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Rai. Villari, Latorre e dintorni: è il tempo delle dimissioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa   
Monday 17 November 2008

COMUNICATO STAMPA


Negli ultimi giorni i cittadini italiani, e in particolare quelli di centrosinistra, hanno assistito a due spettacoli letteralmente incredibili, che per la loro incredibilità tolgono credibilità alle istituzioni e alla politica: un presidente di Commissione in rappresentanza dell’opposizione che viene eletto dalla maggioranza e presumibilmente da sé medesimo, con un altro anonimo; un vice capogruppo al Senato del maggiore partito di opposizione che in un dibattito televisivo suggerisce per iscritto al rappresentante della maggioranza come ribattere a un altro esponente dell’opposizione.

C’è una sola strada per dare a tutti il senso di vivere in un Paese appena normale e decente: le dimissioni degli interessati, alle quali sarebbe bene che - per ulteriore chiarezza - seguissero le dimissioni di tutti i membri dell’opposizione della Commissione di vigilanza sulla Rai.
Lo dico senza animosità verso nessuno, ma con la certezza che due scene come queste turbano la coscienz
a di qualunque democratico. E con la certezza che fatti come questi, in particolare il secondo, sono praticamente introvabili nella storia della democrazia.

 

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Commenti
comunicato stampa
Scritto da antonietta il 2008-12-03 19:29:46
letto in ritardo.la credibilità è stata perduta da quando Berlusca è sceso in politica;gli ultimi avvenimenti non hanno fatto altro che mandarci più in basso.Chi si dimette quando ha conquistato con i denti uno strapuntino?questo non capita da noi,in Israele,in America,in ultimo anche in Thailandia:che schiaffoni dal mondo!
espulsioni
Scritto da cerere il 2008-11-23 03:00:34
Capisco che tutto il Parlamento " inciucia", ma non si e' parlato, durante la campagna elettorale del PD, di un "nuovo" modo di fare politica? Bisogna pur cominciare in qualche modo e espellere gente inqualificabile da un partito mi sembra il minimo che si possa fare per restituire una certa credibilita' alle promesse. 
Quello che...Rai Tre...
Scritto da simona ravera il 2008-11-22 21:36:16
Un Pensiero a Sandro Curzi. 
GRAZIE. 
Simona
espulsioni
Scritto da antonietta il 2008-11-22 19:28:00
bisognerebbe espellere mezzo parlamento non solo quei due che si sono fatti pescare con le mani nel sacco,quanti altri "inciuciano" sotto banco? "pianisti"docent;non son convinta che questo sia l'ultimo spettacolo indecente a cui assistiamo,al peggio non c'è mai fine!
Eh no,
Scritto da stefanoski il 2008-11-20 21:24:40
mein lieber alfa10, questa opposizione io sento di non meritarmela e non ho alcuna intenzione di mettermi a pecora. Non mi arrendo, anzi reagisco ancora più forte. 
 
Stefano
DIMISSIONI
Scritto da cerere il 2008-11-20 19:33:37
Senza le dimissioni (o ESPULSIONI) immediate di Villari, Latorre e...( potrei continuare con altri nomi...) il PD e' solo un guscio vuoto, privo di alcuna moralita' e credibilita'(ora e per sempre).
Come volevasi dimostrare...
Scritto da alfa10 il 2008-11-20 16:01:07
Villari non si dimette. 
Rappresenta le "opposizioni", dice. 
E la cosa più triste è che ha ragione. 
Questa è l'opposizione che il paese si merita: vigliacchi pronti a mettersi a pecora con i pantaloni calati davanti al sire di Arcore per una poltrona... 
Questa è la fine dello Stato. 
Questa è la fine di tutto. 
 
Mario
Aspettando Nando...
Scritto da simona ravera il 2008-11-20 11:28:21
Appuntatevi questa Data: 
29 Novembre 2008 
 
Bè... 
A Casalpusterlengo (LO)...promossa dall'Assessorato alla Cultura, Istruzione e Giovani e nella Logica di una Cultura della Legalità.... 
in Biblioteca il Pomeriggio e all'Istituto Cesaris la Mattina, ci sarà  
ALFONSO SABELLA con Peter Gomez 
per la presentazione del Libro:"Cacciatore di Mafiosi". 
La Nostra Nicoletta, Responsabile della Bella e Funzionale Biblioteca, quando contattò Sabella per invitarlo, gli disse, fra le altre, della Promozione che la Struttura da lei presieduta sta facendo alle Iniziative della Scuola di Formazione Politica Antonino Caponnetto... 
E questo inevitabilmente catturò l'Attenzione e l'Interesse del Magistrato. 
MAGNIFICO! 
Vi saprò dettagliare l'Evento... 
Simona 
 
A. Maggiolini
Scritto da il Poeta il 2008-11-20 09:38:10
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA RIFLENTE –Sesto Senso – 
Il Menone –Il Critone (Testo Teatrale) 
 
 
 
Socrate 
 
Se s’insegnasse nella scuola la RIFLENTE sarebbe  
la Rivoluzione d’AMORE 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel racconto biblico di Caino e Abele il concetto chiave è l’amnesia della Riflente, il Dono del MISTERO all’Uomo: 
Caino rappresenta il primo duce, il dio che furbescamente ed egoisticamente dà per avere ed insegna ai suoi seguaci la riflessione speculativa, per comandare e sfruttare al meglio i suoi simili.  
 
Inizia la casta, l’infelicità, la miseria umana, la guerra fratricida, compromettendo la sopravvivenza! 
Innestare nel vuoto mentale la Riflente (riflessione/mente), il dimenticato Sesto Senso che fa la differenza tra l’essere umano e le altre cellule cosmiche, è ricominciare a debellare l’infelicità, le paure, la depressione, l’ansia per godere in PACE l’attimo Eterno di vita nella Storia di Tutti! 
 
 
 
Casa Editrice Villa Calliope 
Albese con Cassano (CO) 
 
Ma se c’è in me la verità 
-deve esplodere. 
Non posso rifiutarla, 
rifiuterei me stesso. 
 
Karol Wojtila 
 
 
Prefazione 
 
Il poeta Lorenzo Pontiggia, infaticabile nella sua produzione poetica, non tralascia in questa nuova opera, La Riflente,di toccare i temi più vari (filosofia, politica, costume, sentimenti), nel suo modo anticonformista, semplice e nello stesso tempo profondo, in una dimensione di poesia come occasione di espressione della propria identità, con atteggiamenti di ammonimento e persuasione a restaurare un’armonica convivenza come Sfera Sociale, dove tutti abbiano pari dignità. Con la semplicità del linguaggio del poeta naif, lontano da ogni forma di intellettualismo, con l’immediatezza delle immagini legate alla quotidianità, leva accenti di condanna delle ingiustizie della società contemporanea, caratterizzata dal conformismo e dalla speculazione, proponendo come possibile riscatto dal malessere e dall’inaridimento dei valori un ideale di autenticità, di equilibrio interiore, indicando come ultimo approdo, la riscoperta della RIFLENTE (Riflessione-mente), neologismo che sintetizza il pensiero filosofico dell’autore che non si affida a rigorosi ragionamenti intellettualistici, bensì alla capacità dell’uomo di riflettere con saggezza sulla sua essenza, non disgiunta dal TUTTO e tesa alla realizzazione dell’Armonia del Creato. Il motivo ispiratore della poesia in quest’opera è, dunque, il problema della ricerca della RIFLENTE, il Sesto Senso, legata alla responsabilità individuale, alla nostra libertà di scelta tra BENE e MALE, alla possibilità di lasciare una nostra impronta positiva perché l’UTOPIA è IMMANENZA realizzabile. 
 
IVANA RACCIS 
-------------------- 
Dedico questo lavoro d’AMORE a sua Eccellenza Monsignor Alessandro Maggiolini, in ricordo della sua generosa amicizia che mi dimostrò venendo a trovarmi tempo fa accompagnato dal segretario e dall’arciprete del Duomo di COMO. 
Si instaurò tra noi un dialogo schietto e sincero a cui seguì questa benevole considerazione: - Ma chi sono Platone e Aristotele davanti a te?- Poi guardandosi attorno fu attratto da belle cose: spiegai che il bello è emozione, che dà senso al vivere, piacere spirituale… Sua Eccellenza, aggiunse: - Benedetto Croce ha scritto un libello sul bello, ma non ti tira dietro le scarpe!- Ogni tanto, pur minato nel fisico, veniva a trovarmi congratulandosi del mio progresso da filosofo… Una sera, il 14 Agosto del 2004, scese da Brunate col suo segretario e venne a trovarmi per scambiare qualche parola… Lo omaggiai di una buona bottiglia di Bonarda, Don Aurelio ci guardò male, Don Alessandro felice del dono esclamò: - Questa è giusta!-. Una settimana dopo mi fece visita l’amico arciprete Don Lorenzo; mentre preparavo gli spaghetti al salto, ricetta della mia adorata Mary, lo invitai cortesemente e per la prima volta accettò.  
A tavola mi ricordò che il 26 Agosto sarebbe stato l’onomastico del Vescovo; compresi il motivo della visita e di rimando chiesi quale presente poteva far piacere all’amico Maggiolini. Lasciò passare qualche secondo e disse: - So che avrebbe piacere d’una tua Poesia dedicata a Lui personalmente!-. 
 

Don Alessandro Maggiolini 
 
In Santità  
nel segno del Maestro Gesù 
in Croce e Resurrezione  
nel Duomo, 
stilla Luce Eterna,  
presenza generosa per i fedeli 
fino all’ultimo atto d’AMORE 
nel confessionale… 
 
 
 
 
Introduzione 
È mio desiderio porgere al Prossimo questa mia opera, quanto le precedenti, 
come un ulteriore dono d'AMORE teso a sollecitare il lettore a riconoscere 
la Felicità possibile con l'uso del Sesto Senso che io definisco RIFLENTE 
(Riflessione-Mente). 
Io stesso sono pervenuto alla scoperta della Riflente in cinquant'anni d'esperienza 
di lavoro in mezzo alla gente e di scavo nel mio io per cambiare rimanendo 
me stesso, legato a quella consapevolezza di sé primordiale che costituisce 
il legame con il TUTTO ARMONICO che rende realizzabile l'UTOPIA. 
 
Il lavoro è composto da un atto teatrale tratto dal libro di Platone 
"Menone", dialogo tra Socrate e il suo allievo sulla Virtù, seguono 
Riflessioni sulla Riflente, poesie inedite e in chiusura un altro atto 
tratto ancora dal libro di Platone, "Critone". 
Qualche lettore si chiederà perché Platone? 
Platone ebbe la fortuna di star vicino al grande filosofo Socrate, ma peccò, 
dal mio punto di vista, di poca condivisione dei dialoghi del Maestro 
mettendoci del suo: il mio impegno è recuperare l'originalità e i fecondi 
Valori Socratici. 
I due atti seguono a "La casta imputata, Socrate processato", presentato al 
pubblico e apprezzato molto dai fortunati spettatori, da spingermi a trarre 
dai libri di Platone, la rivisitazione di Socrate riconoscendolo (se ci 
fosse bisogno) Principe della Filosofia Democratica, che traslata nell'attualità 
è una guida alla Società. 
==================================== 
Un mio commento al Blog di Concita De Gr
Scritto da Augusto il 2008-11-19 22:55:00
Non è possibile continuare così. 
Un giorno sei felice e pieno di speranza e di ottimismo ed il giorno dopo ricaschi in depressione ed in malinconia ed in rabbia. 
Fai la fila per votare alle primarie e condividi la speranza di una rivincita, di una governo giusto e duraturo. 
Il governo cade per "strane" alleanze, per questioni di principio di uno solo, per interessi di parte. 
Ti dai una mossa: si può fare! Dai magari il miracolo si avvera. 
Ok. Va bene abbiamo perso però abbiamo cominciato un percorso. 
Poi gli studenti in piazza, dai è la volta buona, anni che non si vedeva una partecipazione dei giovani cosi bella, così motivata. Forse è la volta buona. 
Eri preoccupato per l'Unità, la compri da anni, l'hai vista morire e poi resuscitare. Hai paura che te la cambino, che diventi troppo allineata. Sei in attesa.  
La leggi la nuova Unità e ne sei orgoglioso, ne parli in giro, con gli amici. Chiedi in edicola l'andamento delle vendite, bene. 
Non c'è ancora ottimismo. C'è speranza però. 
Poi ti eleggono Obama. Ragazzi che colpo. Allora va bene. 
Dopo otto anni di Bush. 
Oggi sto proprio bene. Veramente bene. 
 
E no, no, no. 
 
Ci pensa Latorre e compagnia a ributtarti in depressione. E tu sei solo, di sinistra. E tu sei addirittura compatito e consolato dai tuoi colleghi, di destra. 
 
E' veramente faticoso essere di sinistra. Credetemi.
da repubblica.it
Scritto da ziociro il 2008-11-19 21:02:25
così, per girare ulteriormente il coltello nella piaga. 
 
"Di Pietro non ha ancora capito che la politica non e' un procedimento giudiziario. Per questo chiede a Veltroni un'istruttoria contro il senatore Latorre. Se si conoscono il pm e il capo d'accusa, ovvero aver colluso con il noto criminale Bocchino, resta un dubbio su quale sara' la giuria. Dopo questa richiesta c'e' una ragione in piu' per essere garantisti: onore all'imputato Latorre". Lo ha detto Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl. 
 
Insisto: ma le liste chi le ha fatte?
mi attendo che Latorre smentisca
Scritto da mariaaa il 2008-11-19 20:31:20
 
Piroso ha mostrato il “ REPERTO AUTENTICO “.L’ineffabile PIZZINO. 
TESTO di Latorre : “ Io non posso dirlo,ma il precedente della Corte? Pecorella? “. 
E’ una sporca contraffazione. 
Il testo autentico era : “Mi scuso vivamente con i cittadini italiani.In particolare con i miei elettori.Io con il Partito Democratico e più profondamente con la Democrazia,non c’entro una mazza.Ora mi alzo e, insieme a chi mi ha dato la “penna”, mi smaterializzo per sempre”. 
 
Da la “grigia” Unità online di oggi : 
 
“ Il primo a reagire è Donadi, che ai microfoni di Red dichiara: «Lo scambio del pizzino fra La Torre e Bocchino, l`altro giorno ad Omnibus, è la dimostrazione che in questo paese esiste un rapporto malato tra media, politica ed affari. Che un rappresentante dell’opposizione, mio alleato, suggerisca ad un autorevole esponente della maggioranza come attaccarmi durante un dibattito televisivo, è una rappresentazione visiva della politica del compromesso che mira solo all’esercizio del potere». 
Ma è all’interno del Pd che la polemica ha assunto i toni più severi. Da un lato chi, come il costituzionalista Stefano Ceccanti, dichiara: «Mi attendo che Latorre smentisca tale ricostruzione che gli farebbe assumere il ruolo di suggeritore nei confronti di un esponente della maggioranza». Dall’altra chi, come Roberto Gualtieri della direzione nazionale del partito, denuncia in contrapposizione “una campagna di denigrazione dal sapore stalinista contro Latorre” “. 
Roberto Gualtieri ? Per puro caso della Fondazione Italianieuropei ? 
Io ricordo Libero Gualtieri, Presidente, in tempi difficili, della Commissione Stragi. Un signore. 
maria grimaldi
Ma cosa vai a pensare...
Scritto da alfa10 il 2008-11-19 17:39:18
caro amico mauro! 
Vorresti forse alludere che in nome della nuova (euro)bicamerale prossima ventura, il PD e il PDL si sarebbero accordati per far fuori lo scomodo Orlando per far posto al buon Sergione Zavoli, allo scopo di non scontentare nessuno dei due partiti? 
Ma no, assolutamente... 
Non lo è al punto che uno dei consiglieri del PD, ovverosia tal Latorre (parente o addirittura lo stesso?) si è già dato disponibile alle dimissioni per permettere a Zavoli di sostituirlo e divenire eleggibile. 
Era già tutto previsto, cantava Riccardo Cocciante ai miei tempi... 
Parole sante! 
 
Mario
Teatrini romani
Scritto da maurofeltre il 2008-11-19 17:15:33
Che ne dici di questa lettura: un accordo bipartisan per togliere di mezzo una candidatura scomoda a W. e sgradita a B.? B., quando stava a M. diceva: "E' tutto un teatrino romano". E' la politica...più banalmente e occorre attrezzarsi per farla. A poco servono le urla scandalizzate, se non si è in grado di cambiare mai niente. Non era preferibile una rosa di candidati piuttosto del muro contro muro su Orlando? E poi, chi si è accordato con Di Pietro sul nome di Orlando? Non si poteva immaginare l'ostracismo del centro-destra? Ma io sono qui disoccupato a fare il pirla e loro a Roma. Ma non è solo questa la differenza...
Scritto da andrea_rm il 2008-11-18 15:02:14
Sottoscrivo. E mi vergogno anche un po' che il grande progetto del partito democratico sia rappresentato da queste persone. Certo però guardando la biografia dei due più di tanto stupiti ...
Surreale
Scritto da Augusto il 2008-11-18 14:39:54
Ormai siamo davvero al surreale, la maggioranza che pretende di gestire l'opposizione, i cucu alla Merkel, Gasparri (proprio lui) che da dello stupido a Veltroni..... 
E potremmo andare all'infinito. 
Fossero vivi i fratelli Marx girerebbero il sequel di Duck Soup, tutto in Italia.  
A pensarci bene (anzi male) la storia di Villari è una trappola per Veltroni. Alla fine sarà lui a cedere e tutto torna come prima. 
 
su http://blogdiarturo.blogspot.com/ un sondaggio, partecipa e leggi il post "Ben aggrappati alle poltrone". 
 
 
 
 
E non se ne vogliono andare...
Scritto da alfa10 il 2008-11-18 12:54:37
Per intanto, invece di Villari e Latorre, si sono dimessi Orlando e Pardi (IDV) dalla commissione di vigilanza. 
A quando le dimissioni degli altri componenti della cosiddetta opposizione? A quando l'espulsione di Villari e Latorre per indegnità? 
Sarà... 
Ma quanto ci scommettiamo che adesso tutto filerà spedito verso l'insediamento della commissione con Villari presidente? 
Come dicono dalle mie parti, mi spiace, ma Io solo tre nummer' nun 'andivino. 
(Solo tre numeri - al lotto - non indovino) 
 
Mario
Sciò!!!
Scritto da Marco Scipolo il 2008-11-17 23:39:43
Se ne devono andare. E subito! Ma non si vergognano? Sciò! Via! Alla larga! 
Marco Scipolo
Mi viene da Vomitare!
Scritto da simona ravera il 2008-11-17 23:02:31
Pietosi entrambi. 
Se hanno dei Figli mi chiedo a quale Modello di Riferimento hanno pensato...per Condurli nella Vita... Comunque.... 
 
Soprattutto Latorre...Scena Riprovevole...Inqualificabile...che getta ancor più Discredito su quel Poco di Credibile che c'è della e nella Politica... 
Ecco, io credo, debbano esserci Sempre...Decoro e Deontologia...nelle Professioni Tutte e se Violati...Trasgrediti...Disattesi... 
...debbano essere prese delle Decisioni Serie... 
 
Che Veltroni CHIEDA E PRETENDA LE DIMISSIONI DI QUEI DUE... 
 
Quanto alle Firme... 
Ecco la mia. 
Simona Ravera 
 
Dimissioni
Scritto da ziociro il 2008-11-17 21:13:17
Sottoscrivo in pieno. Siamo messi male: lo si è visto dalle candidature discutibili delle elezioni di aprile. Ora stiamo assistendo impotenti ai risultati.
Vigilanza RAI
Scritto da vilmarugge il 2008-11-17 20:44:10
Nella fattispecie sarebbe bene ricordare che la commissione di cui si parla non vigila solo sulla RAI ma su tutti "i servizi radiotelevisivi", dunque anche sulle emittenti Mediaset, cioè sulle proprietà del capo della maggioranza che ha eletto (quasi) da sola chi dovrebbe controllarle. Chiunque nel PD avesse avuto anche un minimo alito di pudore avrebbe dovuto rigettare all'istante una elezione così platealmente malsana. Ma temo che l'impudicizia sia una virtù sovrana tra gli oligarchi di quel partito. E credo che nessuno dei chiamati in causa si dimetterà: la credibilità delle istituzioni e della politica non è in cima ai loro pensieri. Avendocene. 
Vilma 
P.S. La mia firma è pronta, se si decide di raccoglierle.
Quello che non c'è...
Scritto da alfa10 il 2008-11-17 20:33:23
Robbè, me sa tanto che è il tuo commento... 
C'è solo la firma e i piesse. 
 
Mario
Sembra la formula del Mago Otelma
Scritto da robertoli il 2008-11-17 20:33:08
!--- if !supportEmptyParas-- 
 
Che ci azzecca?
Scritto da robertoli il 2008-11-17 20:31:18
 
 
RB 
 
P.S. 
Per il resto, chiunque lo abbia firmato, va bene. 
 
P.P.S. 
Perché non lanciamo una raccolta di firme in appoggio? 
La mia c'è!
Grazie
Scritto da borderline86 il 2008-11-17 19:47:04
La ringrazio per la sua presa di posizione, mi rappresenta al 100%. 
(come spesso accade d'altronde) 
Maurizio Affer
Infatti...
Scritto da alfa10 il 2008-11-17 19:09:16
Caro Nando, noi non siamo più in democrazia, ma nella peggiore delle repubbliche delle banane. 
E sia detto senza offesa. 
Per le VERE repubbliche delle banane, ovviamente. 
LATORRE... 
VILLARI... 
VELTRONI... 
DIMISSIONI! 
DIMISSIONI!! 
DIMISSIONI!!! 
 
Mario 

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 18 November 2008 )
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Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo

Il Fatto Quotidiano
29 agosto 2010

Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda. Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”.

Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”.

Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo. Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene. Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere.

Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti  stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi.

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