Libri 
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Le ribelli. Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 July 2007 |
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Sui fondali della storia della lotta alla mafia si stagliano alcune figure femminili, come sospese tra Eschilo e Dostoevskij. Donne ribelli per amore che irrompono nella vita collettiva con il loro grido, che è insieme dolore, speranza e domanda di giustizia. Il libro racconta sei figure e il loro tempo. Francesca Serio, la madre del sindacalista contadino Salvatore Carnevale. Felicia Impastato madre di Peppino, il protagonista de I cento passi. Saveria Antiochia, la madre del poliziotto Roberto, ucciso con il “suo” commissario Ninni Cassarà. Michela Buscemi, due fratelli vittime di Cosa Nostra, uno contiguo agli ambienti dei clan, eppure coraggiosa parte civile al maxiprocesso di Palermo. Rita Atria, sorella di Nicola, giovane boss dello spaccio, diciassettenne collaboratrice di Borsellino e disperatamente suicida dopo la strage di via D’Amelio. Rita Borsellino, sorella dello stesso giudice, nei fatti simbolo più alto di questa ribellione, fino a venire candidata al governo della Sicilia, teatro della tragedia infinita. Da queste storie, nella loro successione, il senso di un autentico, grandioso e faticoso progresso civile. Nando dalla Chiesa, Le ribelli, Melampo 2006 |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 02 August 2007 )
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Quattro a tre. Italia-Germania. Storia di una generazione che andò all'attacco e vinse... |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 29 June 2006 |
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Una notte di magia. Di cardiopalma e di gioia incontenibile. Nata con una semifinale dei campionati mondiali di calcio a Città del Messico passata alla storia come “la partita del secolo”. E continuata fino all’alba. Nelle strade, nelle piazze, nelle spiagge, ovunque fosse possibile festeggiare, abbracciarsi, sventolare un tricolore. L’autore riscrive quella notte indimenticabile, ne “spreme” gli attimi e i protagonisti per ricavarne con originalità narrativa sfondi sociali più ampi. Di quella semifinale, di quella notte, fa il punto disordinato di incontro di passioni, rancori, rivalità, utopie, batticuori, di più generazioni. Ne esce un affascinante romanzo di calcio nel quale e intorno al quale si ricamano infanzie, adolescenze, memorie ricevute e tramandate. Un romanzo festoso, popolato dalle figure di Riva e Rivera, di Burgnich e Boninsegna. Ma popolato, forse ancora di più, dalle tante figure anonime che diedero vita a un’epoca senza la quale il più famoso dei “quattro-a-tre” sarebbe stato un episodio sportivo, un evento del tifo, e mai uno dei più grandiosi fatti di costume e di psicologia collettiva della seconda metà del Novecento italiano.
Nando dalla Chiesa, Quattro a tre. Italia-Germania. Storia di una generazione che andò all'attacco e vinse (quella volta), Melampo 2006 |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 23 July 2007 )
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Il potere mafioso. Economia e ideologia |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 26 January 2006 |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 23 July 2007 )
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 January 2006 |
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"Società di massa" e "società post-industriale" sono concetti inseparabili dalle profonde modificazioni avvenute nel sistema produttivo: prima il forte sviluppo del lavoro dipendente, poi, al suo interno, la progressiva sostituzione della classe operaia con il frastagliato ceto impiegatizio. La società italiana ha vissuto, con ritmi eccezionalmente rapidi, quello sviluppo e quella sostituzione sperimentando una vera rivoluzione silenziosa. E' cambiato il lavoro, sono cambiate le tecnologie e le professioni, le identità collettive e le loro reciproche distanze. E sono cambiati i valori, così come le forme delle rappresentanze sindacali e politiche. Il libro intende esplorare "dall'interno" questa rivoluzione.
Nando dalla Chiesa, Il Giano bifronte. Società corta e colletti bianchi: il lavoro, la cultura, la politica, Etas libri 1987 |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 23 July 2007 )
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Delitto imperfetto. Il generale, la mafia, la società italiana |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 January 2006 |
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Un figlio in cerca dei veri responsabili dell'assassinio del padre. Il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, prefetto di Palermo, fu ucciso insieme alla moglie il 3 settembre 1982. Questo libro esprime una doppia denuncia: quella di un delitto per nulla oscuro, ma aperto e tracotante e quella di un'impunità soprattutto morale.
Nando dalla Chiesa, Delitto imperfetto. Il generale, la mafia, la società italiana, Mondadori 1984 - Editori Riuniti 2003 |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 23 July 2007 )
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo |
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Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2010 Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”. Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”. Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere. Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi. |
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