne rifacimento si alternano a quelle mai rifatte. Salite e discese si inseguono tra marciapiedi capricciosi. Don Pino saluta tutti e da tutti viene salutato. La deferenza verso chi fa di mestiere l’ambasciatore di Dio in quel fazzoletto di terra,
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Ultimissime: Nuvoletta è un cognome dello Stato. Storia di una bottiglia e di tante altre cose

Due foto su Whatsapp. Due bottiglie di vino. Ma non è materia promozionale, nessuna offerta speciale. Vino bianco. La prima bottiglia ha un’etichetta delicata e che porta lontano: Attilio Romanò. Non tutti capirebbero, ma chi ha memoria di una nostra storia speciale capisce. Attilio Romanò era un giovane commerciante napoletano. Fu ucciso a 29 anni
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Onu, il riscatto dell’Italia. A Vienna il trionfo delle donne che non amano la mafia

Dite la verità: ma ne sapevate qualcosa? Mentre la Corte Europea ci bacchetta per Provenzano, curato in strutture sanitarie come a nessun carcerato malato accadrebbe; mentre scopriamo che la ‘ndrangheta fa affari indisturbati nel Nord Europa, Danimarca compresa; le Nazioni Unite a convegno a Vienna hanno deciso (così pare) di fare le cose sul serio
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Storia di Ulia, la donna che ha donato al mondo cento “Giardini dei Giusti”

Una piccola distesa profumata di tulipani gialli e arancio. Lo stormire quieto delle fronde sotto un sole primaverile. Intorno targhe e cippi dedicati ai giusti della storia. Milano, Monte Stella e musiche di violino. Non poteva essere salutata che così Ulianova Radice, Ulia per gli amici (in foto). Ascoltavo le musiche, guardavo i petali diseguali
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Palle di neve a Lesbo. La catena magica e un ragazzo siriano che si salva

L’oggetto della mail era intrigante: palle di neve. Che sarà? Un invito in montagna in questa stagione? Foto di bimbi felici? Il mittente era un mio collega di Scienze politiche, Davide Galliani. Docente di diritto pubblico, ma soprattutto di “diritti fondamentali”. Leggo e non trovo promesse di giochi invernali né foto virali. E tuttavia la
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Il sindaco di Gazoldo degli Ippoliti e i suoi umili (ed eccellentissimi) genitori

“Da un pero non può nascere una mela”. Attinge ai proverbi contadini Nicola Leoni, giovane sindaco di Gazoldo degli Ippoliti. Gli ho appena accennato alle virtù dei suoi genitori e lui se ne è inorgoglito, spiegando di avere ereditato da loro questa passione per la moralità che lo porta, con “Avviso Pubblico”, a organizzare in
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Scenari internazionali della criminalità organizzata. Venite sull’altra faccia della luna (per chi vuole essere utile)

Va bene, amici, va bene. Nonostante il caleidoscopio di fesserie politiche multicolori che incombe sulla nostra quotidianità. Perché ogni tanto si sente qualche parola di buon senso. Perché le persone non sono tutte uguali, per fortuna. Perché esiste sempre la possibilità di intendersi con gli uomini (e le donne) di buona volontà. Perché bisogna credere
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Anna dei miracoli. Lotte piacentine: la biblioteca e la banca dei talenti

Il nome promette bene: Leonida. Ma il protagonista di questa piccola e bella storia iniziata circa un anno fa non è un guerriero. E’ una gentile e tenace signora di nome Anna, che si è messa in testa di difendere la biblioteca della Besurica, quartiere di periferia piacentino nato negli anni settanta. Ogni tanto succede.
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La festa di Livio, ribelle moderato. La dignità della politica al tempo delle farse

Vi viene da ridere (o vi cascano le braccia) pensando alle rifondazioni di Orfini e alle cene di Calenda? Rifatevi la bocca con la politica leggendo di Livio e della sua piccola, grande storia Una pennellata sulla vita. Una striscia bianca sopra il cielo. Perché anche i vecchi leoni vanno in pensione. Alla fine c’è
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Storia di Felipe l’argentino, che sognava Maradona e la via Lattea

Signore e Signori, ho deciso di raccontarvi Felipe. In questi tempi in cui il mondo sembra diventare una immensa frontiera, la sua storia vi farà bene. Nulla di straordinario, ma un’aura romantica questo sì. La patria di Felipe è Buenos Aires, e lui ha 28 anni. Parla un italiano sciolto nella musicalità argentina, e all’occorrenza
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Eppure è Corleone. Eppure è università. Diario minimo di un viaggio collettivo

Eccovi un diario minimo della bellissima ultima edizione dell’università itinerante, svolta con 35 studenti e ricercatori dell’università di Milano in Sicilia. Tema: la rinascita di una regione insanguinata, dall’epopea del movimento contadino fino a Palermo capitale della cultura Volete voi sapere qualcosa di Corleone, di come sia oggi questa città, storico simbolo di mafia? Volete
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Una modesta proposta per rincivilire l’Italia

L’avrà pur detto Salvini. Ma questo, come ha già scritto Marco Travaglio, non vuol dire che non se ne debba discutere. Reintrodurre la leva militare? La mia proposta non sarà la stessa. Il fatto è che abolire la leva, come spesso accade con i provvedimenti dei governi, è piaciuto alla grande maggioranza dei cittadini ma
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Mark, il vucumprà che protegge dai ladri (ovvero: una storia istruttiva)

Questa è una storia strepitosa. Ho conosciuto un re africano. Ma non chiedetemi quale sia il suo paese, è senz’altro l’Africa nera, di più non saprei dirvi. So solo il suo nome, Mark. L’ho conosciuto sulla riviera adriatica, mentre vegliava sul suo regno: un grande posteggio, dall’altra parte della ferrovia rispetto al lido frequentato dai
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Il treno di Rita. Ovvero, anche gli antimafiosi (a volte) sono stati felici

Quando ho scritto queste righe pensavo di esagerare con due articoli su Rita Borsellino in quattro giorni. Poi ho visto che sui funerali i giornali nazionali non hanno scritto nulla (forse me ne è sfuggito uno…) e ho pensato che non si scrive mai abbastanza…. Era il treno dei desideri. E come nella bella canzone
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Mafia e Informazione. La grande Summer School di settembre!!

Quante volte ce lo diciamo che la lotta contro la mafia ha bisogno di informazione vera, seria, costante. Di informazione come racconto colto e profondo, non come spot o cronaca raffazzonata…Che il silenzio è mafia, e la menzogna pure. E che la nostra superficialità è la loro forza. Il guaio è che poi la riflessione
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Rita, lo sguardo dolce dell’antimafia

Era proprio questo, Rita: lo sguardo dolce dell’antimafia. Aveva spiegato a tutti, con naturale modestia, con la voce quieta e amica, che di quanto era successo fino al 1992 si era occupata poco, che la mattanza palermitana non l’aveva portata a impegnarsi nei movimenti. Poi era successo quello che tutti sappiamo. Il terribile 1-2: il
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L’antimafia te la facciamo noi… ma non siamo quelli della foto

Vista la straordinaria mobilitazione di banalità e la resurrezione di massa delle più tipiche espressioni di garantismo da bar (“giustizialisti”, “duri e puri”, ecc) che si sta realizzando nell’occasione vi prego di leggere -e di fare leggere- questo mio articolo su una questione che un tempo non si sarebbe mai posta. Oddio, le camere penali.
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San Vito Lo Capo. Mario e l’orgoglio della terra paradiso

Quelli che amano la propria terra. Come il signor Mario. Anche se non ne dimenticano le storture. Sempre come il signor Mario. Li incontri e ti paiono esemplari di una umanità speciale e superiore. Un cartello colorato e un sorriso annunciano il mio accompagnatore per San Vito Lo Capo. Su Punta Raisi è scirocco infuocato.
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La notte delle fiaccole. Ricordando Ambrosoli tra le finestre buie

Nella notte di Croazia-Inghilterra un piccolo corteo si muove verso un luogo dimenticato a tre minuti di distanza. Circa 200 persone, molti giovani, si mettono in fila all’uscita del San Carlo, piccolo e accogliente cineteatro del centro di Milano. E’ appena terminata la rappresentazione di uno spettacolo lineare, di elegante nudità, tenuto in ricordo di
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Palermo-Corleone. Sogno di università itinerante (2-9 settembre…)

Ci sarà anche quest’anno l’università itinerante, l’invenzione didattica di cui sono più orgoglioso, il cuore delle meraviglie per i lettori di “Per fortuna faccio il Prof” (non c’è una presentazione del libro in cui non mi chiedano di parlarne). E sarà tra il 2 e il 9 settembre. Meta: Palermo e Corleone, con chiusura a
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Leggete e sognate. Così era un giorno l’Emilia, prima che arrivassero gli uomini del pop corn….

Ma quale casetta in Canadà. Gli onori della leggenda toccano alla casa cantoniera di Casina, comune di 4500 abitanti sull’Appennino emiliano, provincia di Reggio. Chi andasse alla ricerca di comunità che resistono, di solidarietà che non si squagliano, dovrebbe venire qui a stupirsi. A contemplare il “Centro comunale casa cantoniera di Casina” e l’umanità d’intorno,
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Qui Passaggi Festival. Ludovica, regina a sua insaputa

Ride, sorride. Arrossisce dalla fronte al mento, come non ho mai visto nessuno. Ludovica Zuccarini sembra spuntata da un fumetto, di quelli che una volta incantavano i bimbi buoni. Un divertente impasto di modestia e di bravura, che in una ventinovenne di oggi ti arriva come una folgorazione. “Lei non si meravigli però, io amo
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Elezioni elezioni elezioni. Dalla Toscana alla Statale di Milano. E qualcosa su me, l’antimafia e Arexpo

Poi passo ai disastrosi risultati della Toscana (disastrosi per la sinistra, si intende). Intanto dico la mia sulla Statale di Milano in risposta a un odierno comunicato sindacale del Dott. Domenico Surace, sindacalista d’Ateneo. Il quale interviene, parole sue, durante il “rush finale” a favore di una parte contro l’altra. E legittimamente. Perché parlare in
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