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Storie italiane. Basaglia, Velardi e Nobili |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 08 February 2010 |
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Be’, stasera la prima puntata (la seconda è domani) di Rai 1 sulla storia di Franco Basaglia mi è sembrata veramente bella. Una specie di miracolo in questo bazar-suburra rigonfio di oscenità e offese al comune senso del pudore civico che è la “nostra” televisione. Ho avuto qualche brivido mentale rivedendo quella storia. Perché ogni scena consentiva di misurare come la civiltà, nonostante tutto, qualche grandioso passo in avanti l’abbia fatto. I manicomi, l’elettrochoc, le istituzioni totali come fossero noccioline. E’ stata pure un’occasione per ridare dignità al famigerato ’68. E anche per pensare a quanto possano essere grandi le storie che appaiono normali (o solo diverse e coraggiose), sol che si decida di raccontarle e di dotarle di un contesto. E’ quel che mi sta accadendo con le storie (certo, assai minori di quella di Basaglia) che mi sono impegnato a raccontare per il Fatto ogni domenica. Spesso i protagonisti mi confessano di essersi letti con stupore, perché nessuno gli ha mai fatto immaginare che il loro impegno meriti di essere raccontato; di leggere di se stessi come se si trattasse di altre persone. Il problema, secondo me, è che siamo poco generosi; e dunque difficilmente siamo disposti a riconoscere la grandezza in chi non è famoso. E ancor meno a raccontarla. Non vorrei essere generoso invece con Claudio Velardi, ex lothar dalemiano e recentemente assessore alla cultura di Bassolino (al computer: non ho detto Sassolino!). Il quale ora cura l’immagine della Polverini in Lazio e (giusto sul Fatto di oggi) afferma anche che “sarebbe un onore” se B. gli chiedesse di lavorare per lui. Purtroppo, ammicca Velardi, B. è un mago della comunicazione e quindi è difficile che lo chiami. Minchiazza, direbbe il mio amico Lillo e io ripeterei con lui. Mica male. Velardi spiega anche che nel 2004 o 2005 guadagnava 400.000 euro l’anno. Complimenti, senza invidia. Gli affari dell’azienda andavano bene, si vede. Non so che azienda-Re Mida sia, ma è un mio limite. Sarò generoso invece con Alberto Nobili, uno dei migliori magistrati italiani, che martedì sera terrà la relazione al corso di formazione “Scuola Antonino Caponnetto”- Libera allo Spazio Melampo. Pare che ci sarà la diretta tivù su questo Blog (intanto potete trovare la prima serata in video sulla “mia tivù” -cliccare sulla colonna a sinistra-). A Milano il movimento antimafia è in piena effervescenza, in misura inversamente proporzionale alle istituzioni. Martedì inizia alle 17.30 anche il seminario studentesco a Scienze Politiche mentre venerdì mattina inizia, sempre a Scienze Politiche, il convegno degli insegnanti lombardi. E nelle scuole è tutto un fiorire di incontri. Domani i miei studenti mi daranno le loro riflessioni sulla prima parte del corso. Sono molto curioso. Naturalmente i giornali tutta questa materia viva manco la vedono. Così ne scriverò per il Fatto (ovvio) e in forma più ricca e sociologica su Narcomafie. Che farà un numero speciale per il 20 marzo. E a chi mi chiede che cosa ci sarà il 20 marzo gli rifilo un manrovescio sul coppino. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Per favore connettiti al sito o registrati. |
Milano ha detto NO alle mafie... Scritto da simona ravera il 2010-02-12 22:58:18 e si è Mobilitata! Sala Alessi di Palazzo Marino era strapiena. E, com'era Naturale prevedere Nando, una spanna sopra tutti... "Chi Guida una Città ha come Primo Dovere di Difenderla!" E Il Corso di Formazione Popolare và proprio in quella direzione! La Nuova Parola d'Ordine: Dopo la Resistenza, la Ricostruzione. Grande Giulio Cavalli che ha ricordato l'art. 4 della Costituzione e di come l'Indifferenza sia, dunque, Incostituzionale. Alberto Nobili, Magistrato, è stato Pragmatico. Veltroni & Co. Ingessati e Retorici, quasi Insopportabili. A presto, Simona
| segue... Scritto da baol il 2010-02-12 15:49:25 la "città dei matti" (bella) e... il paese degli sciacalli! e poi chiamiamo sciacalli quelli che rubano tra le macerie per disperazione e fame...come dovremmo chiamare gli imprenditori che ridono e godono della ditruzione e del lutto? | che schifo! Scritto da baol il 2010-02-12 15:46:15
| Storie italiane Scritto da alfa10 il 2010-02-12 12:27:32 Mentre scoppia uno scandalo che rischia di travolgere la Protezione Civile e il suo capo-plenipotenziario, con riflessi di sponda pure sul governo di B, ecco che il segretario del PD, il cosiddetto più grande partito d'opposizione, ci fa sapere che andrà a Sanremo con sua figlia per il festival e che la tv di partito, YouDem, farà financo un programma sul dopofestival. Perché? Perché Bersanuccio vuole stare tra la ggente. Solo che la "ggente" che va a Sanremo non è assolutamente il paese reale. Perché Bersanuccio non fa cinque serate sui tetti dell'Alcoa, della Fiat di Termini Imerese, con collegamenti live per YouDem? Eh? Perché non li fa? Quello è il paese reale, mica le signore impellicciate delle poltrone vip o i fan di Cassano che beccherà 150.000 euri per fare una comparsata magari a fianco di Povia che canta sulle ceneri di Eluana Englaro... Bersani, fallo il beau geste! Fallo, perché oramai non rappresenti più nessuno, e te lo dice un tesserato. Tu non mi rappresenti! Mario Uccella | C'è chi dice NO! Scritto da simona ravera il 2010-02-09 08:47:32 Venerdì 12 Febbraio a Milano. Palazzo Marino, Sala Alessi, ore 17-20: MOBILITAZIONE CONTRO LE MAFIE. Con Nando dalla Chiesa, intevengono, tra gli altri: Alberto Nobili, Magistrato ( stasera Spazio Melampo per la seconda serata di formazione); Giulio Cavalli, attore e candidato indipendente Idv ed altri... A presto, Simona | Lacrime e gioia Scritto da robertoli il 2010-02-08 23:11:01 E’ finita anche la seconda serata dedicata a Franco Basaglia ed alla sua follia. Lacrime e gioia; emozioni complementari, che si sono succedute per due ore e mezzo. Una sola, terribile, immagine (che ha i colori dell’oggi): in un intervallo, Bruno Vespa che annuncia “Porta a Porta”. Grazie a chi ha abbattuto i cancelli, a chi ha divelto un finestrone per far uscire un cavallo. Quanto ancora sopporteremo le “Porte”?
| E non a caso Scritto da alfa10 il 2010-02-08 12:32:16 Lo Cascio è stato un magnifico Peppino Impastato ne "I cento passi" sempre di Giordana. Come si vede, tutto torna. Tutto interconnesso in una grande Rete. Mario Uccella piesse: il verso finale del commento precedente è una citazione di "Nuntereggaepiù" di Rino Gaetano. A scanso di equivoci possibili non si volevano rimpiangere le P38... | Come avrebbe detto Totò Scritto da alfa10 il 2010-02-08 12:27:28 il ragazzo ci ha provato... Se mi fosse stato più vicino... Il tanto vituperato servizio "pubblico", a prescindere dai Minchiolini e dai tanti servi con o senza tessera, ogni tanto tira fuori dal cilindro il classico coniglio e, in mezzo al pattume infila perle di questo genere, come già fece per la riduzione a puntate de "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana, che non fosse nato come film per il cinema, avrebbe potuto essere tranquillamente uno dei gloriosi sceneggiati o riduzioni sceneggiate dei classici della letteratura che abbondavano nella televisione in bianco e nero dei Bernabé. A tal proposito, ci vorrebbero più "Gregorettate" (tali vennero considerate le trasmissioni "particolari" alla Gregoretti dopo che il regista, all'inizio della carriera, mise in scena una particolarissima riduzione del "Circolo Pickwick" di Carlo Dickens, come ancora lo chiama lui, con lui che dialogava con i personaggi e interveniva sulla scena in abiti moderni) come questa che presunti talent show governati dalla logica del televoto. Ma tant'è. Vorrà dire che pure per quest'anno si sono guadagnati il pagamento del canone... Mario Uccella piesse: Fabrizio Gifuni (non a caso uno degli attori de "La meglio gioventù") è sicuramente uno dei più versatili attori che abbiamo in Italia. A vedere la messa in scena ci si aspettava di vedere spuntare da un momento all'altro Luigi Lo Cascio - che si professava, nel film, appunto allievo di Basaglia. Ah, il '68, il '48, le P38... | Scritto da marina il 2010-02-08 10:59:45 Sì, Nando, bellissima "la città dei matti". Da brivido e da commozione. | ESTOTE PARATI Scritto da robertoli il 2010-02-08 06:30:28 Ragazzi, non lo fate “incacchiare”: il 20 marzo (ve lo ricordo, quando ancora lui sta dormendo), a Milano ci sarà la MANIFESTAZIONE NAZIONALE di LIBERA. Se quello, già prima del ’68, fosse stato un Professore e uno si fosse trovato a balbettare su una domanda di questo tipo (ve lo dico io), si sarebbe visto rendere, in malo modo, il Libretto (e con un frego, anche!).
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 11 February 2010 )
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo |
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Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2010 Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”. Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”. Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere. Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi. |
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