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Ciancimino jr, gli insegnanti milanesi e Tyson il ballerino PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa   
Thursday 04 February 2010

Insomma: se B., parole sue, strozzerebbe chi fa film o scrive libri sulla mafia (il sottoscritto ringrazia commosso), il suo governo invece pare fondamentalmente affaccendato nella difesa di Cosa Nostra. Che diavolo non si inventerebbero ormai, per sottrarre la mafia ai processi… E’ stupefacente quel che sta accadendo. Ed è impressionante, da brivido direi, il vero quadro dei rapporti tra mafia e politica che emerge da questa ossessione di correre in soccorso ai clan e ai loro complici. D’altra parte sono anche da brivido i racconti di Massimo Ciancimino. E anzi, siccome molti me lo chiedono in privato, vi dirò che io a quel che dice Ciancimino jr ci credo. Forse, anzi probabilmente, omette qualcosa; ma quel che dice ha l’aria di essere vero quasi dalla a alla zeta.

Però non arrendiamoci. In verità vi dico (accesso di megalomania…) che il Paese si accinge a trovare dentro di sé le risorse per dare una risposta grandiosa a questa offesa alla sua storia. Molti i segnali, e incominciano a coglierli in tanti.

Dello Spazio Melampo straripante già vi ho detto. Ma anche al liceo scientifico “Marconi”, sempre a Milano, l’altro ieri pomeriggio ho trovato l’aula magna piena e attentissima. Ci sono stato invitato con Umberto Ambrosoli, nell’ambito di un progetto educativo fondato sui film sulla legalità. Si noti: era orario extrascolastico, eppure i ragazzi c’erano. Promette bene assai pure il maxiseminario degli studenti di Scienze Politiche (quanto hanno sudato, i meravigliosi tapini, per organizzarlo!), che partirà martedì prossimo.

Mentre il prossimo venerdì 12 febbraio è previsto un importante appuntamento per gli insegnanti lombardi. Ci sta lavorando con cuore e cervello il mio amico Giuseppe Teri insieme a diversi suoi bravissimi colleghi. E’ un “Convegno regionale di formazione e aggiornamento per insegnanti e operatori socio-educativi” con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. Titolo: “Mafia, corruzione e illegalità. Le ipoteche sulla storia italiana”. Promuovono Libera e il Coordinamento delle Scuole milanesi per la legalità e la cittadinanza attiva (Virgilio, Volta, Severi, Leonardo da Vinci), in collaborazione con il Corso di “Sociologia della criminalità organizzata” dell’Università Statale. La prima sessione si svolgerà nell’aula 11 di Scienze Politiche (avanti tutta!). Si aprirà alle 9 e chiuderà alle 19, tratterà della storia della mafia nel periodo repubblicano e del rapporto tra storia e memoria, con interventi, tra gli altri del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, di Benedetta Tobagi, di Aldo Giannuli e del sottoscritto. La seconda sessione del Convegno si terrà il sabato successivo presso l’Aula magna del liceo Virgilio in piazza Ascoli e verterà specificamente sulla qualità dei progetti educativi (vedi il programma su www.libera.it).

Il guaio è che mentre si riflette sui progetti educativi non solo governo e parlamento fanno quel che stanno facendo, ma la Rai ci mette pure del suo. Qualche sera fa si è consumato un autentico scempio a “Ballando sotto le stelle”, trasmissione dal format vecchio ammuffito ma maledettamente nuova quanto a spregiudicatezza. Ma ti pare che non fanno andare in video come simpatico ballerino Mike Tyson, ossia uno che è stato condannato a dieci anni per stupro e che ha azzannato l’orecchio a un suo avversario? La biondina è impazzita per la rabbia e faceva giuste domande. Ma che idea hanno del servizio pubblico i cialtroni che prendono queste decisioni? Va bene escludere Morgan da Sanremo perché si professa un habitué del crack (e che qualcosa non andasse si capiva dai suoi interventi televisivi…). Ma Tyson? Chi lo ha chiamato? Quanto lo hanno pagato? Ci sono interrogazioni parlamentari al riguardo? Dio salvi l’Italia. E noi diamogli una mano. Anzi due.

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Commenti
Scritto da cla il 2010-02-06 17:35:31
La notizia del balletto di Tyson è passata sotto traccia. Secondo me vergognosamente. Ormai siamo abituati al peggio infiocchettato a mo' di pacco regalo. E poi ci si domanda perchè la gente non paghi il canone o lo paghi di malavoglia... Ma io devo pagare per vedere un criminale travestito da orso bolso e tattuato?!  
Quanto a Morgan. Intanto chi sei e chi ti credi di essere? Ti piace crederti genio, ok. Fatti tuoi. Quando ti vedo sul tuo scranno a fare il professorino io cambio canale. Ma gusti personali a parte credo che non sia corretto sdoganare l'idea dell'artista maledetto se ciò significa sdoganare l'idea "droga è relax", "droga è abitudine". Le fragilità umane sono parte della vita ma certe fragilità non siano almeno un esempio.
Suggerimenti
Scritto da cerere il 2010-02-04 14:55:41
Da semplice utente dopo anni di assidua protesta (epistolare) , gestione Riotta,ho cancellato il servizio. Bene per me, ma leggo che le cose sono ancor piu' peggiorate.Cosa rimane da fare agli individui per un cambio di rotta in questo osceno servizio "pubblico"? Suggerimenti?
Pessimismo politico
Scritto da concy il 2010-02-04 14:09:06
Si i segnali che una bella Italia civile esista ci sono..purtroppo mancano i segnali di una caduta di questo governo(e non dite che non l'avevo detto..). 
Da quanto ci illudiamo che le manifestazioni,gli scandali,le sentenze lo mandino a casa e invece lui imperterrito continua a governare e fare leggi? 
 
Ormai penso che se sentirò dire "berlusconi è caduto" sarà solo per il rialzo nei suoi tacchi...

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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo

Il Fatto Quotidiano
29 agosto 2010

Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”.

Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”.

Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere.

Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti  stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi.

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