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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Friday 19 March 2010 |
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Meno uno. Domani a Milano ci sarà la grande manifestazione di Libera per la memoria e l’impegno, con il tam tam degli arrivi che si fa sempre più intenso e generoso. E' atteso/a anche chi farà la prima manifestazione della sua vita, a diciassette o a cinquantacinque anni. E’ bellissimo. Sarà bellissimo. Io però oggi sono più povero di ieri. Se ne è andato Bisi, l’amico di una vita. Solo io potevo chiamarlo così senza irritarlo. “Bisi”, che era l’abbreviativo del suo cognome. Agli altri ingiungeva ogni tanto di chiamarlo Franco. Solo ai Gracchi, mi sembra, era stato trasferito, per una sorta di diritto ereditario, quel mio antico privilegio. Compagni di studio in università, al pensionato Bocconi che è rimasta nei decenni la nostra carta d’identità. Compagni di pranzo e di cena in camera sua, per risparmiare: su una tovaglia di Corriere della Sera del giorno prima, con un piatto di fagioli o di ceci riscaldati in tegamino e dell’ottimo pane. Ogni tanto del vino in bottiglie che arrivavano in regalo e subito finivano. Compagni di cene all’osteria, quando i soldi risparmiati si potevano spendere. E poi di ping pong, di pallavolo, di calcio. Di Sinistra progressista, di Collettivo unitario e di Movimento studentesco. Di innamoramenti e corteggiamenti per un anno solo, perché poi arrivò la Biondina, ma fu un anno intenso di sogni e occupazioni. Compagni di vigilanze notturne contro gli assalti e le provocazioni dei fascisti, che accadevano sempre altrove. Compagni di vacanze in campeggio all’Elba, di concerti improbabili nelle stanze bocconiane. Di prese in giro e di sfottò in rima meravigliosi, verso o contro chiunque, autentici pasquini del postsessantotto. Da fare impazzire, per la frequenza allegra e maniacale che ci mettevamo, i nostri sventurati bersagli. Mise su l’Osteria dei Navigli e io sempre lì sono tornato nelle mie sere e notti febbrili. Con i menabò di Società civile in mano o con i progetti della Rete. E i miei nuovi, più giovani compagni di ogni volta e generazione. E Bisi ci ospitava e ci studiava e apprezzava. E poi faceva sconti al banco, all’amico e a quello che l’amico stava facendo. Il cuore, accidenti. Il cuore. Se ne è andato d’improvviso e mi è venuto di dire “cazzo, ma almeno una telefonata”. Con quella catenina sottile falce e martello che si era tenuto addosso tutta la vita e mentre dico tutta penso che in realtà sia stata una parte sola. Sì, amici blogghisti, oggi sono più povero di ieri. Dimenticavo: anche lui era figlio di un generale. Scrivi un commento (8 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Saturday 20 March 2010 )
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Zibaldone di antivigilia. Tra Videocracy, Incandela e bravi pullulanti |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 18 March 2010 |
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Meno due. Arriva (sabato) la grande manifestazione nazionale di Libera. Nel frattempo vi do qualche notizia sparsa, in luminoso stile Zibaldone. Prima bella notizia. Secondo me qualcosa nella sinistra milanese sta cambiando. L’attenzione e l’impegno sul fronte della lotta alla mafia avanzano a occhio nudo. Sarà il movimento di questi mesi che ha scrollato e poi aperto gli occhi a tutti. Fatto sta che ieri sera sono stato a un incontro pubblico col segretario della Camera del Lavoro Onorio Rosati e con il nuovo segretario provinciale Pd Roberto Carnelli in vista di sabato. E li ho trovati proprio motivati. Visto che il gruppo piddì in consiglio comunale si sta dando da fare anche lui da un anno, direi che rispetto ai tempi passati (della serie “la questione morale non paga”…o “un po’ di mafia esiste, però”…) siamo messi decisamente meglio. Purtroppo nella campagna elettorale per le regionali non se ne sente parlare lo stesso… Prima cattiva notizia. All’università di Brescia l’altra sera ho fatto una bella e calorosa assemblea. Di che mi lamento, allora, brontolone che non sono altro? Ve lo spiego. Pensando di farmi un piacere, un collega mi ha messo in mano una recente tesi di laurea su mio padre. L’ho aperta e appena ho visto l’indice m’è venuto un satanasso in gola. Le balle spaziali del maresciallo Incandela erano, con tutto il corredo di ipotesi indecenti, oggetto di studio. Di più, fungevano da verità storica. Pazzesco. E dunque grazie sempre a Pino Nicotri dell’Espresso ,che con quel maresciallo, oggi inquisito per qualche cosa, fece una graziosa intervista-libro. Grazie a Michele Santoro che lo spacciò due volte in televisione come “il braccio destro di dalla Chiesa”. Grazie ai giudici che per comodità di tesi gli hanno creduto avendo come unica prova dell’intimità con mio padre un (uno!) normale biglietto d’auguri di Natale. Lo dico e lo ridico, avendo potuto poi provarlo in sei ore di deposizione palermitana: quelle dichiarazioni sono false. Se bisogna farci sopra delle tesi di laurea, è solo per descrivere come un bel cocktail di servizi segreti e di giornalisti liberi e belli produce disinformazione nel paese dei misteri. Seconda cattiva notizia. Mi scrive Alessandro di avere sentito ieri mattina i conduttori di Radio deejay scherzare demenzialmente sulla mafia e sui mafiosi. Tutto a proposito dell’arresto dello ‘ndranghetista del bazooka. Per leggere quel che questi genii (fin troppo compresi) sono stati capaci di dire, andate a vedervi www.urlocivile.blogspot.com. Da parte mia complimenti. Grande umorismo davvero. Occheridere... Occomesietesimpatici… Seconda buona notizia. Ieri sera si è tenuta la proiezione del film su padre Puglisi a ChiAmaMilano. Grande Asli, la giovane organizzatrice. Che mi ha fatto trovare in dono una maglietta con su la scritta: “Gli antimafiosi pullulano” (che è poi il sagace ritornello che va in onda su questo Blog da qualche settimana). Se sabato non fa freddo, me la metto. Infine una notizia che non so se buona o cattiva. Mi avevano parlato benissimo di “Videocracy”. Vedilo, vedilo, ma come fai proprio tu a non vederlo? D’accordo, non avrai tempo di andare al cinema la sera, ma prenditi la cassetta. E’ formidabile, è proprio la verità…Bene, ho preso la cassetta, o meglio l’ha presa la Biondina. E ce la siamo guardata con Tinazza. Ragazzi, ma come fa a piacervi? Sembra quasi la pubblicità occulta di Lele Mora e di Fabrizio Corona (io in ogni caso, fossi stato in loro, me la sarei fatta esattamente così…). Salvo un paio di scene, una noia mortale. E’ in questi momenti che mi convinco che non perdo troppo a disertare i cinema. Mia figlia Dora l’avrebbe fatto molto ma molto meglio. Ma soprattutto mi chiedo: come hanno ridotto il nostro spirito critico per farci scambiare per capolavoro una roba così? Meno male che c’è la marcia di sabato, dai. E almeno per un giorno Milano sarà di nuovo la capitale morale del paese. Sursum corda. Scrivi un commento (4 Commenti) |
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Verso il 20. Ricordatevi di Tati Almeyda |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Wednesday 17 March 2010 |
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Alé, si avvicina il 20. Bella, proprio bella la serata di lunedì sull’ “orgoglio milanese” al Pierlombardo-Parenti. Bello raccontare, fatti e personaggi alla mano, che il giorno della lotta alla mafia ha a Milano solide e antiche radici. Bello risentire Camilla Cederna, Gina Lagorio e Teresa Pomodoro parlare con la voce di Camilla, Cecilia e Lucia, le tre studentesse liceali. E per me (ma ho capito: non solo per me…) risentire il mio rapporto con la Milano degli anni ottanta attraverso la lettura che un grande Fausto Russo Alesi ha fatto del monologo che avevo scritto per l’occasione (e di cui i blogghisti avevano avuto notizia in anteprima). Monologo che la Shammah mi ha poi proposto di ampliare per trarne una versione teatrale. Visto che ormai sono uomo di teatro (ehm…), vi do l’annuncio ufficiale: lo farò. Continuano intanto le notizie degli arrivi in massa a Milano per sabato. Dal Piemonte giungerà un battaglione di pullman che si darà appuntamento all’alba a Novara per marciare poi compatto su Milano e comunicare la gioiosa potenza dei piemontesi: manie di grandezza del loro condottiero Davide Mattiello… Si aggiusta nel frattempo il rapporto con il Comune di Milano. Che la Moratti abbia tenuto la conferenza stampa ieri al fianco di don Ciotti è una notizia, che conferma la forza e il valore di un grande impegno collettivo, che nessuno (per quanto ci provi) può ficcare e stipare nelle polemiche e nelle faziosità della politica di questo Paese. Oggi è uno degli ultimi giorni di vigilia. Fra gli appuntamenti spicca un incontro che mi hanno chiesto i rappresentanti della stampa estera a Milano. Una specie di conferenza per loro nel tardo pomeriggio sulla situazione politica e sulla lotta alla mafia. I giornalisti italiani non me l’hanno mai chiesto, ma avranno le loro ragioni… Sempre a proposito di relazioni internazionali: sarà a Milano anche Tati Almeyda, madre della Plaza de Mayo. L’ho appena conosciuta a Torino,da dove scrivo. Una donna stupenda, ottant’anni di giovinezza. Se la vedrete il 20, accoglietela come merita. E infine una notizia che non mi fa molto piacere. Sta finendo il mio corso (oggi penultima lezione) e mi resta un po’ d’amaro in bocca.. Ho avuto davvero degli ottimi studenti. Per fortuna faremo il sito di Scienze politiche sui temi del corso. Vuoi vedere che arricchiremo anche la libertà di stampa? Per ora, saluti cari a tutti. Scrivi un commento (2 Commenti) |
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Telchì la manifestassiùn (l'odio, l'amore e altre panzane...) |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Tuesday 16 March 2010 |
guarda che cosa ho ricevuto....
 Caro..........................
per facilitare la tua presenza alla grande manifestazione di sabato prossimo in Piazza San Giovanni a Roma, come prima notizia della tua myhome di www.forzasilvio.it trovi le informazioni utili per metterti in contatto con i coordinamenti del PDL che stanno organizzando la partecipazione dei nostri sostenitori.
A differenza di quanto avvenuto sabato scorso, la nostra manifestazione è un evento di proposta, non e' contro qualcuno. Silvio Berlusconi e i tredici candidati governatori firmeranno un patto che vincola i presidenti alla realizzazione di punti di programma comuni: dal piano casa alla sburocratizzazione, dalla valorizzazione del verde e delle piste ciclabili alla riduzione delle liste d'attesa negli ospedali e altro ancora Come "anteprima" dell'evento, venerdi' 19 Silvio Berlusconi presenterà al Tempio di Adriano a Roma il libro "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", che, come sai, da' il titolo alla manifestazione del giorno dopo. Grazie per il tuo sostegno. Cordialmente,
on. Antonio Palmieri responsabile internet PDL Scrivi un commento (9 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 16 March 2010 )
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Viscerali e no. Pecorecci e no. Liberali e no. Attendendo il mio monologo |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Sunday 14 March 2010 |
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Grande, grande manifestazione. Folla di popolo legalitario. E mica solo a Roma. Mi favoleggiano di venti-trentamila a Milano. Ci sarà un po’ di antiberlusconismo viscerale, ma bisogna convenire che è un capolavoro di freddezza riuscire a non farsi prendere dalla visceralità. Ce n’è ogni giorno e per tutti i gusti. Ora abbiamo pure le registrazioni del liberale B., del più liberale dei leader, quello che la Rai è comunista e anche Mediaset non sta troppo bene. Neanche nello Zimbabwe, ha detto Masi che se ne intende. E abbiamo pure gli ispettori a Trani, che Marchino Travaglio aveva evocato come ipotesi pazzesca. Eccoci serviti, ci sono anche quelli. D’altronde Alfano sarà diventato ministro per qualche ragione, o no? Manuali di dottrina non ne aveva scritti. In ogni caso sono contento che a Piazza del Popolo sia stata chiamata a leggere anche Beatrice Luzzi, la bravissima interprete di “Poliziotta per amore” (che stasera andrà in scena a Marsala). E che abbia condotto Paola Maugeri, la quale sconti alla tivù pecoreccia non ne ha mai fatti. A proposito di pecoreccio. Questo aggettivo lo rinfrescò per il mio vocabolario (e per quello degli altri più giovani militanti della Rete milanese) il grande Salvatore Guglielmino, mitico autore della Guida al Novecento. Ecco, ci sarà un posto particolare per lui nel mio monologo di domani sera. Ho spedito stamattina il testo definitivo a Fausto Russo Alesi, che lo reciterà interpretando me medesimo. Questo mi ha chiesto infatti Andrée Ruth Shammah: racconta le persone che fanno oggi l’orgoglio milanese (della lotta contro la mafia e il malaffare) rivivendo in prima persona il modo in cui le hai conosciute tu. Tu giovane che andavi a chiedere di aiutarti dopo l’assassinio di tuo padre. L’ho fatto. Spero sappia “prendere” gli spettatori (che a mia volta spero tanti). Dirò comunque che dopo l’ultima lettura che ne ho fatto ho pensato: dovrebbero sentirlo i giovani per scoprire di più questa città; dovrebbero sentirlo i signori ormai maturi per ricordare quel che hanno dimenticato. Buone notizie anche da Rimini, dove Sergio, Daniela, Concy e Mirco allevano nuovi antimafiosi e nuovi volontari per la Cambogia. Le due militanze non si elidono. Le buone cause sono esattamente come le cattive. Si incontrano sempre. Scrivi un commento (10 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Sunday 14 March 2010 )
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Contro le mafie. L'orgoglio di Milano al Parenti. Annunciazione annunciazione per lunedì sera! |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Friday 12 March 2010 |
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Bene, qui va bene, amici. Mister B. deve avere una santa paura delle regionali. Sondaggi negativi. E stavolta per fortuna non ci sarà un Bertinotti ansioso di andare in tivù ad annunciare più tasse, sui bot, sulle case e su tutto, nei giorni prima delle elezioni. Sembra che stia per saltare il tappo, anche se lo schieramento è tale, in mezzi, arroganza, spregiudicatezza e debolezza dell’avversario da potere ritardare ancora il proprio infarto. Ricordare la resistenza sulle escort, che però verranno comunque ricordate come l’inizio della fine. Intanto gli antimafiosi continuano a pullulare. Nelle scuole di Milano le assemblee in vista del 20 marzo si fanno ormai con il doppio turno. Sia al Leonardo l’altro ieri, sia al Volta ieri. Le aule magne non bastano a contenere gli studenti che vogliono partecipare. E anche ieri sera, nonostante il pienone per la presentazione dell’ultimo libro di Marchino Travaglio, il ricordo delle vittime milanesi di mafia all’Umanitaria è stato bello, affollato e commovente. Stajano, Spataro, ma anche Lorenzo Sanua per ricordare suo padre Pietro, commerciante ucciso dalla mafia dei fiori, che dopo quindici anni non ha ancora avuto uno straccio di processo a rendergli o almeno cercargli giustizia. E’ stata la sua prima volta in queste occasioni. E ha avuto l’applauso generoso che meritava. Lunedì al teatro Parenti si continua con il ciclo della memoria milanese. Fausto Russo Alesi, il nuovo astro del teatro, leggerà un mio monologo sulla Milano degli anni ottanta, scritto per raccontare il clima dell’epoca e ricordare chi, tra quelli che non ci sono più, si batté contro la mafia e il malaffare. Da Franco Parenti a David Maria Turoldo, da Camilla Cederna a Gina Lagorio, da Salvatore Guglielmino a Teresa Pomodoro, da Beppe Cremagnani a Franco Di Maggio. Titolo: “Contro le mafie. Orgoglio milanese”. Ci saranno Vincenzo Consolo, Alberto Bellocchio, Gianni Barbacetto, Cini Boeri, Luigi Pagano, Fulvio Scaparro. Mentre tre studentesse liceali -Camilla, Cecilia, Lucia- che hanno partecipato al movimento nelle scuole leggeranno brani di Gina Lagorio, Teresa Pomodoro e Camilla Cederna (ho trovato un suo bellissimo pezzo sui Cavalieri del lavoro di Catania scritto prima che uccidessero Fava…). In più un “pezzo” prezioso: una mostra fotografica sui leggendari sei giorni contro la mafia organizzati nel gennaio dell’83 (’83, dico…) da Franco Parenti al Pielrombardo. Venite tutti. Ma proprio tutti. Tra le altre iniziative dei prossimi giorni vi segnalo la proiezione gratuita del bel film di Roberto Faenza “Alla luce del sole”, su padre Puglisi. Si terrà mercoledì 17 alle ore 20.45 al Negozio Civico di largo Corsia dei Servi. Organizza ChiAmaMilano, ottima e giovanissima associazione (ve l’ho detto che pullulano…). Diamoci dentro. Manca ormai una settimana. Che l’Italia si desti. (E grazie a 11metri per ieri sera). Scrivi un commento (7 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Sunday 14 March 2010 )
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Le vittime di Milano. Giovedì sera tutti all'Umanitaria |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Wednesday 10 March 2010 |
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Attenzione attenzione!! A tutti i cittadini di buona volontà. A tutti i cittadini antimafiosi. Siete chiamati a raccolta domani sera, a Milano, alle ore 21. Tutti all’Umanitaria, in via Daverio, dietro il Palazzo di Giustizia. Lì, in vista del 20 marzo, giornata nazionale della memoria e dell’impegno promossa da Libera, si ricorderanno le vittime milanesi della mafia. Giorgio Ambrosoli, Emmanuela Setti Carraro ed Carlo Alberto dalla Chiesa, Piero Sanua, e le vittime della strage di via Palestro (Alessandro Ferrari, Carlo La Catena, Sergio Casotto, Stefano Picerno, Moussaffir Driss). Li ricorderanno, davanti ai loro familiari, Corrado Stajano, Armando Spataro, Raffaella Lanzillo, Manfredi Palmeri, mentre Lorenzo Sanua ricorderà direttamente suo padre, che la città non ha saputo tenere dentro la propria memoria. La memoria, accidenti, com’è difficile tenerla e poi ricostruirla a ogni generazione. Ieri a Lodi c’erano circa duecento studenti, come chiedo io. Non le maree urlanti, per favore, non servono a niente. Ma nei duecento c’era un plotone di studenti (di scuola privata) tra cui diversi sembravano in gita, come riuniti per espletare una pratica. Così io, che avevo lavorato fino alle tre e passa di notte per potere avere la mattinata libera, dopo cinque minuti mi sono fermato e, vedendo risolini e ammiccamenti, ho detto “non vado più avanti”. Frattura utile. Guai a fargli credere che sei anche tu lì a espletare una pratica. Il fatto è che ogni volta bisogna scavarsi dentro e battersi contro l’abitudine a non ascoltare. Signore e signori, anche questa è la lotta contro la mafia. Due piccole aggiunte: grande soddisfazione per la sentenza su Bolzaneto. Ma come pensavano, chi gli aveva fatto pensare, che potessero fregarsene del diritto, dei diritti umani fino a quel punto? Chi gli ha fatto pensare che potessero sfregiare fino a quel punto il senso e l’immagine della loro divisa? Seconda aggiunta: auguri auguri a Chiara, Maria Regina e a Filippo, il nuovo arrivato. L’ho detto io che gli antimafiosi pullulano… Scrivi un commento (7 Commenti) |
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo |
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Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2010 Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”. Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”. Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere. Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi. |
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