Libri 
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La guerra e la pace spiegate da mio figlio |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 January 2006 |
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L'Italia e la pace, la politica e la pace. Ma soprattutto la pace e le nuove generazioni, la pace e i cittadini che non fanno politica. Sono questi i temi entrati di prepotenza nella nostra vita e discussione quotidiana negli ultimi mesi, producendo identità collettive, emozioni e anche simboli nuovi. Nando dalla Chiesa, che da sempre ama vedere e capire la politica dalla parte dei movimenti, si è fatto interprete di questa originale sensibilità, di questa voglia di costruire una cultura di pace oltre i termini del vecchio pacifismo. Questo libro raccoglie articoli e interventi sull'idea della guerra nel mondo occidentale contemporaneo e sulla natura e sui simboli del movimento, a partire dalle bandiere della pace che hanno invaso le città italiane, ma soprattutto un lungo resoconto (che dà il titolo al libro) di un dialogo notturno con il figlio sui limiti della politica dell'Ulivo di fronte alla domanda di pace dei giovani. Nell'epoca dei libri in cui sono i genitori a "spiegare ai figli", questo libretto agile e incisivo rovescia la prospettiva e ascolta la radicalità dei giovani che non fanno politica ma hanno elaborato dei propri irriducibili ideali.
Nando dalla Chiesa, La guerra e la pace spiegate da mio figlio, Filema edizioni 2003
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Ultimo aggiornamento ( Monday 14 January 2008 )
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La scuola di via Pasquale Scura. Appassionato elogio dell'istruzione pubblica in Italia |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 January 2006 |
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Don Milani non è solo un esempio o un mito del passato. Altri don Milani, con altri volti e storie, danno vita ogni giorno nei contesti più disparati ai miracoli della scuola pubblica italiana. Il libro nasce da note stese per curiosità e passione tra il 1999 e il 2000 su una scuola media di uno dei quartieri più degradati di Napoli. L'autore raccoglie la voce degli insegnanti e degli allievi, li segue nella loro sfida quotidiana a fare scuola proprio lì, tra i vicoli, nei bassi, dove ogni giorno i maestri di strada lottano contro l'abbandono scolastico, portando avanti progetti impensabili in quella realtà eppure realizzati con tenacia e coraggio. Ne scaturisce un racconto che assume oggi il valore di una denuncia e di una riflessione simbolica.
Nando dalla Chiesa, La scuola di via Pasquale Scura. Appassionato elogio dell'istruzione pubblica in Italia, Filema edizioni 2004 |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 14 January 2008 )
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La fantastica storia di Silvio Berlusconi. Dell'uomo che portò il paese in guerra senza avere... |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 January 2006 |
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Una storia fantastica. Una storia verosimile. Una storia vera. Un genere narrativo adeguato ai tempi che viviamo. In cui ciò che sembra impossibile e pazzesco accade davvero; e ciò che è realmente accaduto viene dimenticato, annullato d'imperio. Al lettore il divertente (e facile) compito di distinguere il vero dal fantastico con l'aiuto delle tonalità e dei contesti usati nella narrazione ma anche riandando alla sterminata letteratura scritta o raccontata su Berlusconi o da Berlusconi in quest'ultimo decennio. Con l'aiuto dell'illustratore e fumettista Paolo Deandrea Nando dalla Chiesa ripercorre la storia di Silvio Berlusconi tra sorriso amaro, ironia e invenzione.
Nando dalla Chiesa, La fantastica storia di Silvio Berlusconi. Dell'uomo che portò il paese in guerra senza avere fatto il servizio militare, Melampo 2004 |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 14 January 2008 )
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 23 January 2006 |
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Un leader politico anomalo, i suoi consiglieri, i suoi parlamentari, il suo popolo. Silviolo è l'eroe di un'Italia vera ma apparentemente inverosimile, una inesauribile miniera di gag che lasciano sempre un passo indietro anche il comico più irriverente e fantasioso. Nando dalla Chiesa racconta con verve satirica le profondità di un'ideologia di massa e di una cultura di governo che centrifugano senza sosta marketing e consumo sfarzoso, spirito boccaccesco e culto dell'immagine, anarchia e autoritarismo, ossessioni mentali e linguaggio caricaturale. Il libro offre il ritratto di un'epoca attraverso la storia esilarante di una campagna elettorale, delle sue strategie, dei suoi comizi, delle sue interviste. Fino alla sorpresa finale.
Nando dalla Chiesa, Vota Sìlviolo!, Melampo 2005 |
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo |
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Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2010 Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”. Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”. Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere. Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi. |
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