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In libreria |
Come è potuto accadere che la 'ndrangheta si sia insediata alle porte di Milano? Come è potuto accadere che Buccinasco, la «Platí del nord», ne sia diventata una delle capitali? |
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Un Pellegrino per Previti |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Sunday 29 October 2006 |
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Giuro che se mi avessero detto che un giorno un avvocato dei Ds sarebbe diventato il difensore di Cesare Previti nella sua causa contro il parlamento della Repubblica, non ci avrei creduto. E se mi avessero detto di pensarci bene perché uno che l’avrebbe potuto fare c’era, allora sì, un nome solo mi sarebbe venuto in mente: Giovanni Pellegrino. E infatti così è andata a finire. L’avvocato ex senatore ha detto di sì a Cesarone Previti. Gli darà lui una mano per ottenere ragione contro l’idea balzana che una condanna definitiva possa sbalzarlo fuori dal parlamento, per via di quella fastidiosa “interdizione dai pubblici uffici”.  Grande Pellegrino! Lui dirà (volete scommetterci?) che lo fa per garantismo, perché è il più garantista di tutti, perché anche il peggior soggetto del mondo ha diritto a un avvocato. Vero. Solo che non mi pare che Previti abbia bisogno proprio di lui come avvocato, visto che ne ha quanti ne vuole. Il suo problema non è restare “senza”. Il suo problema è avere una copertura politica, che è altra cosa. E Pellegrino ha deciso di dargliela, mettendo nella stessa marmellata di identità e di ragioni il simbolo della più indecente legislatura della storia repubblicana (nel senso che era lui a dettare al parlamento, in base ai suoi tempi giudiziari, le leggi ad personam) e il proprio partito, che è anche il maggiore partito del centrosinistra. Ora si capisce meglio l’idea di politica e di morale politica che ha guidato per anni l’azione istituzionale dell’ex presidente della commissione stragi. Un presidente che personalmente ho sempre criticato per una gestione inaudita: fatta di colpi di teatro, di “rivelazioni” che si sgonfiavano in un attimo, e di tante insinuazioni gratuite (non sarei onesto se non ammettessi che questo è stato all’origine della mia critica) contro il generale dalla Chiesa. Ricordo l’ultima legislatura. Zero (dico zero!) ore di commissione sulla strage di Bologna, ossia la più grave e misteriosa di tutte. Quasi nulla su Brescia. Ore e ore contro il generale. E un interrogatorio al limite dell’insolenza contro Ferdinando Pomarici e Armando Spataro, i due magistrati che, con un senso del dovere che non abbonda da queste parti, invece di abbandonare al suo destino il generale morto, si erano presentati davanti alla commissione per fugare, sulla base delle loro memorie dirette, le insinuazioni sparse a piene mani (leggete i verbali stenografici, sono un documento agghiacciante). Dovetti portare più di cento firme di deputati di tutte le idee da Ciampi per fermare quella vergogna. E, visti i brillanti risultati, la Commissione Stragi è stata chiusa. Esattamente come ha rischiato di essere chiusa la Commissione antimafia dopo l’esperienza dell’ultima legislatura. Be’, che dire davanti alle ultime notizie? Tutto si tiene.
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la palude Scritto da arrabbiatonero il 2006-11-21 18:19:33 Mi pare che una volta, tanto tempo fa...si parlava.... ne parlavamo anche insieme....di una palude nella quale stava sprofondando la nostra bella Italia...ecco mi pare che questa vicenda sia una ulteriore conferma che non solo la palude non è stata bonificata, ma che si è ingrandita e rischia di ingoiarci.....resistere, resistere, resistere | Dubbio Scritto da Andrea il 2006-11-01 11:58:24 Non riesco a capire se il c.d. Partito democratico nascerà per salvare Berlusconi e i vari servi del padrone o se è Berlusconi con i vari servi del padrone che favorirà la nascita del Pd. Io ogni caso questo Pellegrino dovrebbe essere silurato dalla segreteria DS da qualsiasi pozione occupi. Cosa aspettano? ah già, è vero, la legge elettorale ha permesso a loro stessi di metterlo lì dove si trova... farabuttti!!! | Si... Scritto da ki@ il 2006-10-30 22:50:49 ...ma il disegno è eccezionale. | che fare? Scritto da claudietto il 2006-10-30 22:39:34 ..sarà che ragiono un pò per contro-dipendenza ma non vi pare che varrebbe la pena che noi reagissimo di più, di occupare questi ruoli politici dove sguazzano questi tipi. Nando dacci una dritta in più..... | garantismo garantismo Scritto da russologu il 2006-10-30 07:54:37 Caro Nando, è proprio vero che spesso ci riempiamo la bocca con il garantismo. Sono d'accordo con te, e pensare che il presidente della Provincia di Lecce passa per una persona di buon senso e poco politico. E'una delusione E come non aver capito nulla della politica e dei politici italiani di questi ultimi anni (15-20).Vorrei vedere qualche garantista che difende la tv Europa sette che da parecchi anni, avendo speso molto denaro, ha vinto una gara per avere la concessione che occupa rete 4. Cordiali saluti Matteo |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 30 October 2006 )
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Ultimo articolo |
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Enrico, il sindaco moralista con la passione (politica) della bicicletta |
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Il Fatto Quotidiano, 12.5.13
Bel tipo, l’Enrico. Alto, deciso, dinoccolato. Fosse nato in
Arizona avrebbe fatto lo sceriffo buono. Invece è di Settala, sud di Milano
verso Lodi, uno dei più grandi polmoni verdi della provincia. E quindi fa il
sindaco; buono, naturalmente. Schierato a difesa dell’ambiente (“noi siamo un
baluardo del Parco sud”), tifoso del traffico sostenibile e delle piste
ciclabili, ciclista per passione e per scelta politica. “Altro che auto blu dei
sindaci. Una bella bicicletta. Così fra l’altro vivi di più tra la gente, ti
vedono, ti chiamano, e tu stai a sentire. E poi vedi più da vicino i problemi.
Stamattina per esempio me ne sono andato in giro per osservare le condizioni
del nostro arredo urbano nella frazione di Caleppio, la più popolosa di
Settala, e per controllare lo stato dell’erba, l’altezza delle siepi”. Settala
ed Enrico Sozzi sono tutt’uno. “Già, ormai sono uno dei pochi indigeni, mio
padre faceva il contadino meccanico, guidava il trattore, mia madre ha fatto
per trent’anni l’operaia alla Galbani, reparto salumificio. E io, figlio unico,
ho lavorato come operatore meccanografico alla Siemens; anche da assessore e da
vicesindaco, usando le mie trenta ore di permesso mensili”.
Ha sessant’anni e sembra un ragazzo, questo Gianni Morandi della politica
locale. Fa l’amministratore dall’85, quando venne eletto consigliere comunale e
diventò subito assessore allo sport e alla cultura, per avere poi stabilmente
la delega al bilancio, perché Enrico è uno di quegli amministratori che sa fare
i conti e che non buttano via un euro. D’altronde, oltre a quella per l’ambiente,
ha la passione della legalità. Se ne accorsero tutti durante una memorabile
sfida calcistica giocata nella notte dei tempi. Una partita tra la Settalese e
lo Zelo Buon Persico. L’Enrico era il capitano della Settalese (“mi diedero la
fascia già a diciannove anni, dicevano che ero il più equilibrato”). La squadra
volava verso la vittoria decisiva per 2-0, quando gli avversari segnarono su
punizione a venti minuti dal termine. Solo che il pallone venne trovato fuori
campo. Niente gol. Finché, fra la costernazione dei dirigenti, l’Enrico andò
dall’arbitro a dirgli che il pallone era uscito da un buco della rete. Per
fortuna finì 2-1. Ancora oggi qualcuno ricorda quell’episodio quando sente il
sindaco scagliarsi contro ogni forma di indulgenza verso i corrotti o la
criminalità organizzata. “Dicono che i mafiosi mica ce l’hanno scritto in
fronte di esserlo. E invece io ricordo un’assemblea nazionale dell’Anci nel
1990 a Cagliari. Mi presentarono un
pezzo grosso di Buccinasco o Corsico e io dissi ‘ma quello è un mafioso’. E
almeno stando ai guai giudiziari di quel signore avevo ragione io. Altro che
far finta di niente”.
Oggi il suo rovello di sindaco è il patto di stabilità. “Ma le pare? Siamo tra
i 143 comuni più virtuosi d’Italia, abbiamo speso tutti i residui passivi,
abbiamo in banca 8 milioni e 700mila euro e non li possiamo spendere. Ma sa quel
che si potrebbe fare, il lavoro che si potrebbe mettere in circolo? Nei giorni
scorsi ho incontrato i bambini delle elementari e delle medie. Mi hanno chiesto
perché non si fa un parco giochi, perché l’erba è così alta. E io gli ho
spiegato l’assurdità. E sa che cosa mi ha detto alla fine un bambino? ‘Allora
vuol dire che il governo vuol male ai comuni’. Come spenderei quei soldi? Fosse
per me rifarei prima di tutto la scuola elementare, ormai è obsoleta, mentre le
due materne son più nuove, le abbiamo fatte noi senza chiedere un cent a
nessuno. Rimetterei a posto l’arredo urbano, dedicherei risorse alla
manutenzione del verde, visto che siamo uno dei comuni più estesi di Milano,
diciotto chilometri quadrati, pensi che Sesto San Giovanni sono undici. Mi fa
male vedere le cose in disordine. E comunque noti che riusciamo lo stesso ad
assicurare tutti i servizi essenziali ai più bisognosi. Anzi, abbiamo offerto
ai cittadini un servizio di assistenza fiscale gratuito per la dichiarazione
dei redditi. L’hanno usato circa 1300 persone”.
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