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La scena oscena. Chi butti giù da Latorre? |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 17 November 2008 |
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Be’, a quanto pare il “Corriere” ha sbagliato, e la mia amica funzionaria in parlamento pure. Riccardo Villari, il difensore di Calogero Mannino, l’avversario del “giustizialismo di dalla Chiesa” (tutta roba che ho saputo dai commenti al Blog, grazie!), è alla terza e non alla quarta legislatura. Salta dunque la questione della deroga. Ma si ripropone clamorosamente la baggianata che si debbano limitare i mandati elettivi per “rinnovare la politica”. Meno male che a Milano c’è Basilio Rizzo alla sesta o settima consiliatura; nessuno è ancora stato al suo livello sulla questione morale e sull’urbanistica. E sciagura che a Roma ci siano tanti Villari arrivati da sette o tre anni o anche un solo anno. Certo che quando bisogna farsi del male…D’altronde minchioni si nasce. Mi piacerebbe solo che chi in primavera andava in giro a dire con fierezza che aveva fatto lui quel popo’ di liste, guardate che rivoluzione, ora dicesse agli elettori: “Sapete che c’è? Villari è colpa mia, mi dimetto”. Dovrebbe dimettersi da vicecapogruppo dell’Ulivo al Senato anche Nicola Latorre. Detto senza animosità. Ma l’immagine televisiva del suo dibattito a La7 con Bocchino (Pdl) e Donadi (Idv) (vedetela su www.voglioscendere.it) è veramente pazzesca, qualcosa di mondiale. L’esponente dell’opposizione che suggerisce per iscritto all’esponente della maggioranza in difficoltà che cosa ribattere all’altro esponente dell’opposizione è una scena inaudita. Credo che non ci sia un solo precedente nella storia planetaria delle democrazie. E’ una vicenda da notte dei morti viventi (insisto) che dà da sola l’idea dello stato del centrosinistra. Amici cari, questa in guerra si chiama in un modo solo: “intelligenza col nemico”. Cioè, noi votiamo gente che si mette d’accordo con l’altra parte, e a questo punto è chiaro che Villari non ha tramato da solo. Si può essere contro Veltroni e criticarlo, ma questo è anche un siluro contro di lui. Tutto sta implodendo e si fa finta di non vederlo. P.S. Ma la società è meglio. Durante la scorsa settimana ho visto e partecipato a cose bellissime a Reggio Emilia (ne riparlerò, perché ho una rivelazione mica da poco) e a Trento, dove la cassa rurale di Aldeno ha mobilitato centinaia di persone per discutere i nuovi scenari sociali e culturali del paese. Finalità: elevare moralmente e culturalmente i soci, come da statuto. E anche le dichiarazioni di Manganelli sulla Diaz mi sono piaciute. Voglio testimoniare che quando ha assistito a “Poliziotta per amore” (che sulla Diaz non fa proprio sconti), Manganelli ha ascoltato tutto con rispetto e poi ha avuto parole di gratitudine per il messaggio complessivo dello spettacolo. Infine: ho iniziato le prove per le mie videointerviste. Che vi devo dire? Sono ancora un po’ impacciato, ma ce la farò. Adelante, Pedro. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Per favore connettiti al sito o registrati. |
Latorre Scritto da antonietta il 2008-12-12 19:42:56 buttiamoli tutti,tranne qualche perla rara! | Tra "impaccio" ed "impiccio" Scritto da robertoli il 2008-11-18 00:35:33 Non ti disimpacciare. Sarà perché (alla fin fine), nel midollo, sono (stato) un "ragioniere di provincia", ma, se davvero ti senti impacciato, lascia perdere la novità annunciata delle "videointerviste". Non è detto che tu sia in buona compagnia, ma certamente non sei il solo a sentirti "impacciato". Anche io, per dirne uno, mi sento un po' a disagio, quando vedo gli inserimenti di oggi (foto e "Comunicato stampa"). Francamente, mi sono apparsi entrambi un po'... orfani (senza babbo, né mamma). Un salutone, RB
| Basta!Dimissioni subito! Scritto da cerere il 2008-11-17 23:26:18 latorre_n@posta.senato.it veltroni_w@camera.it Rosi Bindi, dove sei? | Ancora sulla sentenza Diaz Scritto da vilmarugge il 2008-11-17 12:42:31 Sulla storia tormentata del processo, vi segnalo un articolo di Barbara Fois - su www.liberacittadinanza.it - veramente esaustivo, con tutte le sentenze precedenti sui fatti del G8, la sentenza sulla vicenda Diaz, le testimonianze-chiave, tutti i personaggi coinvolti, gli atteggiamenti della politica. In calce ha una nutrita appendice di riferimenti e approfondimenti. Merita. Vilma | Ce la posso fare!! Scritto da diesse il 2008-11-17 10:35:50 Il 3 agosto il massimo organo di giustizia nazionale ha sentenziato che “i velivoli militari americani hanno piena libertà di esercitarsi nei cieli italiani, anche a bassa quota, e nessun cittadino (singolo o in associazione) può citare in giudizio gli Stati Uniti d’America a tutela della propria incolumità fisica” | Mancava la sentenza! Scritto da diesse il 2008-11-17 10:32:55 Il 3 agosto il massimo organo di giustizia nazionale ha sentenziato che | Video e Cermis Scritto da diesse il 2008-11-17 10:30:51 Ho visto l'indegna scena del pizzino. Ma siamo sicuri che anziche compagni/amici questo non siano infiltrati? Una sorta di CIA o KGB creata dal nemico? Il PD necessita di una ripulita gigantesca. Come promesso vi regalo la sentenza del Cermis in un comunicato della CGIL del Trentino: "Siamo i Sindacalisti della FILT/CGIL del Trentino che, aseguito della strage del Cermis, hanno osato promuovere un'azione giudiziaria presso il Tribunale di Trento contro gli Stati Uniti d'America per chiedere al giudice italiano di inibire i voli militari sui cieli del nostro territorio a tutele della vita di tutti i lavoratori ed i cittadini. Com'è noto, nel processo si è inserito il Governo italiano, presieduto dall'ex Pressidente del consiglio Massimo DìAlema, che, promuovendo una causa contro di noi presso la Suprema Corte di Cassazione, ha ottenuto il trasferimento dell'azione giudiziaria da Trento a Roma. I risultati di questa proditoria manovra, concordata fra i governi italiani e statunitense, ci hanno visto soccombere pesantemente. Il 3 agosto il massimo organo di giustizia nazionale ha sentenziato che Al danno giuridico e politico prodotto dalla sentenza, sono seguite anche le beffe. i giudici della Cassazione ci hanno condannato a pagare circa 50.000.000 milioni di lire di spese legali, da ripartirsi fra i due governi." Ecco quanto accadde: il 3 febbraio 1998 alle ore 15.13 un Grumman EA-6B Prowler, aereo militare statunitense del Corpo dei Marines al comando del capitano Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano alle 14.36 per un volo di addestramento, tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina, al cui interno erano venti persone, precipitò per circa 80 metri schiantandosi al suolo. Il velivolo, danneggiato all'ala e alla coda, fu comunque in grado di far ritorno alla base. Nella strage morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti cittadini europei, tra i quali tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un'olandese. …della serie “le sentenze addomesticate”… Davide | Adelante, adelante... Scritto da alfa10 il 2008-11-17 10:27:11 Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale. Adelante! Adelante! C'è un uomo al volante, ha due occhi che sembra un diavolo! Adelante! Adelante! È in arrivo, è distante, alla fine di questo tavolo. Di questo cavolo di pianura, di questa terra senza misura, che già confonde la notte e il giorno, e la partenza con il ritorno, e la ricchezza con il rumore, ed il diritto con il favore, e l'innocente col criminale, ed il diritto col carnevale. Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale. Da Torino a Palermo, dal cielo all'inferno, dall'Olimpico al Quirinale. Da Torino a Palermo, dal futuro al moderno, dalle fabbriche alle lampare. In questa terra senza più fiumi, in questa terra con molti fumi Tra questa gente senza più cuore, e questi soldi che non hanno odore, e queste strade senza più legge, e queste stalle senza più gregge, senza più padri da ricordare, e senza figli da rispettare. Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale. Adelante! Adelante! C'è un uomo al volante, c'è un ombra sulla pianura. Adelante! Adelante! Il destino è distante, alla fine dell'avventura. Che si nasconde in un polverone, nell'orizzonte di un acquazzone, e nei vapori della benzina, diventa musica nella mattina, e meraviglie sudamericane, e companatico senza pane, arcobaleno sotto le scale, e paradiso nel temporale. Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale... (Francesco De Gregori) E io, Mario alias Alfa10 (o Ten, a seconda) mi scuso ma degli incontri ero, per dirla con Totò, ameba, ovverosia all'oscuro. E adelante tutti e tre...
| tigarasun. Alfa10... Scritto da nando il 2008-11-17 09:12:57 anche se il buon Robertoli mi capisce con affetto esperto. E' vero che non ce la faccio ad avvertire gli amici e i parenti, specie se, come venerdì scorso, mi ciuccio quattro città in un giorno. Ma su Reggio ti avevo pensato. Ero solo convinto che di almeno uno dei quattro incontri pubblici ti fosse giunta notizia. Chiedo venia. E adelante anche tu.. | Tra la Bassa Veronese e... Pavia Scritto da robertoli il 2008-11-17 06:19:09 Carissimo ALFA 10, solidarizzo, istintivamente, con l’Anfitrione (nonostante noi due si sia accomunati dagli orari più “improbabili” per sedersi di fronte alla tastiera). Come fa, quel poveruomo, a girare per l’Italia, senza preavvertire quel (e mi tengo basso) centinaio di persone che gli farebbe sicuramente piacere (qua e là) salutare? E tutto questo in assenza di uno speciale servizio di un qualsiasi gestore telefonico che (come quando un tempo, viaggiando, appariva sul display del telefonino il passaggio da un “aggancio” di un ripetitore all’altro) lo aiutasse a ricordare gli amici residenti nelle zone, di volta in volta, attraversate. Ricordo che, quando con mio Babbo e mia Mamma tornavamo, per qualche giorno, nelle loro zone d’origine (la campagna della Bassa Veronese), c’era sempre lo sforzo (specie quando non c’era ancora la macchina, era davvero tale) di far visita a tutti i parenti (andando da un paese all’altro), per non scontentare nessuno. In quanto a Latorre, l’importante è che non succeda come quasi venti anni fa a Pavia (quando, il 17 Marzo del 1989, crollò la Torre civica): quattro vittime innocenti. Qui, almeno, i colpevoli sappiamo che sarebbe (ma lo sarà?) possibilissimo individuarli. Roberto Bertoli
| Oh, a proposito... Scritto da alfa10 il 2008-11-17 04:55:52 Ho visto anch'io che Manganelli si è deciso a parlare dei fatti di Genova. Domanda: non poteva farlo prima della sentenza di primo grado, praticamente libera tutti? No eh? L'ho detto io: nomen omen. Dovremo aspettare altri sette anni prima di sapere quale solerte funzionario ha fatto passare i mazzieri fascisti a piazza Navona? Mah... Mario | E lo dici così? Scritto da alfa10 il 2008-11-17 04:48:13 Egregio? Sei stato qui a Reggio la settimana scosa e non ne sapevo nulla (sarai mica venuto con Bondi a inaugurare la cattedrale restaurata)? Ahi, ahi, ahi... avrebbe detto il buon vecchio Mike. Cara signora Longari, lei mi cade sull'Uccella (che sarei io...) Mario |
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo |
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Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2010 Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”. Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”. Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere. Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi. |
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