NandoNando dalla Chiesa

All articles by Nando

 

Aldo Montagna. Storia di un prof che non voleva passare alla storia

Chi è “Francesca di Bologna?”. Lo schermo dell’I phone non parla subito al lettore. La memoria gioca a mosca cieca con la vita. Poi il guizzo. Forse Francesca la compagna di Aldo? È lei, dopo quasi vent’anni: Aldo non c’è più. Si abbassa un’altra saracinesca. Aldo era stato un leader anomalo del movimento studentesco del
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Mario Furnari, cent’anni di carabiniere. Dal bandito Giuliano a oggi

Ricordate il leggendario film di Francesco Rosi “Il bandito Giuliano”? Arrivò nelle sale cinematografiche nel 1962 a mostrare all’Italia del boom economico il sangue e i misteri su cui era nata la Repubblica. Fece rivedere con crudezza quel giovanotto di Montelepre, metà brigante metà giovane leader criminale, tenere in iscacco lo Stato. Grazie a una
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Il mio nome è Tutù. Un taxi driver per amico.

Lo guardo e d’improvviso gli scopro gli occhi azzurri di certi suoi antenati. Lo conosco da anni questo tassista anomalo e non me ne ero mai accorto. D’altronde me lo dice solo ora: “Sono nato a Palermo, alla vecchia stazione Lolli dalle parti di corso Indipendenza. Mio fratello partì per la Germania che ero ancora
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Alfredo Biondi. La faccia dimenticata della luna

Ci sono dei momenti in cui occorre provare prima di tutto a se stessi di essere liberi. Per me ne è arrivato uno alcuni giorni fa con la morte dell’ex ministro Alfredo Biondi. Il quale, ne ho fatto prova con i miei ricercatori, era sconosciuto alle nuove generazioni essendo ormai lontano dalla vita pubblica da
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Se l’università profuma di Radio aut

Immaginate una settantina di ragazzi sparsi per l’Italia, da Varese a Messina. Tutti al computer. I più nella propria cameretta, qualcuno in cucina o in una sala soggiorno. Che ascoltano la voce di un adulto che parla da lontano delle mafie e dei sistemi complici. L’adulto racconta e spiega, quasi invisibile dietro le proprie slides.
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Qui Vigata Nord. Tra Palamara e il vigile Sportina

Un paese ameno in provincia di Brescia. Dal nome immaginifico, degno delle novelle boccaccesche. E in cui con regolarità certosina un signore in divisa gira negozi e bancarelle prelevando il dovuto, ossia quanto a suo insindacabile parere ambulanti e negozianti sono tenuti a conferirgli in omaggio. Non volendo far nomi ma volendo occuparci a lungo
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Tra costumi e letteratura: lo chiamavano “Sportina”. Storia di un vigile di paese

C’è un paese in provincia di Brescia dalle amene attrazioni. Un piccolo fiume per gli amanti della pesca e delle escursioni. Una spiaggetta pimpante e affollata che risentirà purtroppo del distanziamento di stagione. Bar dagli aperitivi sfiziosi. Un nome degno delle novelle boccaccesche. E dimensioni a misura d’uomo, nel senso che non varca la fatidica
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La nave Falcone e quello strano (ed esemplare) equipaggio ministeriale

Per fortuna. Sì, per fortuna c’è la rete. E poterlo dire subito dopo l’immondo assalto a Silvia Romano tira su il morale. Mi piace, e tanto, questa possibilità di non retrocedere davanti al Covid e di celebrare lo stesso una delle più grandi giornate della memoria del nostro Paese. 23 di maggio 1992, Capaci, la
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E chiamatelo Bronx… Quarto Oggiaro e la scuola premiata da Mattarella

Mentre il Paese appare in debito di buon senso, il messaggio di serietà e di spirito costituzionale viene da un quartiere di periferia detto un giorno “il Bronx di Milano”. Ecco dunque a voi Quarto Oggiaro che si fa Stato. Con i suoi insegnanti pionieri, la sua gloriosa biblioteca di quartiere e le sue famiglie
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I boss scarcerati e “il giudice di badanza”. Mobilitiamoci dalle nostre case

Egualitario, non c’è dubbio. In un mondo retto su squilibri vertiginosi il Covid ha ucciso medici eccelsi e pazienti ignari di tutto. Ha ucciso Luis Sepulveda scrittore di fama mondiale e ospiti anonimi di residenze sanitarie. Lo abbiamo pensato in tanti. Ma io, divorato dalle mie allucinazioni domestiche, sono andato oltre. Ho pure pensato che,
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Prossimi appalti. Modesta proposta per liberarci (almeno un po’…) di mafia e follie burocratiche

Il dibattito è già iniziato. Come far partire velocemente i grandi lavori pubblici keynesiani promessi in vista della fase 2 o della fase 3? Come mettere in moto i meccanismi della ripresa senza farsi bloccare da normative ossessionanti? Chi vuole (comprensibilmente) far presto spinge per una sorta di liberalizzazione. Chi vuole (comprensibilmente) tenere fuori le
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Virus. La strana guerra e il ritorno degli animali

Strategia strategia, per piccina che tu sia…D’accordo, qui la strategia non è cosa piccola, lo capiamo benissimo anche noi incolti dalla nostra reclusione, Milano, vigilia della settimana n.7. Essendoci di mezzo la salute di un popolo e un’economia nazionale, non può che essere inevitabilmente grande strategia. Epperò…però come si fa a dire alla nazione nello
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La peste. Storie di eroi e di codardi, di arruffapopolo e di ragazzi per bene

Era stata facile profezia: di fronte al dramma verrà fuori il meglio e il peggio del Paese. Proprio come in guerra: gli eroi e i codardi, gli altruisti e gli sciacalli. Nonostante la reclusione vedo e registro storie. Medici che muoiono, perfino medici che rientrano volontariamente dalla pensione per morire in pochi giorni. E medici
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Miscellanea del tempo presente. Paure e orgogli quotidiani

“Ma ti rendi conto? Il ministro fa un provvedimento che apre ai processi via skype, e di notte, zac, una manina ci mette quello che vuole lei!”. E’ furibonda, la magistrata. Spiega come i tribunali siano gli ambienti più a rischio dopo gli ospedali. “Ci sono tutte le condizioni ideali del contagio. Noi lì, gli
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Simona, l’infermiera di Codogno (e i suoi colleghi)

Ma che ci sarà mai a Codogno? Quali brulicanti mercati hanno fatto di questo piccolo centro apparentemente tranquillo la capitale occidentale di un virus che terrorizza popoli e governi? Domande che intrigano i lombardi divisi tra i sollazzevoli miraggi del “Decamerone” e l’incubo dei “Promessi sposi”. Codogno: ironia e paura. Chiacchiere da bar. Epperò a
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Prescrizione. Quella voglia di impunità

Prima premessa: non sono un giurista. Seconda premessa: però conosco abbastanza la società italiana e la sua storia. Svolgimento. Il dibattito in corso sulla prescrizione arriva da molto lontano. Viene da un paese che diventò un giorno Stato di fragile democrazia, quasi ovunque impasto di privilegio sociale e di nobiltà latifondista. Lo presidiavano agrari e
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Alessandro Cavalli. Il declino della sociologia: malinconie di un Maestro

La pasta è alla norma solo di nome. Vale un sei meno meno, anche se nella pizzeria berlinese si parla italiano. Tra una dozzina di commensali l’abbiamo ordinata solo lui e io. Lui è uno dei miei maestri, si chiama Alessandro Cavalli (in foto), sociologo insigne, anche se a molti lettori del “Fatto” non dirà
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Qui Berlino. Dusan e Simone, i gemelli dell’antimafia

Una coppia più frizzante e affiatata è difficile trovarla. Sono decisamente i gemelli dell’antimafia. Dusan e Simone lavorano insieme a Berlino dalla scorsa primavera. Sono arrivati con una borsa del servizio di volontariato europeo. Pieni di speranza, di voglia di far bene. L’orgoglio che da qualche anno molti giovani italiani si portano in giro per
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Il dolore (ribelle) di Viviana. In nome della madre

“Quell’etichetta per il negramaro l’ho immaginata io”. La giovane donna combatte il groppo in gola, se ne libera con un sorriso tenero, malinconico, di quelli che riserviamo solo a chi non c’è più. “Ho voluto io che tra i suoi capelli apparisse quell’ibisco. Ogni tanto le piaceva infilarlo nella capigliatura”. La conversazione sta andando avanti
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Andrea. Quella faccia bonaria da giovane monsignore al servizio dei poveri

L’Andrea è lì. Al tavolino, una sciarpa nera intorno al collo, gli occhiali grandi, la faccia bonaria da giovane monsignore. Voglio sapere di che cosa si occupa, mi dicono stia facendo un lavoro speciale e nuovo nel campo della povertà, con la Caritas. Voglio sapere come cambia questo mondo che non campa di odio ma
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E’ qui la Storia? Ricordi di due secoli. Una signora a tavola tra garibaldini e Gadda

La foto arriverà…… Anche questo capita a Natale. Di finire a un tavolo di normali professionisti accanto a una signora dalle molte primavere di cui non sai quasi nulla e che a un certo punto sembra suggerirti, con soave noncuranza, “io sono la storia”. Quella con la “S” maiuscola. Ma non pensate alle battaglie civiche
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Piccole storie sotto l’albero. A voi i regali più grandi

Proprio vero. L’età trasforma il senso del Natale. Per questo, a un certo stadio della vita, i veri regali giungono dalle pieghe delle piccole storie che incontri. E siccome ho la fortuna di incrociarne molte, vorrei donarne al lettore tre. Partirò a sorpresa da un politico locale, Rosario, consigliere comunale milanese, e dalla lettera che
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Marcela Turati. La sfida (sanguinosa) dei giornalisti messicani

I capelli, serpentelli castani, li allunga sempre all’indietro. E anche gli occhi curiosi non si fermano mai. Dolenti pure quando ridono. Mai visto nessuno così, scoppi improvvisi di allegria e il dolore inchiodato nello sguardo. Marcela Turati è venuta in Italia a portare nelle università la vita sua e dei suoi colleghi giornalisti tra lampi
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Da Como alla Calabria. Marco Fortunato, maresciallo con l’anima

Anche queste sono notizie. Nella Scuola dell’Aquila della Guardia di Finanza i marescialli dell’ultima leva (più di cinquecento) che hanno chiesto come prima destinazione la Calabria si contano forse sulle dita di una mano. Sembrano finiti i tempi in cui, per spirito di emulazione degli eroi, i giovani vincitori dei concorsi per entrare in magistratura
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Quel clochard sconosciuto che cercava la Francia (quando è vietato aiutare….)

Vagava solitario, come sperso, tra le strade e le case di un minuscolo comune della provincia di Cuneo, Celle di Macra, nemmeno cento abitanti, in val Maira. Alto con certezza più di 1.70, i capelli grigi e la barba incolta, camminava lento e trasognato, apparentemente senza meta, forse cercando stelle in lontananza per capire da
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Sesto San Giovanni. Lo specialissimo applauso a Liliana Segre

Sono le 7.20 di giovedì mattina quando sento il bip dei messaggi su whatsapp. E’ un comunicato. Aperto da una richiesta di scuse per la minuscola invasione. Arriva da un piccolo partito di sinistra, circolo di Sesto San Giovanni. Dice: “Apprendiamo con stupore e indignazione che il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Milano
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Gli 80 anni di don Gino Rigoldi, prete degli ultimi (e padre adottivo)

“Io Gesù non lo amo”. L’aula magna della Statale di Milano, gremita in ogni fila, restò con il fiato sospeso. Autorità pubbliche e professori, studenti e dottorandi. Era il mattino del 4 dicembre 2015. A parlare era un prete famosissimo a Milano, don Gino Rigoldi. Salito sul palco perché quel giorno a lui e ad
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La studentessa e i giudici. Pensando a “Mafia Capitale”

Quella di oggi è una piccolissima storia, che serve a spiegarne una molto più grande, portandoci diritti dall’università ai palazzi di giustizia. Tutto nasce da una studentessa di giurisprudenza, a Milano. Roberta (nome di fantasia) mi scrive chiedendo un appuntamento. Una lettera gentile, dalla quale traspare la richiesta di un consiglio per i propri studi,
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Storia di Monica, la ragazza con la valigia. Racconto dall’Olanda

Se ne era andata una prima volta via da Milano dopo essersi presa la laurea triennale in Sociologia della criminalità organizzata. Una tesi strana, che ancora mi chiedo come potesse essere spuntata nella mente di una ragazza ventunenne. Né mafia e politica, né ruolo della donna, né beni confiscati, e nemmeno impresa mafiosa. Ma “Strategie
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Silvio Novembre. Ricordo di un Maresciallo dal cuore grande

Questa volta se ne è andato come un eroe. Se glielo avessero detto mentre era in servizio non ci avrebbe creduto. Auto della Guardia di Finanza a cingere con affetto il portone del Preziosissimo Sangue di corso XXII marzo da cui sarebbe uscito tra due ali di cittadini. Gli allievi dell’Accademia ordinati con solennità sul
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Messico. Dove si decide da che parte va la storia

Qui la storia decide in che direzione andare. Con tutte le sue partite. A incominciare da quella dei muri e delle grandi migrazioni. Perché ai confini del Messico il muro è lungo, infinito, disperato. A Tijuana. A Ciudad Juàrez soprattutto (foto). Gli fiorisce accanto, dalla sua parte povera, un sottomercato della droga. Pullula nei picaderos,
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“La mia musica per l’antimafia”. Incontro mercoledì 25 con Pippo Pollina

Questa non perdetevela. Musica e lotta alla mafia. Per mercoledì 25 alle 18, alla Casa della Memoria di Milano, Libera e Anpi (collaborazione di Cento Chimere) organizzano un incontro con il cantautore Pippo Pollina, che racconterà la sua musica sulla mafia, e magari -spero- ce ne darà qualche breve saggio. Presenteremo Giuseppe Teri e io
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Un girasole in tutta Italia. Ovvero lo spendido popolo anonimo dell’antimafia

“La mafia uccide solo d’estate”, il titolo del celebre film di Pif, non nasceva solo dalla fervida fantasia dell’autore. Rimandava invece alla storia vera e maledetta di Palermo e della Sicilia. Che tra luglio e settembre conta più di una decina di anniversari di sangue innocente. Ognuno dei quali può dunque valere per questa sconosciuta
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Rosso Mafia. La ‘ndrangheta a Reggio Emilia. La recensione di Gianni Barbacetto

C’è una parte d’Italia che è nota nel mondo per la sua buona qualità della vita, per la civiltà della sua organizzazione sociale, per le scuole materne ed elementari modello d’eccellenza mondiale. Reggio Emilia è considerata una “città esemplare”, buona istruzione, ottimo cibo, la città delle biciclette e dell’integrazione ben regolata. La regione attorno è
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Nuovo governo: salvate il galantuono Gaetti

Avrete  notato che da mesi non intervengo sulle vicende politiche. Penso chi è impegnato come me su temi specifici e cerca di cambiare il mondo dall’università, abbia un solo imperativo: svolgere sempre meglio e sempre più incisivamente il proprio lavoro di acculturazione e sensibilizzazione. Soprattutto in periodi incerti e scivolosi come questi. Dunque se adesso
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Teatro a ingresso libero a Scienze Politiche domani. E altro ancora

Avete mai visto lo spettacolo teatrale “Pi Amuri. Ballata per fiori innamorati”? Io sì. Due volte. Per questo ho voluto proporlo domani lunedì a Scienze Politiche, alle 16.30, aula 11. A ingresso libero per tutti, non solo per gli studenti, al termine della prima giornata della Summer School su “Mafia e Donne”, che sarà aperta
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Antonio Iosa: quel “servo di Cossiga” per il quale rinunciai a Bruce

E’ stato l’unico in vita mia capace di farmi saltare un concerto di Bruce Springsteen. Proprio lo storico concerto di Bruce a San Siro del 1985, biglietto già preso. Andò così. Quando Antonio Iosa mi telefonò chiedendomi di partecipare al convegno sul pentitismo promosso dal circolo Perini, di cui era lo storico presidente, chiesi quale
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L’antimafia globale in una vita sola. Storia di Claudio La Camera

Ricordo ai pigri e ai disattenti (!) che il 31 scade il termine per le iscrizioni alla nuova edizione della Summer School milanese di Scienze Politiche: Mafia e Donne, il tema del momento, dal 9 al 13 settembre. Per tutte le informazioni e su come partecipare vedere www.cross.unimi.it. Vi aspetto!! Uno spirito inquieto? Un missionario
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Storia della Professoressa Fantoni e delle sue undici “p” (dedicato a ministri e spin-doctor)

Ci sono momenti della vita in cui vieni rituffato nel tuo passato da meccanismi inconsci. Non vi cerchi niente. Semplicemente e fulmineamente vi “trovi” qualcosa. Trascinato come per una legge di gravità a rivedere una persona, una “storia”. Mi è capitato in questi giorni. Il saloon politico, il ridicolo che si traveste da tragico e
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Rimpiangendo i non eroi. E invitandovi alla Summer School su “Mafia e Donne”

L’incertezza politica e la volgarità che la ammanta mi ha indotto a ricordare sul “Fatto” di domani la mitica professoressa Fantoni, mia insegnante di matematica alle scuole medie. Altro livello, altri mondi. Incommensurabili. Leggerete. E leggerete presto su questi schermi, come promesso, pure la mia introduzione alla collanda del Corriere su “Gli eroi dell’antimafia”. Non
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Il mio canto libero. L’incantesimo della vita in un nuovo “Sapore di mare”

Ci vorrebbe un nuovo “Sapore di sale”. Questa volta girato non in Versilia, né per narrare amori semi-boccacceschi tra ventenni cresciuti (in foto il cast con il regista Carlo Vanzina). Ma in un qualsiasi piccolo luogo di villeggiatura che abbia visto per generazioni le stesse famiglie, per raccontare il fluire della vita. Come quello in
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La crisi di governo e il nostro vasto programma

Eccomi qui. Era da molto che non scrivevo su questi schermi. Per mesi e mesi mi sono limitato a offrire agli amici in automatico, per giunta sempre con qualche giorno di ritardo, gli articoli scritti per il Fatto Quotidiano. E invece sento di dovere rientrare su questo Blog da quando, qualche sera fa, un esponente
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Anche i social fanno cultura. Parola di Marco e del suo “Pocket Press”

Ero tutto immerso in certe vandeane elucubrazioni quando di colpo mi sono dovuto ricredere. Le opinioni da Vandea riguardavano l’uso e la funzione dei social. Sui quali ho maturato qualche convinzione. Recentemente, a chi mi rimproverava di starne fuori in un momento come questo, ho spiegato che quel che appare sui social, o almeno quel
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La studentessa, la mamma, e il capitano. Cronache dall’Italia che vorrei

Una studentessa universitaria (e sua madre). E un capitano dei carabinieri. Estranei l’una all’altro, ma intrecciatisi nei miei pensieri questa settimana. Frammenti buoni dello stesso paese. E vi spiego perché. La studentessa, prima di tutto. Si chiama Chiara. Ha frequentato lo scorso autunno un mio corso. Due pomeriggi a settimana. La vedevo quasi sempre nelle
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Due romagnole a Friburgo. Tra fuga dei cervelli e nostalgia di Arbore

Prendete madre e figlia romagnole e mettetele a Friburgo. Con ruoli diversi, naturalmente. L’effetto di insieme sarà garantito comunque. Clara Rigoni è una brillante ricercatrice di Cesena. Ha girato il mondo sin da quando partì di casa diciassettenne per imparare lo spagnolo e scelse il Costarica “perché era un paese senza esercito”. Poi, dopo il
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Quel prete che affonda la politica. Con la spada di Giuditta

Il prete siede al lunghissimo tavolo in basso, in fondo alla sala ad anfiteatro. E’ solo. Nessun maxischermo ne rimanda l’immagine, così che i più lontani non vedono gli occhi inquieti. Davanti, ad ascoltarlo, ha 170-180 persone di ogni età, giunte da ogni regione d’Italia. Week end di luglio lontani dal mare. Ma anche dalla
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Qui Fano. Vi racconto l’angolo della felicità

Appena varcato il piccolo ponte sopra il torrente Liscia, che immette nel centro storico di Fano, potete incontrare, come in uovo di Pasqua, l’angolo della felicità. Non lo riconoscereste in nessun modo. Non ci sono luci né suoni ad annunciarlo. E nemmeno effetti speciali o montagne russe acquatiche. Tutto in quell’angolo sembra ordinario, tipico di
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Una maturità bella e possibile. I nipoti degli eroi l’hanno fatta così….

Lo so, dei temi della maturità ho già scritto. Ma c’è una piccola perla di cronaca che vorrei offrire in più ai lettori del “Fatto”. E riguarda una speciale combriccola di candidati, fatta di tre ragazzi che hanno tra loro un legame affettivo particolare. Sono uno studente, Nicola Hasan, e due studentesse, Francesca Fiore e
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Due A contro la ‘ndrangheta. Le due donne che hanno difeso Reggio Emilia

E dopo avere letto questo post ricordate che è appena uscito in libreria Rosso Mafia. La ‘ndrangheta a Reggio Emilia, di Nando dalla Chiesa e Federica Cabras, Bompiani editore, pagg, 254, euro 18!! (foto dalla copertina) Questa è la storia delle due “A”. A come Albertina, A come Antonella. Due donne. Amiche a distanza. La
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Genova, Music for peace: te lo do io il pacco, e niente soldi….

Se volete sentirvi piccoli piccoli, dei signori nessuno, venite qui. Vi si squaglierà ogni alterigia. “Qui” significa un palazzotto eccentrico nel mezzo degli svincoli più ermetici e sfrontati di Genova ovest, Sampierdarena. Si chiama Music for Peace (“creativi della notte”, sta scritto sopra). Vi si danno regolare appuntamento una sessantina di volontari. Obbligo di ritrovarsi
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