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Cherasco e Correggio. Il bello della provincia. E Beppe Grillo PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa   
Monday 13 July 2009

Grande paese l’Italia. E non solo perché Renzo Bossi alla fine, al quarto tentativo, si prende la maturità, suscitando i pubblici epinici del padre. Roba epica, non c’è dubbio. Ma proprio per la qualità diffusa di tanta società operosa e progressista. Sono stato a Cherasco, in provincia di Cuneo, dove Milena Gabanelli (simpatica, civile, per nulla tronfia) ha ricevuto il premio intitolato a Gina Lagorio, la quale a Cherasco dedicò fatiche (letterarie) e giusti riposi. Verso Gina io e tutta “Società civile” milanese abbiamo un debito morale grande come una casa, sicché sono stato ben orgoglioso di essere invitato a ricordarla. Ma mi hanno colpito il teatro pieno, l’affetto postumo diffuso tra la gente comune, l’accoglienza riservata alla Gabanelli. In fondo ce l’hanno ricordato anche le ultime elezioni. Anche se cercano di convincerci del contrario, non siamo dei panda, siamo la metà del paese. Che vuol dire tanto. Perché alla fine questo paese lo coloriamo e lo ravviviamo (con tutti i nostri limiti) anche per quelli che lo sfregiano ogni giorno. Provincia mia…Ho davvero scelto la ricetta del successo dei Nomadi. Se vuoi goderti la vita, anche moralmente, devi andare a fare i tuoi “concerti” fuori dalle grandi città, magari in provincia. Così domani sarò con il mio “Album di famiglia” a Correggio, alla festa del Pd, presentato da Paola Vezzani, blogghista timida eppure economista d’eccellenza che è stata anche preside all’università di Modena-Reggio Emilia. Il Gracco mi ha consigliato stasera di tirar fuori un libro da questi viaggi, dice che ho una gran fortuna  a vedere tutte queste cose e persone e forse ha ragione. In fondo se penso a Paola, a suo figlio che a dieci anni faceva imitazioni strepitose di Calderoli, o ad Alfa10 che potrei ritrovare proprio domani, il materiale umano è meraviglioso.

Meno meraviglioso è avere per coordinatore di circolo piddino a Roma un signore accusato di fare lo stupratore in serie. Fa male però Ignazio Marino a lanciare la questione morale. E chi guarda la fedina penale a uno sconosciuto che sta nel tuo circolo? Chi gli chiede (io non glielo chiederei) se ha avuto condanne o processi quindici anni fa? Io credo che non si dovrebbero candidare coloro che sono stati rinviati a giudizio (non solo coloro che hanno condanne definitive) per corruzione o mafia o comunque fatti noti perché riguardanti la cosa pubblica. Penso che se si volesse alzare la bandiera della questione morale bisognerebbe andare pesanti su ciò che si è fatto “sapendo” le biografie; non su ciò che si è fatto essendo all’oscuro.

In ogni caso la vera novità della gara nel Pd non è Marino. Secondo me è Beppe Grillo. Che non è folcloristico per niente. E’ un pezzo di progetto, almeno per come si è battuto sui diritti ambientali e del consumatore. Datemi retta, la sua candidatura, se riuscirà a proporla formalmente, rivoluzionerà tutto l’impianto delle primarie e scuoterà alle fondamenta il Pd. Io non lo voterò (farò il mio outing nei prossimi giorni) ma la sua candidatura non può essere accolta con fastidio, come politica da circo. Anzi bisognerà considerare che si tratta di un personaggio al quale la televisione non ha regalato proprio niente. E dall’altra parte, a destra, c’è il partito del Sud, con Dell’Utri che sembra prendere le distanze da B. Ragazzi, la cosa si fa interessante. Che vi avevo detto? Grande è il disordine sotto il cielo.

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Commenti
Grillo
Scritto da andrea_rm il 2009-07-14 14:48:24
Mi faceva riflettere su un po' di cose la candidatura di Beppe Grillo. Io penso che se Grillo vuole dimostrare di avere buone idee può fare un suo movimento (come in parte ha già fatto), presentarsi alle elezioni e chiedere voti con quello. Io comunque non lo voterei, però se vuole candidarsi non bisogna avere paura.  
In più io sono contrario al bipartitismo, credo che il PD debba crescere e costruire qualcosa insieme ad un partito di sinistra (sinistra e libertà?) che raccolga di nuovo quell'elettorato. Ma chi crede nel bipartitismo, chi diceva che Di Pietro doveva sciogliere il suo movimento per entare nel PD, i radicali e i socialisti dovevano fare altrettanto, Vendola e Fava dovevano entrare nel Pd a fare la sinistra, insomma tutti nel PD, ecc, perchè adesso rifuta proprio Grillo? Se a sinistra ci deve essere un solo partito allora spazio anche a Grillo.
Potenza di Sky...
Scritto da alfa10 il 2009-07-13 22:59:28
ho potuto sapere dal Tg regionale della Campania che persino don Antonio Bassolino seguirebbe con attenzione il progetto "Sudd" di Lombardo e Miccicché. 
E, pare, vorrebbe esportarlo nella mia città al posto della coalizione che in questi anni lo ha mantenuto saldamente in sella... 
In quanto a Grillo... 
Egregio, presentasse un programma "vero" e non solo proclami per rompere le giarretelle, come si dice dalle mie parti. 
Se fosse valido, confesso, non esiterei a votarlo. 
Ma solo in quel caso, altrimenti è solo fuffa, altrimenti il coraggio di fare un partito l'avrebbe già avuto. 
E non sarà un caso che sinora non ci abbia provato, perché lo farebbe confrontare con le idee altrui e non so quanto ne uscirebbe vincitore... 
 
Mario Uccella 
 
piesse: ci si vede domani sera a Correggio? Ma si va...

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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo

Il Fatto Quotidiano
29 agosto 2010

Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”.

Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”.

Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere.

Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti  stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi.

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