Blog
Articoli
Libri
Appuntamenti
Link
La mia tv
 
 
Nessuna immagine
   
Blog
Ambrosoli. Lady Blair. E il testamento biologico a Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa   
Saturday 11 July 2009

Trent’anni fa. Trent’anni fa Michele Sindona faceva uccidere Giorgio Ambrosoli. Il finanziere da bancarotta, il “salvatore della lira”, l’amico di Andreotti con cui Andreotti si sentiva beatamente quando già era latitante, mandò il suo sicario a colpire l’eroe borghese, l’avvocato monarchico-liberale convinto che la legge andasse difesa a rischio della vita. Il sicario poi sarebbe morto durante un tentativo di fuga dal carcere americano. E Sindona si sarebbe ucciso in carcere in Italia con una tazzina di caffè. Le solite coincidenze. Se almeno i killer capissero che quando gli commissionano un delitto importante poi toccherà a loro di essere fatti fuori… Evidentemente questi killer professionali tanto intelligenti non devono essere. Di sicuro non studiano la storia. Io però voglio salutare da qui Annalori Ambrosoli e i suoi figli, esempi di rettitudine e di coraggio civile (leggere il libro di Umberto, il più piccolo, “Qualunque cosa succeda”).

Finisce intanto il G8 e non mi sembra (sarò anti-italiano ma non credo) che abbiamo fatto una grande figura. La stampa continua a tirar leccate a B. da far spavento. Ma Putin e Obama si sono visti prima, quando in realtà potevano prendersi due ore in Italia tutte per loro. La sensazione è che se cerchi una cornice degna di qualche grande evento, devi tenerti alla larga dall’Italia perché non sai mai che cosa possa essere detto o fatto o in che cosa tu possa essere coinvolto tuo malgrado. Penso sempre alla moglie di Blair che supplicava il marito di non farla fotografare accanto a B. Ma vi rendete conto? Voi sì, lo so. E’ la stampa nazionale, tivù in testa, che non si rende conto che presto smotterà tutto e le leccate di oggi appariranno finalmente per quelle che sono: leccate, appunto. Io, ai miei colleghi che si lamentano della situazione, dico che sono fortunati. Appena cadrà B. i sociologi, gli antropologi, i politologi, i giuristi, gli psicanalisti ecc. avranno una miniera di cose da studiare che non basterà mezzo secolo. Così, dopo il tempo dei comici sarà il tempo degli studiosi.

A Genova inizia la settimana prossima (16-22) la settimana dei diritti, seconda edizione. La sindaco Marta Vincenzi e io abbiamo annunciato ieri in conferenza stampa che il Comune riceverà e conserverà i testamenti biologici dei suoi cittadini, in attesa che una legge riconosca i nuovi diritti reclamati da Beppino Englaro e dai milioni di persone che si sono identificate nella sua battaglia. Faremo inoltre noi il nostro G8 sui diritti di informazione, parlando delle cose di casa nostra ma anche dell’Iran, della Romania, della Bulgaria, della Moldova. Internet, i blog e la censura. Verrà anche Oleg Brega, uno dei due fratelli che via internet hanno mobilitato un paese intero contro i brogli elettorali in Moldovia, venendo perciò accusati di avere istigato l’assalto al parlamento. Vicino Genova, ieri sera a Cogoleto, Stefanoski ha presentato “Album di famiglia” a nome della Scuola di formazione politica “Antonino Caponnetto”. C’era a farmi le domande Giunio Luzzatto, grande matematico e battagliero intellettuale dai baffetti arditi. A salutare in avvio, un fantastico assessore alla cultura in calzoni corti e ciabatte d’ordinanza. Ma chi ha detto che la cultura dev’essere ingessata? Almeno sul mare freedom, please.

Ora vado a Cherasco per consegnare a Milena Gabanelli il premio Gina Lagorio, scrittrice generosa che mi volle bene. Vi racconterò.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per favore connettiti al sito o registrati.

Commenti
qualunque cosa succeda
Scritto da felicetta il 2009-07-13 14:51:47
l'ho letto perché letteralmente catturata dall'intervista all'autore (direi una conversazione con l'autore) ascoltata per radio durante l'ultima trasferta lavorativa. Ho pensato, tra me e me, che la sua storia ricorda un pochino quella del tuo Carlo Alberto: lui è stato privato di un padre, tuo figlio del suo nonno, in un'età in cui non si può capire granché ma che può segnare per sempre tutto il futuro. Ma da grandi... si possono ripercorrere le loro strade, ricostruire le loro vite e le loro storie, e ci si scopre... degni eredi.  
Ho letto anche il tuo Album di famiglia, finalmente: sono pronta (e preparata, spero!) per la presentazione qui quando la tua famosa agenda dirà che è possibile...  
Partiremo con i girasoli, se ti va! 
Ho letto anche Profondo nero (Lo Bianco-Rizza per Chiarelettere) e sono ancora un tantino turbata per qualche citazione non del tutto limpida sul Generale a noi più caro, a te in particolar modo: in ogni caso la linea che lega le vicende Mattei/De Mauro/Pasolini è veramente un filo spinato... 
Ho letto anche l'ultima fatica di Nicola Tranfaglia, che già in copertina profetizza che B. allieterà le nostre giornate (ma non i nostri sogni notturni) fino al 2013: ti avverto, io non sono pronta, non ce la faccio più, so che non resisterò.  
E siccome leggo (con ritardo) che non hai intenzioni 'serie' sono ancor più preoccupata: peccato, questa settimana di vacanza (di mare e di libri) mi aveva rinvigorito alquanto... 
:-)
Cosa di vero...
Scritto da simona ravera il 2009-07-13 14:41:21
Beppe Grillo e il Piddì... 
 
Simona
sullo scudo fiscale
Scritto da pestifera il 2009-07-13 13:34:52
Avrei molto da dire, visto che lavorando in una società fiduciaria ... ho visto quello che si è verificato nei precedenti processi.  
Mi preme dire: 
1) i capitali non rientrano affatto a meno che questa volta non stabiliscano una condizione tassativa 
 
2) in genere chi ha i capitali all'estero non ha nessuna voglia di autodenunciarsi e quindi il gettito previsto è stato sempre basso, non capisco perchè questa volta dovrebbe essere diverso 
 
3) Ma non stavano combattendo i paradisi fiscali? 
 
E' tutto così ridicolo.  
 
A proposito di moralizzazione pubblica..
Scritto da alfa10 il 2009-07-12 17:10:00
leggete qui: 
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/scudo-fiscale/scudo-fiscale/scudo-fiscale.html 
 
Aveva ragione il personaggio interpretato dalla straordinaria Laura Betti nel film di Placido: 
"La mafia è il nostro datore di lavoro". 
E non solo quello... 
 
Mario Uccella
C'e' speranza dunque
Scritto da cerere il 2009-07-11 17:35:27
Non dimenticare mai Ambrosoli !!! 
@baol:parole ben dette. 
Grazie professore Nando! 
Poter vedere i video di questi incontri, boccate di aria fresca.
E l'11 Luglio 2008...
Scritto da simona ravera il 2009-07-11 16:23:38
Si Costituiva, davanti al Notaio Raffaele Vannini di Bologna, la Scuola di Formazione Politica Antonino Caponnetto.... 
E allora... 
 
BUON (PRIMO) COMPLEANNO! 
 
Simona 
 
 
una boccata d'aria fresca
Scritto da baol il 2009-07-11 14:52:29
Caro Nando, leggere i tuoi articoli è come aprire una finestra su un panorama pulito e poter respirare. solo grazie: 
mi riconcili con l'italianità.

Ultimo aggiornamento ( Thursday 16 July 2009 )
< Prec.   Pros. >
Abbiamo 46 visitatori online e 1 utente online
Collegati al blog
Username

Password

Ricordami
Hai perso la password?
 
Ultimo articolo
Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo

Il Fatto Quotidiano
29 agosto 2010

Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”.

Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”.

Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere.

Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti  stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi.

Leggi tutto...