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Martedì 9 febbraio alle 21 prosegue a Milano il corso di formazione popolare sulle organizzazioni mafiose in Lombardia. Il tema della seconda serata è: Da Tangentopoli agli anni dell’Expo. La storia delle organizzazioni mafiose a Milano e in Lombardia/2. Interviene insieme a Nando dalla Chiesa Alberto Nobili. 

Qui tutte le informazioni e il programma completo 



LE PRESENTAZIONI 
di
ALBUM  DI  FAMIGLIA 
di Nando dalla Chiesa 
(Einaudi)

Sabato 6 febbraio
alle 16 a Casalmaggiore (Cr) presso la Biblioteca civica
Anton Enrico Mortara
in via Marconi 8.



Hanno detto...
 

(L’Indice, Adriano Sansa, settembre 2009)
Un libro di amore e di morte. Dove la memoria non è ripiegamento, ma prima di tutto vigoroso richiamo dei fatti: la testimonianza è diretta e precisa. Corroborata da una scrittura chiara, capace di misurarsi con i temi più difficili; ed è come in poesia, là dove Saba ci ricordava che la rima fiore/amore è la più antica e difficile del mondo (…) Aggiungo di aver letto veramente con desiderio, di giustizia, di decenza, di buone maniere perfino, stentando a chiudere il libro alla fine di un qualunque capitolo”.

(Internazionale, Yasemin Taskin,
16/22 ottobre 2009)
“Nando dalla Chiesa nell’affrontare un colloquio intimo e delicato con i suoi cari ci fa ripercorrere un pezzo di storia italiana. (…) Questo senso dello Stato non sembra sterile romanticismo, ma una realtà vera, vissuta con un’adesione assoluta. Quelli descritti da Dalla Chiesa sono valori che tengono saldamente insieme sia la famiglia, sia la fede nell’impegno civile. E questa è la storia di un’altra Italia”.

(l’Unità, Roberto Carnero, 10 maggio 2009)
“In tempi in cui sulla parola ‘famiglia’ si fa spesso una retorica insopportabile, leggere questo ‘Album di famiglia’ di Nando dalla Chiesa fa bene al cuore e all’intelletto. Un’idea di famiglia, prima di tutto e al di là delle definizioni, come luogo dei sentimenti, o, meglio, di un’educazione ai sentimenti. Il libro, bellissimo e a tratti struggente, è caratterizzato da una struttura molto originale, a metà tra romanzo e raccolta di racconti. (…) Un libro tra memoria e poesia. L’educazione sentimentale e civile di Nando dalla Chiesa”.

LE ALTRE RECENSIONI

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Scritto da Anna Maria   
Friday 21 April 2006

http://www.mantovamusicafestival.it/

La prima edizione del Mantova Musica Festival si è svolta nel marzo del 2004 per iniziativa di alcuni intellettuali e musicologi intenzionati a proporre un'alternativa al Festival di Sanremo, affidato per quell'anno a un direttore artistico compromesso da frequentazioni mafiose. Nonostante le polemiche, la prima edizione ha avuto uno straordinario successo di pubblico e mediatico.

35 mila sono state le presenze della seconda edizione, svoltasi nei primi giorni di giugno del 2005, ormai in totale autonomia di tempi e di logiche dal Festival di Sanremo. La coincidenza temporale con il 2 giugno, Festa della Repubblica, è stata scelta per sottolineare con forza l'ambizione che i valori musicali e quelli civili e ideali sui quali si basa la nostra Costituzione si sostengano reciprocamente.

Il tema scelto per la terza edizione, che si è svolta dal 24 al 28 maggio del 2006, era "Italia, Italie".

 

http://www.melampoeditore.it/

Melampo Editore nasce nell’ottobre del 2004. Melampo? Si, proprio così. Melampo! Concentrato di fantasia e di rischio, di istinto e di convinzione. Voglia di camminare nella società italiana. Voglia di fare del libro un oggetto contromano nella nostra cultura effimera e virtuale: non merce che nasce e muore in tre settimane sui banconi delle librerie; ma prodotto di qualità che resta a lungo tra le scelte possibili di chi vuole sapere, capire, pensare, anche divertirsi.

I libri di Melampo rispecchiano, nella concezione e nella realizzazione, ma anche nelle forme sociali della loro diffusione, questa identità. Cultura senza preclusioni; curiosa, inquieta. Autori di qualità anche quando non molto conosciuti; nessuna mano sinistra, grande rispetto per il lettore e per se stessi. Temi senza confini. Ma ben piantati nelle passioni, nei problemi, nelle fantasie che esprimono lo spirito dei tempi. Anche quando altri non se ne accorgono.

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 10 October 2006 )
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Ultimo articolo
La rete di Giuseppe l'"indiano". Onda viola sì, ma senza patenti

il Fatto Quotidiano, 7.02.2010

Oggi il suo cuore batte per una data: il primo di marzo. Il giorno che viene dalla Francia. Il grande sciopero dei migranti decisi a mostrare all’Europa ricca il loro valore per l’economia e la vita di chi vorrebbe ricacciarli indietro. Giuseppe accumula incontri, messaggi in rete e telefonate.Vuole farla riuscire pure a Bari, la manifestazione. Perciò cerca di capire quanti siano i buoni viandanti in cammino verso quella data. Sembra poggiare l’orecchio al suolo come un indiano. “Indiano” d’altronde è il nome con cui viaggia in rete. Rosarno è stato lo spartiacque. “Ma è da prima di Rosarno che mi interesso di integrazione e immigrazione. Ho letto, mi sono documentato molto sulla rete. Di Rosarno ce ne sono tante. Anche in Puglia. A Bari ci sono due Centri di identificazione ed espulsione che tutti raccontano come dei lager di Stato, c’è anche un rapporto di Medici senza frontiere che lo dice. E da questa terra nell’89 è partita la nuova era, con i primi arrivi degli albanesi. Vede, l’altro giorno a una riunione è intervenuto un giovane di colore, un marocchino credo. E ha detto che se per quel giorno capisce che a manifestare ci saranno solo loro, lui in piazza non ci andrà. Ha ragione, dovremo essere tutti insieme. Dovremo essere un unico ‘noi’ per l’integrazione”.

Giuseppe l’Indiano (ma di cognome fa Milano) è una perfetta rappresentazione della complessità e semplicità al tempo stesso del grande dissenso che viaggia a sinistra. E’ la sconfessione vivente di ogni etichetta. Qualunquisti, rassegnati, dipietristi, giustizialisti. O quella più infamante: grillini. Lui grillino lo è stato, nel senso che è stato portavoce del meetup di Bari e pure tra i promotori del famoso VaffaDay. “Ma poi ho lasciato. Io non sono d’accordo con la proposta delle liste civiche. Per fare politica ci vuole formazione, una preparazione specifica. Grillo pensa che bastino la buona fede e l’onestà, ma così si rischia di mandare dei giovani allo sbaraglio. Io tessere non ne ho né intendo averne, almeno per ora. E partecipo di volta in volta sulle cose che condivido, magari aiutando degli amici, un po’ Partito democratico un po’ Italia dei Valori. Ho incominciato nel 2006, quando avevo ventidue anni. Non mi ci ha portato nessuno all’impegno politico, non ho avuto in famiglia qualcuno che mi ci abbia fatto appassionare. Ci sono arrivato per indignazione verso quello che vedevo accadere nel Paese. La prima manifestazione la feci sul risparmio energetico, dando volantini nel centro di Bari. Poi da cosa nasce cosa. E all’epoca delle inchieste De Magistris partecipai al presidio in difesa di Genchi, che Berlusconi accusava di essere il più grande scandalo della democrazia italiana.”

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