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Martedì 9 febbraio alle 21 prosegue a Milano il corso di formazione popolare sulle organizzazioni mafiose in Lombardia. Il tema della seconda serata è: Da Tangentopoli agli anni dell’Expo. La storia delle organizzazioni mafiose a Milano e in Lombardia/2. Interviene insieme a Nando dalla Chiesa Alberto Nobili. 

Qui tutte le informazioni e il programma completo 



LE PRESENTAZIONI 
di
ALBUM  DI  FAMIGLIA 
di Nando dalla Chiesa 
(Einaudi)

Sabato 6 febbraio
alle 16 a Casalmaggiore (Cr) presso la Biblioteca civica
Anton Enrico Mortara
in via Marconi 8.



Hanno detto...
 

(L’Indice, Adriano Sansa, settembre 2009)
Un libro di amore e di morte. Dove la memoria non è ripiegamento, ma prima di tutto vigoroso richiamo dei fatti: la testimonianza è diretta e precisa. Corroborata da una scrittura chiara, capace di misurarsi con i temi più difficili; ed è come in poesia, là dove Saba ci ricordava che la rima fiore/amore è la più antica e difficile del mondo (…) Aggiungo di aver letto veramente con desiderio, di giustizia, di decenza, di buone maniere perfino, stentando a chiudere il libro alla fine di un qualunque capitolo”.

(Internazionale, Yasemin Taskin,
16/22 ottobre 2009)
“Nando dalla Chiesa nell’affrontare un colloquio intimo e delicato con i suoi cari ci fa ripercorrere un pezzo di storia italiana. (…) Questo senso dello Stato non sembra sterile romanticismo, ma una realtà vera, vissuta con un’adesione assoluta. Quelli descritti da Dalla Chiesa sono valori che tengono saldamente insieme sia la famiglia, sia la fede nell’impegno civile. E questa è la storia di un’altra Italia”.

(l’Unità, Roberto Carnero, 10 maggio 2009)
“In tempi in cui sulla parola ‘famiglia’ si fa spesso una retorica insopportabile, leggere questo ‘Album di famiglia’ di Nando dalla Chiesa fa bene al cuore e all’intelletto. Un’idea di famiglia, prima di tutto e al di là delle definizioni, come luogo dei sentimenti, o, meglio, di un’educazione ai sentimenti. Il libro, bellissimo e a tratti struggente, è caratterizzato da una struttura molto originale, a metà tra romanzo e raccolta di racconti. (…) Un libro tra memoria e poesia. L’educazione sentimentale e civile di Nando dalla Chiesa”.

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Scuola di Formazione Politica "Antonino Caponnetto". Al 12 luglio!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa   
Wednesday 04 June 2008

Evvai! Il grande incontro di Follonica si è concluso addì 2 giugno festa della Repubblica, in una mattinata scolorita ma pimpante di reciproche promesse. E ha onorato la festa medesima con due splendide novità. Che mi sarei affrettato a mettere già lunedì sera su questo Blog se non avessi dovuto compiere ieri la mia prima missione genovese per prendere visione di compiti, situazione, prospettive. E’ andata benissimo (crepi il pessimismo…), ma su Genova avremo modo di tornare. E dunque dedichiamoci a Follonica. Giudizio generale? Dal punto di vista logistico-organizzativo, un’esperienza da fisico bestiale. Una vera lotta per la sopravvivenza, roba da fare impallidire il più incallito darwiniano. Stampatevi ben in mente questo nome: villaggio “Orizzonti” di Follonica, località Perelli, Riotorto. E stampatevelo a futura memoria anche a beneficio di amici e parenti. Dunque, vi racconto che cosa è successo a me. La prima notte mi sono svegliato (dico: svegliato, come quando il mio cockerino biondo mi piazzava i suoi bisogni accanto al letto) per la puzza di fogna che veniva dal bagno, così da dovermi barricare con la consorte sbarrando ogni canale aereo che conducesse alla mia stanza. Proteste mattutine, nuovo bungalow, la consorte fa la doccia e si accorge con raccapriccio che non esiste l’acqua calda. Per farla breve, al quarto bungalow assegnatoci (con trasbordi di masserizie) ci siamo potuti fermare. Quanto al cibo, direi che in caserma si mangia meglio. Lì nessuno deve dire con ore e ore di anticipo che menù vuole (comunque a rischio di non trovarlo); nessuno viene sgridato dal sergente se ha qualche sacrosanta rimostranza da fare, come capita in quel villaggio ai clienti che abbiano l’ardire di fare notare qualcosa allo squisito gestore del ristorante; e poi quel che sia chiama “rancio” è di norma più buono e più abbondante. Vi chiederete come abbiamo potuto restarci circa tre giorni. Ottima domanda. Così come io mi domando chi abbia potuto rilasciare a una cosa del genere un “quattro stelle” di garanzia.

Fatto sta che la voglia di conoscersi, di stare insieme e di fare qualcosa di buono è stata tale che abbiamo superato ogni ostacolo. Eroici blogghisti! Pensate a cosa sarebbero capaci di fare se fossero trattati come i calciatori… Morale: abbiamo deciso di dar vita a un magnifico quotidiano telematico, con tanto di video e collegamenti periferici, diretto -ma sissignori!- dal leggendario Riccardo Orioles, con collaborazioni e redazione di cui vi diremo. La testata è già disegnata ma verrà resa nota solo a fine settembre, quando i preparativi saranno conclusi. Per la parte tecnica è già al lavoro la scoppiettante Classicaviva (ragazzi: che bello vedersi tutti in faccia, dare una fisionomia a tutti i nomi…). Il quotidiano non si sovrapporrà a questo Blog, sia chiaro. Anche se tutti abbiamo convenuto che lo stesso Blog debba aprirsi a qualche nuova tennologia (ma che fai, parli come B? sì, perché?).

In secondo luogo abbiamo deciso di dar vita a una scuola di formazione politica intitolata ad Antonino Caponnetto, il giudice che fece instancabile apostolato civile negli ultimi anni della sua vita. “Antonino Caponnetto” per dire con un solo nome -senza possibili dubbi per nessuno- quali sono i valori di riferimento: pace, giustizia, solidarietà, legalità, Costituzione, antimafia, democrazia, etica pubblica. Tutto ciò di cui il centrosinistra ha bisogno come il pane e che sembra avere dimenticato, al punto che è diventato perfino difficile trovare chi sia in grado di parlarne con credibilità. Antonino Caponnetto per indicare valori da promuovere e presidiare, non per fare una scuola di formazione legata a questa o quella cordata, senza capire quale ne sia l’anima (ho letto sui giornali che hanno fondato una scuola che si ispiri ai valori liberal, fassiniani e rutelliani; robdematt…). Sul prossimo post vi dirò come funzionerà la scuola. Ora però devo darvi la notizia più urgente, visto che ho già perso due giorni: la Scuola di Formazione Politica “Antonino Caponnetto” sarà aperta e presentata il sabato 12 luglio. Sarà una grande giornata per la democrazia. Stiamo cercando il luogo. Ma intanto segnatevi la data. E vi assicuro che ne trarrete felicità e ottimismo, come è accaduto ai dodici (ho detto dodici?...) blogghisti che l’ultima notte hanno tirato le due tra un bicchiere e un’idea nuova e un po’ di freddo, quando la maggioranza di noi aveva ceduto al sonno proprio o dei propri bambini. A proposito: un grato e partecipe saluto a ragazzi e bimbi sottoposti a tanto cimento! Ci sono sempre i piccoli eroi delle rivoluzioni…

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Commenti
Scritto da il Poeta il 2008-06-06 10:27:30
Il Dramma 
 
Lo stress, 
la selvaggia civiltà  
edonistica/consumistica 
ci fa correre nel vuoto 
togliendoci il sonno, 
immiserendoci  
di regole naturali 
dal nome conquiste sociali, 
scotto da pagare! 
Insegnare, oggi, 
nella disordinata scuola  
si perde la bussola  
e l’AMORE  
generato nella gioia del pianto,  
pianto amaro  
per il resto del vivere…  
Scritto da il Poeta il 2008-06-05 22:05:37
marylory,5 Jun 2008, 20:59 ] 
Telecom Italia è una delle aziende più indebitate, con l’azione precipitata a 1,391 euro, una prospettiva di crescita zero nei prossimi due anni, il peggiore andamento di borsa del settore. Nel 1999 Telecom avrebbe potuto comprarsi Vodafone e forse anche Telefonica, la sua probabile futura padrona. 
Bernabè, l’attuale amministratore delegato, fu cacciato da D’Alema che regalò ai capitani coraggiosi la più grande azienda del Paese usando lo strumento del leveraged buyout. Suonava bene. Voleva dire che Telecom veniva comprata a debito. Colaninno e Gnutti i soldi non li avevano e indebitarono l’azienda per poterla comprare. Il merchant banker D’Alema si fumò così il più grande asset del Paese. 
Telecom si poteva ancora salvare se nel 2001 non fosse arrivato il tronchetto dell’infelicità. Se i capitani coraggiosi avevano le pezze al culo, lui disponeva solo di un tanga usato dall’Afef. Il tronchetto diventò padrone di Telecom con la complicità delle banche con solo lo 0,11% di proprietà. La sua gestione ricorda Attila. Esternalizzare, vendere. Vendere parti dell’azienda, da Telespazio alle consociate estere (mentre i concorrenti investivano nei Paesi emergenti) e tagliare servizi per distribuire utili, stock option e i più alti stipendi in Europa nel settore. La security Telecom è finita in galera per spionaggio (uomini fidati del tronchetto), mentre Adamo Bove, che stava collaborando con la Procura di Milano, scivolava da un cavalcavia. Ma questa è un’altra storia su cui ritornerò. 
Ieri siamo arrivati a un primo epilogo di questa colossale distruzione di valore con l’intervista di Bernabè al Financial Times e l’annuncio di 5000 licenziamenti come antipasto. Il pranzo sarà ben più consistente. Bernabè ha dichiarato che taglierà i costi di struttura del 40% nei prossimi anni. A quanti dipendenti corrispondono? Diecimila? Ventimila? Bernabè ha una patata bollente in mano. Se non licenzia fa la fine dell’Alitalia. Ma le decine di migliaia di famiglie che finiranno, e in parte sono già finite, in mezzo a una strada chi devono ringraziare? 
Quando il tronchetto chiuse la sua straordinaria avventura in Telecom disse: “Se si guarda i risultati per Pirelli, forse non valeva la pena correre l’avventura Telecom. Ma il bilancio professionale è positivo”. Il bilancio professionale è quello del management, da Ruggiero (17,277 milioni/€ 2007) a Buora (11,94 milioni/€ 2007), ora consigliere di Impregilo (sic), e a quello del tronchetto in particolare. Pirelli-Telecom gli hanno infatti versato, dal 99 al 2007, 295 milioni/€ di stock option e stipendi. 
Buora, a una domanda sulla sua maxi retribuzione, ha risposto di essere del tutto indifferente: “Non mi interessa”. 
A me invece interessa e credo che interessi a tutti coloro che sono stati licenziati e verranno licenziati. Credo che interessi alle loro famiglie, ai mutui che non potranno più pagare, ai figli da mantenere. Credo che ci sia un grande, grandissimo interesse, da parte di migliaia di italiani sui motivi dell’arricchimento dei manager Telecom che hanno distrutto la società. Un interesse tale da meritare una class action contro il precedente consiglio di amministrazione di Telecom. 
Ogni persona licenziata che vuole aderire può scrivere al blog. 
Non può piovere per sempre! 
 
 
dal blog di grillo 
 
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Poesia è AMORE! 
 
AMORE  
nell’infinito oceano  
di parole vergate  
in tutte le salse 
dal centro di gravità 
della Riflente 
spaziante in tutti i sensi 
della storia 
che ogni giorno  
gira attorno al sole 
alla ricerca dell’amplesso 
AMORE 
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Desiderio 
 
In tutti i sensi… 
Sempre desiderio… 
 
Parole colorate, 
musica infernale… 
 
Amami, 
Amami o bisogno di te… 
 
AMORE 
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Le nuvole 
 
Guardo il cielo  
m’ispiro di poesia… 
La Dono 
a chi l’accoglie 
per un sorriso 
alla Vita, 
senza tema 
del domani… 
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Due anime una capanna 
 
L’infinito attimo, 
Dei,  
pazzerelloni scoppiettanti 
al focolare: 
la notte nel Sole 
di giorno AMORE… 
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L’incontro 
 
Dialogo d’Amore 
si sciolgono le paure 
scorrono le ore… 
Fuori c’è freddo 
in noi AMORE
Ehi!
Scritto da Piccola il 2008-06-05 22:03:06
Bentornati a tutti!! 
Che bella esperienza.. 
Spero di incontrarvi presto anche io.. 
Scuola di Formazione Politica "Antonino Caponnetto"?? 
Un nome, una garanzia
Confermo tutto...
Scritto da patrizia il 2008-06-05 21:49:08
- ospitalità imbarazzante 
- umanità varia e superba 
e va benissimo così: pensate che disastro se fosse successo il contrario! Da ora in avanti non potrà che andare meglio (se le tagliatelle riminesi dovessero essere scotte, nessun problema: il blogghista è pronto a tutto, ormai). 
Un abbraccio affettuoso a tutti quanti, presenti e assenti 
Patrizia
Eccomi!!!
Scritto da Daniel_ae il 2008-06-05 18:45:55
Mi unisco al coro di quelle persone felici di essere state a Follonica. Per la prossima occasione del 12 luglio (che non mi perdo assolutamente) spero di conoscerne tante altre presenti su questo blog fantastico. Un caro saluto a Nando e consorte e voi tutti 
Daniela (Tara).
Scritto da andrea_rm il 2008-06-05 17:47:28
Beh leggendovi sono contento che sia stata una bella esperienza (a parte qualche "leggero" inconveniente) ed ho qualche rimpianto. Attendo notizie su come ma soprattutto a questo punto manca sapere dove, proseguire. 
Un saluto a tutti i blogghisti 
Andrea
Scritto da dada il 2008-06-05 16:18:43
Come tutti i blogghisti presenti rimpiango anch’io Follonica, esperienza bella e costruttiva nonostante le avventure da girone dantesco.  
E’ stato molto utile ed interessante conoscersi personalmente, vedere e scoprire chi si “nascondeva” dietro ogni nickname. Spesso si resta delusi da ciò, si tende ad avere aspettative superiori alla realtà. A Follonica è successo esattamente il contrario: ho conosciuto persone davvero eccezionali e l’unico rimpianto è stato quello di sentirmi un po’ inadeguata, non all’altezza. Ma, come si dice, “chi ben inizia è a metà dell’opera” e quindi ci rivedremo il 12 luglio!  
Un caro saluto a tutti! 
Daniela 
italiani d'Europa. dal tirabidoni
Scritto da svaccaro il 2008-06-05 15:02:07
Purtroppo non ho potuto aggiungermi a Luca come secondo italiano d'Europa, ma la vita a cavallo tra Brianza e Lussemburgo e` troppo complessa per adesso (e credo che in questo momento un "week-end avventura" non sia esattamente quello che serve alla semplificazione). Anche se mi guadagnero` la fama di tirabidoni, per i motivi succitati mi sa che anche il 12 luglio saro` latitante. Pero` sono proprio d'accordo con Simona: a Follonica siete stati proprio fecondi e mi rode parecchio di non poterci essere stato. Ciao a tutti 
Stefano
al volo...
Scritto da concy il 2008-06-05 12:45:17
Vorrei anzitutto complimentarmi con Nando per l'incarico nell'amministrazione genovese..in bocca al lupo! 
Non sono stata dei vostri a Follonica, me ne dispiace e, con una nota di sano campanilismo, vorrei dire che a Rimini il mare era stupendo in questi giorni... 
Scherzi a parte propongo Bologna per il 12 Luglio anche se il caldo di quei giorni è pazzesco lì.Magari il giorno dopo tutti qui a Rimini per un tuffo e un piatto di tagliatelle.... 
Scritto da paoletta il 2008-06-05 11:47:37
Il soggiorno di Follonica, con tutti i suoi risvolti tragi-comici, è già fonte di immensa nostalgia: non vedo l'ora di rivedervi! 
Do il benvenuto a Giuseppe e lo ringrazio per avermi attribuito meriti informatici che, in tutta onestà, non mi appartengono... ;) 
In ogni caso, seriamente intenzionata a prevenire ulteriori inconvenienti logistici, mi sto adoperando per trovare una degna ambientazione per l'appuntamento-evento del 12 (ma se vi mostrassi i primi preventivi impallidireste, ragazzi...). 
A presto risentirci e rivederci per il prosieguo della nostra avventura! 
 
Paola
Da Bruxelles
Scritto da bluehighways il 2008-06-05 10:22:37
Beh, non c'e' che dire, Nando ha scritto una bella sintesi del nostro soggiorno al villaggio di Follonica. Mi sento di aggiungere che l'esperienza per me e i miei due ragazzi e' stata FANTASTICA: dove lo trovi un gruppo di persone con storie personali, volonta', intelligenza e creativita' tali da farci superare tutte le difficolta' logistiche, riuscendo a discutere delle due iniziative (il giornale e la scuola, in ordine assolutamente casuale) in condizioni fantozziane. 
 
Per quanto mi riguarda, unico rappresentante degli italiani d'Europa e tra i pochi abbastanza digiuno di queste iniziative, posso mettere a disposizione la mia esperienza organizzativa ed editoriale (non informatica...;-) e il mio entusiasmo per la confezione della testata online. 
 
Adesso sono di nuovo al lavoro su cose, tutto sommato, di nessuna importanza rispetto a quello che abbiamo discusso, anche se impegnano le energie di tantissime persone come me che lavorano nel settore privato. 
 
Raggiungere il maggior numero possibile di queste persone e condividere con loro i valori di cui abbiamo discusso a Follonica e che persone come Nando rappresentano e' la mia sfida personale. 
 
Non vedo l'ora di lavorare insieme e, magari, di rivedervi in un posto un po' piu' accogliente. 
 
A presto, 
Luca
Grazie a Tutti
Scritto da Giuseppe M. il 2008-06-05 10:15:35
salve bella gente, 
 
finalmente, immagino grazie a Paoletta, posso commentare anche io su questo blog e sono contento di poterlo iniziare a fare dopo la splendida esperienza umana di Follonica. Non conoscevo nessuno, ero una new entry assoluta, probabilmente non ho dato alcun apporto alle discussioni, ma sono stato contento di aver visto una voglia di fare e di impegnarsi straordinari e di come i nostri veri alimenti, fossero la genuinità e l'umanità di persone eccelse come Nando e Riccardo (col quale in treno ho fatto tutto il viaggio di ritorno.. un'emozione incredibile..) che meritano di essere infinitamente sostenute. 
 
E in attesa di rivedervi, sperando di poter essere utile anche io alla causa comune, un grande abbraccio a tutti, in particolare, se posso, ad Emilia che mi ha impressionato per la sua squisita e amorevole compartecipazione a tutto quello che emerge da quel talento del marito senza mai far "pagare" il peso del suo carisma. Ciao Giuseppe da Bari
quando l'Orizzonte si fa scuro...
Scritto da rosaspina il 2008-06-05 08:52:48
sorge il sole dei blogghisti impegnati a far nascere una scuola degna di tale nome e un giornale altrettanto degno...e allora dedicato a Riccardo 
 
Originale 
Redattore 
Iinformatico 
O/e 
Lucido 
Elfo 
Scugnizzo 
 
al Prof. Nando e a Emilia il piacere di essere stati teneri e affettivi 
a Nando B. la simpatia di una biografia quasi parallella alla mia 
a Pino R. il sentire intenso dell'emozioni 
a tutti i presenti un grazie infinito 
con affetto
L'avventura
Scritto da russologu il 2008-06-04 22:51:06
Eh si! in tre giorni abbiamo fatto moltissimo, ma soprattutto grazie alle idee chiare del prof. e di Riccardo Orioles: la loro sicurezza ci ha trascinato!. Siamo un bel gruppo, con persone di valore, al lavoro adesso, che la strada è lunga, anche se ho già trovato tanti che hanno detto: "finalmente ! il 12 luglio ci sarò sicuramente alla prima della scuola di formazione politica". Dobbiamo impegnarci tutti a diffondere la notizia. Poi il nome di Caponnetto da solo evoca le idee giuste e rassicura ed è un onore avere ottenuto il consenso ad usarlo ed io confesso di essere un po' preoccupato:sarò all'altezza? Ci proviamo. 
Questa scuola, con docenti di valore, darà a tutti le basi per poter essere al servizio della gente. 
Di questi due giorni rimarrà il ricordo del gruppo che si è amalgamato nelle difficoltà logistiche, e nella convinzione che dobbiamo fare qualcosa che molti ci chiedono . Buon lavoro a tutti. Matteo 
 
Pecunia non olet. Per la Confindustria q
Scritto da il Poeta il 2008-06-04 21:49:44
Pecunia non olet. Per la Confindustria questo è molto più di un comandamento. E' un modo di essere. La spazzatura olet, ma non per la Marcegaglia. Per lei la monnezza è come lo Chanel numero 5. 
L'oncologo Michelangiolo Bolognini fa luce sui veri motivi di Monnezzopoli. Confindustria cambierà presto nome: si chiamerà Puzzindustria in onore della nuova Kali: MarceKali degli inceneritori. 
 
 
Il sistema industriale italiano è in grave crisi sul versante produttivo. I gruppi industriali che più contano sono ricorsi da un pezzo all’assistenza pubblica, che viene elargita sotto varie forme più o meno mascherate dall’interesse collettivo. 
Uno dei casi più rilevanti è stato, ed è, quello delle incentivazioni CIP6 finanziate da una tassa “occulta”, di circa il 7%, sulle bollette elettriche dei consumatori (che avrebbero dovuto finanziare le fonti di energia rinnovabile), beneficiano, con finanziamenti annuali miliardari, soprattutto i proprietari di impianti che bruciano residui petroliferi, i rifiuti e/o le cosiddette “biomasse”. 
Gli impianti di incenerimento sono inutili, specie nel caso che si attui una corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata domiciliari, trasformazione in compost della parte biodegradabile, “umida”, del rifiuto, riciclo e recupero di materiali; questi dati sono noti ed incontrovertibili tra gli esperti. 
Nella categoria degli esperti non si ritrovano quindi, con tutta evidenza, i politici professionisti, la “grande stampa”, ed anche l’imprenditoria vincente ed assistita, proprietaria, questa, della “grande stampa”. 
Un esempio evidente è stato il discorso di insediamento all’assise di Confindustria dove la neo-presidente Emma Marcegaglia ha così affermato: "I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d'Europa per l'energia.” Strano, perché la signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse”. 
Strano, anche, che la signora Marcegaglia si lamenti degli alti costi dell’energia visto che quota parte dei sovrapprezzi elettrici, che il consumatore italiano paga con il meccanismo dei CIP6, già arriva alla sua citata Centrale elettrica di Cutro; a tale proposito potrebbe risultare interessante l’ulteriore possibilità di guadagno ottenibile con l’ultima legge Finanziaria  
La mossa del governo è chiara, politicamente efficace ed “apprezzabile”, non solo dalle forze politiche della maggioranza, ma anche quelle dell’opposizione, dai cattolici sedicenti difensori della vita, ai democratici “ombra”, fino ai grandi moralisti e moralizzatori per “via giudiziaria”: si trattava e si tratta, per il governo, come pure per l’opposizione, di dare un segnale, “colpire uno per educarne cento” , partendo proprio dal sito più tecnicamente indifendibile, anche perché la vera partita è un’altra: la realizzazione, in Campania, ma anche nel resto d’Italia dei “termovalorizzatori”. 
Occorre ricordare come, dopo che per mesi mass media e frotte di politici ignoranti avevano proposto, in modo martellante, la «termovalorizzazione» mediante incenerimento, non solo come soluzione al “problema rifiuti”, ma anche come alternativa alle discariche (dato, quest’ ultimo fantasioso, in quanto se anche la «termovalorizzazione» fosse integrale per tutti i rifiuti, non li eliminerebbe fisicamente, ma si limiterebbe a ridurli a circa il 30% della massa iniziale, oltre a produrrne, a sua volta e in quota non irrilevante, un ulteriore 3-5% e di una tipologia estremamente pericolosa, e tutti questi rifiuti hanno a loro volta bisogno di discariche), si è dovuto finalmente ammettere che è solo con l’utilizzo delle discariche che si può risolvere l’emergenza. 
A dispetto infatti di tutte le retoriche inceneritoriste, che sostengono la “termovalorizzazione” come la soluzione di tutto, è stata la chiusura delle discariche allora esistenti in Campania e la mancata previsione di nuove discariche nel cosiddetto “ciclo integrato dei rifiuti”, insieme alla infima qualità degli impianti delle imprese del gruppo Impregilo di Cesare Romiti, da quelli che dovevano produrre Combustibile da rifiuti (Cdr) diventato semplicemente «ecoballe» e l’assoluta insufficienza del progetto del primo impianto di «termovalorizzazione», quello di Acerra, (per il quale non veniva previsto, originariamente, nemmeno un soddisfacente sistema di abbattimento degli inquinanti, tanto che il gruppo di lavoro del ministero dell’Ambiente, che successivamente revisionerà il progetto, imporrà "adeguamenti" tecnici per un costo di 25 milioni di euro) che hanno causato l’emergenza rifiuti (vedi “Camorra di Stato e stato di emergenza”, pubblicato su il “Il Ponte” ). 
Dal punto di vista tecnico, mentre è necessario realizzare nuove discariche (su scala regionale, e non su base provinciale o comunale, se siamo in zone intensamente urbanizzate ), ovviamente in aree idonee dal punto di vista idrogeologico, e distanti dai centri abitati, è improponibile la realizzazione di questi impianti in aree urbane, a tale proposito si può ricordare come la prima normativa italiana sulla gestione dei rifiuti, la legge 20 marzo 1941, n. 366, stabilisse una distanza minima di 1000 metri dall'abitato per gli impianti di trattamento dei rifiuti, una norma di puro buonsenso, purtroppo non più ripresa, nelle normative successive. 
Quello che sta accadendo a Napoli dovrebbe, infatti, far interrogare tanti “conformisti” sul completo fallimento di una cultura “ambientalista” che non ha saputo, né voluto, emanciparsi dai dettati dell’ecocapitalismo egemone, quello “malthusiano” che enfatizza catastrofismi profittevoli, come la crescita della CO2, che è così diventato l’unico “gas nocivo” riconosciuto e certificato, (oltre che merce da trattare nei nuovi mercati dei “diritti all’inquinamento”). 
Non a caso, il bombardamento “terroristico” sui “Cambiamenti climatici” serve alla presidente di Confindustria per chiedere una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, “unico modo per coniugare politica energetica con riduzione dei costi e cambiamenti climatici”. 
Ma il fatto peggiore è che questo catastrofismo “confindustriale”, che viene imposto in tutte le salse, copre e fa trascurare la drammatica crescita degli inquinanti direttamente nocivi per gli esseri viventi, compreso gli esseri umani: dagli inquinanti organici persistenti, diossine e policlorofenili-PCB; ai metalli pesanti, anch’essi persistenti, cancerogeni riconosciuti, teratogeni o estremamente tossici; alle polveri ultrafini (PM0,1 ed inferiori) che non vengono nemmeno misurate; e, collegati a questo, la crescita altrettanto allarmante, dei tumori, anche nei bambini e negli adolescenti; delle malattie degenerative negli anziani, delle malformazioni nei neonati, della sterilità negli adulti. 
Esistono numerosi dati scientifici che stanno dimostrando una correlazione diretta e di ampio raggio, prima impensata, tra queste malattie e gli inquinanti ambientali prima citati che andrebbero da subito eliminati o ridotti il più possibile. 
Tutto questo viene ignorato dagli apparati culturali dominanti, anche quelli “ambientalisti” come pure, a maggior ragione, dai politici governativi che si dotano di tecnici compiacenti, “ancien régime”, meglio se con comuni interessi economici e di “affari”. 
Non si evidenziano, o si nascondono, dati scientifici sempre più solidi ed evidenti che correlano la salute con l’inquinamento da alcuni inquinanti specifici, in ben studiate campagne di disinformazione e manipolazione mediatica. 
Una mano a questa manipolazione viene anche data da ben costruiti “eroi anticamorristi”, che focalizzano l’attenzione sulla sola malavita locale, guardandosi bene di evidenziare le responsabilità dei “salotti buoni” della finanza e dell’imprenditoria vincente. 
Lo stesso lavoro che viene fatto anche da certi “moralisti confindustriali”, giornalisti della “grande stampa” che denunciano molto sprechi e ruberie pubbliche e, molto meno, o per nulla, le maggiori ruberie private. 
La neopresidente di Confindustria può impunemente affermare:”Bisogna tornare al rispetto delle regole. Mi dispiace per la popolazione che sta annegando tra i rifiuti per colpa di piccoli gruppi che stanno provocando incidenti, ma è venuto il momento che lo Stato a Napoli riprenda il suo ruolo. C’è la necessità di sbloccare tutti gli investimenti, dai termovalorizzatori alle ferrovie, alle autostrade che sono stati bloccati per motivi ambientali. Non accetteremo più che piccoli gruppi in malafede blocchino il Paese e ci condannino al declino. Certo bisognerà dialogare con la gente parlando di compensazioni, ma poi bisognerà chiudere con i veti” (" il Sole 24 ore”, 5 maggio 2008) ; linea dura e legalità, dunque, mentre solo alcuni mesi fa la Marcegaglia SpA ha petteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di un milione 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower. Oltre al patteggiamento dell'azienda, Antonio Marcegaglia, fratello di Emma, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena. 
Un “Sistema Paese” che per far funzionare, a ogni costo, imprese decotte, ha bisogno dei militari è forse davvero più che “al declino”, declinato da un pezzo. 
Resta però un'unica consolazione, la risoluzione dell’emergenza campana, con le discariche, potrà rendere evidente la colossale truffa del sistema inceneritorista, senza il messaggio fuorviante dei rifiuti per strada: sta ai cittadini responsabili; ai tecnici ed ai professionisti che seguono la loro deontologia; agli imprenditori coraggiosi che, ostacolati da tutti, hanno realizzato filiere di recupero di materia esemplari; prendersi carico di questo compito, con la consapevolezza di essere la potenziale maggioranza del Paese e per la sua possibile salvezza." Michelangiolo Bolognini, medico oncologo 
 
Dal blog di Grillo
...Sopravvissuti...
Scritto da simona ravera il 2008-06-04 19:33:51
all'Orizzonte... 
 
Caro Nando, 
Ben tornato! 
Ben tornati, amici blogghisti! 
 
Due splendide Creature, dunque, concepite nel disagio di Follonica, attendono di venire alla Luce per 
poter, così, Illuminare le Vecchie e le Nuove Generazioni. 
C'è un gran bisogno di un ritorno a quei Valori Irrinunciabili e di riferimento che fanno degna la nostra Vita e il nostro Agire. 
E c'è un gran bisogno di Interlocutori Degni, Credibili... 
Bè...Lei...Orioles...ecc. 
Al nome è "allegata" anche la Garanzia...di una vita...per la vita. 
Simona.  
 
 
 
 
 
 
Perché non proprio
Scritto da stefanoski il 2008-06-04 19:12:03
a Genova? Sarebbe un bell'inizio, non pensi?
LA SPERANZA, dopo l'Orizzonte....
Scritto da robertoli il 2008-06-04 17:48:19
Le ragioni per cui è opportuno e doveroso andare oltre tutto ciò che possa ricordare l’ORIZZONTE le ha già scritte Nando. 
Sappiamo anche che potrebbe essere di una qualche utilità ripercorrere le ragioni del perché ci siamo caduti dentro (l’ORIZZONTE). Se non temessi di esser tacciato di fare solo “autocritica” (risultando io il primo che ha fatto la prenotazione), potrei ripercorrere le ragioni della sofferta, e quasi obbligata (per me, almeno), scelta. 
Ma esercizi di questa natura, quando si fanno seriamente, sono decisamente più utili allorché si riflette sulle ragioni delle sconfitte politiche. 
L’unica notazione positiva (ne parlo perché di un qualche interesse per chi volesse raggiungere, in futuro, i dintorni della località innominabile), che faccio ad utilità di chi se ne è andato in treno, o percorrendo (stivato in qualche autovettura) l’Aurelia, riguarda il viaggio di ritorno verso casa: niente Aurelia, niente A12 e nemmeno la Strada di Grande Comunicazione Firenze – Pisa – Livorno, ma una meravigliosa provinciale che da Massa Marittima, attraverso la Toscana “da cartolina”, porta fino a Colle Val d’Elsa. 
A metà strada, poi, la botteghina che assolve le funzioni proprie della vecchia “Stazione di Posta”: panini al prosciutto (rigidamente tagliato a mano), alla finocchiona, o alla Bologna. Con vino (per chi non guida) e dolci fatti in casa. 
Il nome? 
Visto che siamo in tema di “consigli per gli acquisti”: “Bar Alimentari LA SPERANZA – Prodotti tipici locali” (nome evocativo ed impegnativo insieme). 
Non resta che ripartire da lì: dalla speranza e dall’impegno a far giungere all’età adulta quelle due creature concepite da Nando. Per la prima Ecografia, oramai lo sappiamo, manca poco più di un mese. 
C’è da lavorare ragazzi. Prepariamo le “camerette” e… curiamo le pulizie! 
 
Roberto Bertoli 
 
 

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La rete di Giuseppe l'"indiano". Onda viola sì, ma senza patenti

il Fatto Quotidiano, 7.02.2010

Oggi il suo cuore batte per una data: il primo di marzo. Il giorno che viene dalla Francia. Il grande sciopero dei migranti decisi a mostrare all’Europa ricca il loro valore per l’economia e la vita di chi vorrebbe ricacciarli indietro. Giuseppe accumula incontri, messaggi in rete e telefonate.Vuole farla riuscire pure a Bari, la manifestazione. Perciò cerca di capire quanti siano i buoni viandanti in cammino verso quella data. Sembra poggiare l’orecchio al suolo come un indiano. “Indiano” d’altronde è il nome con cui viaggia in rete. Rosarno è stato lo spartiacque. “Ma è da prima di Rosarno che mi interesso di integrazione e immigrazione. Ho letto, mi sono documentato molto sulla rete. Di Rosarno ce ne sono tante. Anche in Puglia. A Bari ci sono due Centri di identificazione ed espulsione che tutti raccontano come dei lager di Stato, c’è anche un rapporto di Medici senza frontiere che lo dice. E da questa terra nell’89 è partita la nuova era, con i primi arrivi degli albanesi. Vede, l’altro giorno a una riunione è intervenuto un giovane di colore, un marocchino credo. E ha detto che se per quel giorno capisce che a manifestare ci saranno solo loro, lui in piazza non ci andrà. Ha ragione, dovremo essere tutti insieme. Dovremo essere un unico ‘noi’ per l’integrazione”.

Giuseppe l’Indiano (ma di cognome fa Milano) è una perfetta rappresentazione della complessità e semplicità al tempo stesso del grande dissenso che viaggia a sinistra. E’ la sconfessione vivente di ogni etichetta. Qualunquisti, rassegnati, dipietristi, giustizialisti. O quella più infamante: grillini. Lui grillino lo è stato, nel senso che è stato portavoce del meetup di Bari e pure tra i promotori del famoso VaffaDay. “Ma poi ho lasciato. Io non sono d’accordo con la proposta delle liste civiche. Per fare politica ci vuole formazione, una preparazione specifica. Grillo pensa che bastino la buona fede e l’onestà, ma così si rischia di mandare dei giovani allo sbaraglio. Io tessere non ne ho né intendo averne, almeno per ora. E partecipo di volta in volta sulle cose che condivido, magari aiutando degli amici, un po’ Partito democratico un po’ Italia dei Valori. Ho incominciato nel 2006, quando avevo ventidue anni. Non mi ci ha portato nessuno all’impegno politico, non ho avuto in famiglia qualcuno che mi ci abbia fatto appassionare. Ci sono arrivato per indignazione verso quello che vedevo accadere nel Paese. La prima manifestazione la feci sul risparmio energetico, dando volantini nel centro di Bari. Poi da cosa nasce cosa. E all’epoca delle inchieste De Magistris partecipai al presidio in difesa di Genchi, che Berlusconi accusava di essere il più grande scandalo della democrazia italiana.”

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