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Ponteranica: lo specchio d'Italia |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Saturday 26 September 2009 |
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Giornata di manifestazioni. A Ponteranica, prima di tutto, contro la folle idea di revocare l’intitolazione di una biblioteca a un eroe della lotta alla mafia, Peppino Impastato. Perché ci sono i buoni o i santi “locali” da valorizzare. E’ l’ingiuria che si fa legge. Un amico che da quelle parti si sbatte per la lotta alla mafia da quasi vent’anni mi ha annunciato i timori che arrivi Rifondazione e, naturalmente invocando la militanza di Peppino, inondi il paese di bandiere rosse. Spero che non accada e che i numerosi consigli e richieste piovuti in settimana vengano rispettati. Non c’è miglior regalo alla Lega che dimostrare che Peppino era uomo di una sola parte politica. Allora lo fu, purtroppo. Oggi è di un intero paese civile, e ne sarebbe contento. Che ogni volta si debba discutere di queste cose spiega, simmetricamente alle timidezze del centrosinistra, perché siamo ridotti a questo punto. Per la targa a Peppino si è dichiarata per televisione, da subito, mia sorella Rita. E non mi sorprende, nonostante le sue simpatie politiche. Mi amareggia semmai (posso essere sincero?) che quando lei dà prova di volere comunque difendere certi valori e simboli, gran parte del popolo della sinistra la guardi con sufficienza e con sospetto. Anche l’altra sera che ha voluto essere accanto a Claudio Fava e ai Siciliani alla Casa del Jazz a Roma. Claudio naturalmente, o Leo Gullotta, che ha interpretato magistralmente un brano di Pippo Fava, sono stati ben contenti di vederla. Ma un bel pubblico intorno non sembrava proprio. E questa che vuole? Alla fine lei mi ha chiesto: ma perché se vieni a Forum o a Mediaset (succede una volta all’anno, oh…) ti fanno festa tutti e se io vengo nei tuoi ambienti vengo accolta così? Per quel che mi riguarda ha un gran pezzo di ragione. Il mio amico Sergio Vicario sintetizza tutto questo, ironicamente, nello slogan “meno siamo meglio stiamo”. In ogni caso il peggio resta la dichiarazione di Castelli: quella di Ponteranica è una manifestazione razzista contro la Lega. La Lega è una razza? Questa è una bella domanda. Manifestazione a Roma con Salvatore Borsellino. L’agenda rossa, i misteri da sciogliere, i servizi dietro o dentro la strage di via D’Amelio. E manifestazione anche a Fondi, per lo scioglimento del Comune, accusato di infiltrazioni mafiose. In proposito trovo fantastico che il Comune del quale il prefetto chiede lo scioglimento per infiltrazioni mafiose abbia vietato (!!!!) la manifestazione contro se stesso. Si faccia e si mandino a casa quei signori, tra cui un ex poliziotto fattosi politico, naturalmente contro i politici ladri e che non ci danno sicurezza. Io non sarò a nessuna delle tre manifestazioni. All’ora di cena ho un impegno al Porto antico di Genova, alla festa dell’Altra economia: tenere una lezione all’aperto su “I sapori dell’antimafia”, alias sull’economia delle cooperative che nascono sui beni confiscati alla mafia. Devo ancora fare un paio di schemi, poi sarò pronto. Buon sabato a tutti. N.B. Buon sabato una mazza! Ricevo ora la notizia dal mio amico Rocco che proprio stanotte a Ponteranica hanno tagliato l'ulivo della pace dedicato a Peppino. Per sommo sfregio, ancora una volta. Non so se siano leghisti, gli autori. Ma che siano i più bastardi, ma proprio i più bastardi della terra non ci piove. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Per favore connettiti al sito o registrati. |
Garzanti Scritto da felicetta il 2009-09-29 14:21:46 Con la nomina di Gherardo Colombo alla Presidenza di Garzanti Libri la settimana si profila rosea. Aspettiamo sabato (manifestazione a Roma, e non solo a Roma) e poi 'preghiamo' laicissimamente sino a martedì 6 per la decisione della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Trepidazione alle stelle! | Caro Nando, Scritto da simona ravera il 2009-09-27 18:51:47 da Ponteranica a Fondi...passando da Roma...senza ritirare alcuna banconota... E' Piena l'AGENDA della Società Civile che si Muove! E credo che anche Rita, Tua Sorella e Figlia del Generale Tuo Padre, appartenga a questa Società Civile... Quella che... "Il Fresco Profumo di Libertà..." Simona Simona
| Gente di parte Scritto da riccardoorioles il 2009-09-26 18:07:49 Veramente, Peppino era uomo di parte. Era di Lotta Continua ed era nemicissimo della Dc, che definiva tout court partito della mafia (il che dalle sue parti era abbatsanza esatto). Le cose, in effetti, erano più complicate: in Lotta Continua c'erano anche parecchi che poi sarebbero finiti con Berlusconi (e che volevano "comandare" già allora) , e nella Dc palermitana di là a qualche anno il personaggio maggiore sarebbe stato un certo Luca Orlando. Complicato. Il sig. Marx avrebbe detto che la confusione deriva dal fatto che diamo troppa importanza alle ideologie (che lui non prendeva molto sul serio) e poca alla coscienza di classe (non so come si chiami in tedesco, mi piacerebbe citarla così per sembrare ancora più retrò). E questa non deriva dai libri, ma dalla vita quotidiana che si attraversa. In senso larghissimo naturalmente: non è che l'operaio di Milazzo sia per forza "buono" e l'Avvocato di Torino per forza "cattivo" (anche se il milazzese manda molti meno fondi neri alle Bahamas); però un rapporto fra la condizione umana e la collocazione politica c'è, e IMHO non è molto lontano da quello dell'ottocento. Che Rita dalla Chiesa (o il mio amico Fabio Tracuzzi) sia di destra ha la sua importanza, certo: con Fabio ci siamo scambiati bulloni, all'università occupata nel 1969. Ma questo non ci ha impedito, una decina di anni dopo, di occupare insieme un giornale per difendere Pippo Fava. Lui tutto sommato è un buon compagno - penso io - e credo che se glielo chiedeste direbbe "Orioles? Un buon camerata". Non mi ricordo più che cosa volevo dire, accidenti. Sono contento che là ci fosse anche Rita dalla Chiesa. Questo non vuol dire che le perdono di votare (se lo fa) per Berlusconi. Ma questo è un discorso a parte. Là, l'importante è che lei c'era. Perciò ---',@ | Su Rita... Scritto da Pasquale_Pirone il 2009-09-26 17:20:48 ...consentimi di dissentire. Davvero è così incomprensibile il disagio di qualche "jazzista"? Proprio perchè figlia (e sorella) di eroi civili della lotta antimafia ci si sarebbe aspettato in passato qualche morbidezza in meno nei confronti di certi potenti... E poi... si può stare contemporaneamente dalla parte dell'antimafia e degli amici di Mangano e Dell'Utri? Che poi Rita meriti umana simpatia e rispetto anche perchè figlia (e sorella) - e perchè in sè è una gradevole e brava professionista dello spettacolo - è un'altra questione... E' come dire che la Colli, in quanto ex leader femminista e moglie di un mostro sacro come Gaber, dovrebbe suscitare solamente rispettose simpatie. Il paragone è assai rozzo, ma ci può stare.
| Specchio delle mie brame.... Scritto da robertoli il 2009-09-26 16:46:47 Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bastardo del reame? “Caro Nando, non nascondo che il primo è uno a tutto tondo. Se, però, mi guardo intorno pria che faccia qui ritorno il mio sguardo già ne vede dalla testa fino al piede un bel gruppo ch’è giulivo per aver morto l’ulivo. Ma i bastardi non lo sanno che altre piante cresceranno, uomini e donne, qui e là, che ameran la Libertà. Per bastardi e per lor seghe, per stallieri e per sue beghe, un prezzo esoso è stato estorto, ma or non fatevi quel torto. Quella targa rispettate, ed i figli poi ascoltate. Verrà un tempo e in Libertà, vi diran: “Eri un bastardo, Papà?”
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo |
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Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2010 Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”. Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”. Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere. Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi. |
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