NandoNando dalla Chiesa

All articles by Nando

 

Miracoli della scienza: Monza-Brianza e Como impermeabili alla mafia!!! :-))

“Prof, ma allora abbiamo sbagliato tutto?”. “Ma di che sta parlando? Non capisco”. “I dati Eurispes sulla criminalità nelle province italiane. Non ha visto?”. No, in effetti non ho visto. Al telefono è Marco, mio laureato comasco. Anni addietro fece la tesi di laurea sulle organizzazioni mafiose a Como. E poi la tesi magistrale sulla
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Il nordista che odiava la pummarola. Perché il virus non è uno solo…

Raffaele Pisani è un signore quieto, gentile e colto con uno struggente ma sereno mal di Napoli, la sua città natia. Ottantenne, torna spesso a un’infanzia di privazioni, quelle della guerra, ma solo per trarne ragioni di malinconia e tracce di felicità. Oggi abita a Catania con la moglie Francesca, di cui parla come di
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A voi i miei auguri di serie B (a volte sono più belli…)

Quando queste “Storie italiane” usciranno il Natale sarà già passato. Perciò non ha senso usarle, come avrei voluto, per scrivere un’ideale lettera a Babbo Natale o a Gesù Bambino. Semmai ne approfitto per raccontarvi di un bimbo di sei anni che ha scritto una commovente lettera al vecchio Santa Claus chiedendogli di portare le medicine
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In nome della legge in Calabria. Quando ci si sente (ingiustamente) soli

Lettera di un mio laureato andato a servire la legge in Calabria. “E’ da tempo che desideravo scriverle e non so neanche – causa le centinaia di studenti che segue e ha seguito – se si ricorda di me […]. Lavoro a ….. Credo di esserci arrivato con un po’ di presunzione, per le conoscenze,
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Quei giurati popolari che hanno fatto la storia. Rivedendo il maxiprocesso

Che Dio le benedica. E il popolo italiano pure. Ecco qui i nomi: Teresa Cermiglia, Maddalena Cucchiara e Francesca Vitale (in foto). Sono le tre donne che accettarono di fare i giurati popolari al maxiprocesso di Palermo e che il bellissimo docufilm della Rai di giovedì scorso ci ha consentito di conoscere dal vivo. Con
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Il lungo fiume dell’antimafia. Ci voleva Rai Storia

Devo confessarlo. Mi sono commosso. Curando lo speciale di Rai Storia (andato in onda ieri, nessuna autopromozione) sulla storia del movimento antimafia in Italia, ho rivisto di colpo e tutta insieme una umanità che dovrebbe essere orgoglio del paese. Sarà pure stata minoranza, però lo spirito di sacrificio di tanti e tanti magistrati, funzionari pubblici,
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Peppino Alberganti, il comunista di un secolo fa, forse due

Insisto. Con il lockdown le storie italiane ti arrivano direttamente in casa. Perfino quelle che profumano di ottocento. Come l’autobiografia giuntami via posta tre-quattro giorni fa e che inizia così: “Dai miei nonni materni, la storia della mia famiglia è strettamente legata alla storia del movimento operaio da quattro generazioni. Generazioni che hanno lottato molto
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Scuola. Difendere il pubblico e lavorare per il privato….

Come ho scritto l’altra volta? Le storie italiane ti arrivano da sole. Ti raggiungono anche in treno. Sono seduto su un lato del corridoio di un regionale veloce prima che scatti il lockdown. Sull’altro lato discute una giovane coppia, marito e moglie. Nel silenzio quasi spettrale senti tutto. Parlano di un figlio dal nome esotico
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L’anomalo mondo dei garanti (dei detenuti)

Ahimé, non è che uno se le vada a cercare le notizie, il fatto è che arrivano da sé, specialmente in tempi di lockdown in cui andare in giro è altamente sconsigliato. E così me ne arrivano di nuovo sulle funzioni di quello che nel linguaggio istituzionale (il resto sono opzioni arbitrarie) si chiama in
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Sacrificare San Siro a poteri sconosciuti? Milano tra diritto, storia e denaro…

Che paese schizofrenico è questo. La scorsa settimana a Vienna la delegazione italiana all’assemblea delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale ha presentato la “Risoluzione Falcone” per fare recepire in quel consesso i principi di lotta alla criminalità organizzata propugnati dal grande giudice palermitano. Approvazione all’unanimità e gioia, giustificata, del ministro Bonafede. Italia faro
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Nuovi linguaggi Trenitalia: “persone non autorizzate lungo la linea”

“Sì, viaggiare”. Fu una canzone di successo di Lucio Battisti. Che mi soccorre durante le mie peregrinazioni aeree o ferroviarie. Delle quali di questi tempi ho nostalgia. Salvo ricapitarci dentro, come venerdì scorso. Mezza giornata di treno da incubo. Intendiamoci, Trenitalia rispetta i criteri di sicurezza molto più di quanto abbia fatto Alitalia alla fine
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La corsa di Gabriele, che sognava di emulare Falcone

La corsa di Gabriele è finita. Una corsa vera. Nella vita, per la vita, contro la vita. Da quando nel 2016, a 25 anni, gli era stato diagnosticato un tumore quasi impossibile da curare. Gabriele apparteneva alla generazione dei ragazzi palermitani nati negli anni delle stragi. Cresciuto nel mito dei due giudici, nel clima di
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Pietro Nava e l’omicidio Livatino. Storia di un testimone senza “garanti”

Leggo, vedo, e penso che a volte gli anniversari servono. A scuotere la memoria. A riportarci alla realtà per la collottola. E’ stato il caso dei trent’anni dall’assassinio del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990 sulla strada da Canicattì per Agrigento (nella foto il racconto del giudice in un libro
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Te la do io la mascherina. Ovvero non sparate sulla scuola (ma solo su alcuni)

Animo. Nonostante tutto le belle notizie ci sono. E arrivano, pensate un po’, anche dal mondo della scuola. Lo stesso che ha avuto contro tutti i fucili puntati, e ancora ce li ha. Un po’ come se dopo la guerra gli italiani, invece di essere contenti del ritorno dei loro figli a scuola, avessero incominciato
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Se l’Europa si occupa di vittime. Il silenzio dei giuristi

Domenica mattina, colline torinesi. Nelle sale dell’Oasi di Cavoretto è riunita la direzione di Libera. Molti i punti messi all’ordine del giorno da don Luigi Ciotti. Parlando di giustizia il discorso va sulle scarcerazioni di massa di marzo. Poi prende la parola Daniela Marcone (in foto con don Luigi Ciotti), responsabile della memoria e del
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Storia del Garante che si cambiò il nome. A proposito di detenuti

Capitolo 1 della Storia. Mio articolo su Il Fatto Quotidiano del 7.9.20 Ma benedetti figli, non ce l’hanno un linguista? Non dico un Tullio De Mauro, ma una persona di buon senso che conosca l’italiano? Mi riferisco a chi in parlamento, nei ministeri o altrove maneggia con straordinario sprezzo del ridicolo la nostra lingua per
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Finzioni d’epoca: il pio villaggio e l’Alitalia anti-covid

Questa è una miscellanea di storie italiane estive. Minime e istruttive. Un villaggio ionico calabrese, acque blu che scompigliano i sensi. E che al viaggiatore che vi giunga di sabato a metà pomeriggio potrebbe apparire un monastero, svista clamorosa nella programmazione della vacanza. Perché dietro il verde cancello, tra le sobrie casette a due piani,
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Mio padre è Cristiano Ronaldo. Sogni infantili (e amnesie adulte)

“Mio padre è Cristiano Ronaldo”. Potrebbe essere il titolo di un film di Gérard Depardieu. O perfino di un romanzo. E invece è la voce che rimbalza tra i bimbini di 5-6 anni che rincorrono la palla su una spiaggia della Calabria jonica. Eccitazione e concitazione. Lo ha garantito uno smargiassino bruno ai coetanei ammirati.
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I cento fiori della legalità. Come vederli, come sentirli

Quant’è bella giovinezza. E soprattutto: quanto è bello incontrarla più volte mentre è in cammino. Ritrovare i giovani che si fanno adulti senza il lampo dell’ambizione che sbriciola gli ideali. Questo ho pensato riunendo per tre giorni in un ostello di Como una ventina tra laureati, ricercatori e studenti. Studenti pochi. Volevo soprattutto riunire miei
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Se l’Antimafia processa Borsellino…

Lezione a distanza. Parole come anatemi. “Marcire in carcere“, “buttare la chiave“, “società incattivita e incivile“, “società della vendetta che non riesce a essere migliore di loro” (i mafiosi, nda), “assunzione della stessa logica della vendetta della mafia“. Si parla di 41 bis nei giorni che vanno verso l’anniversario di Borsellino, che notoriamente quell’articolo lo volle.
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Aldo Montagna. Storia di un prof che non voleva passare alla storia

Chi è “Francesca di Bologna?”. Lo schermo dell’I phone non parla subito al lettore. La memoria gioca a mosca cieca con la vita. Poi il guizzo. Forse Francesca la compagna di Aldo? È lei, dopo quasi vent’anni: Aldo non c’è più. Si abbassa un’altra saracinesca. Aldo era stato un leader anomalo del movimento studentesco del
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Mario Furnari, cent’anni di carabiniere. Dal bandito Giuliano a oggi

Ricordate il leggendario film di Francesco Rosi “Il bandito Giuliano”? Arrivò nelle sale cinematografiche nel 1962 a mostrare all’Italia del boom economico il sangue e i misteri su cui era nata la Repubblica. Fece rivedere con crudezza quel giovanotto di Montelepre, metà brigante metà giovane leader criminale, tenere in iscacco lo Stato. Grazie a una
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Il mio nome è Tutù. Un taxi driver per amico.

Lo guardo e d’improvviso gli scopro gli occhi azzurri di certi suoi antenati. Lo conosco da anni questo tassista anomalo e non me ne ero mai accorto. D’altronde me lo dice solo ora: “Sono nato a Palermo, alla vecchia stazione Lolli dalle parti di corso Indipendenza. Mio fratello partì per la Germania che ero ancora
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Alfredo Biondi. La faccia dimenticata della luna

Ci sono dei momenti in cui occorre provare prima di tutto a se stessi di essere liberi. Per me ne è arrivato uno alcuni giorni fa con la morte dell’ex ministro Alfredo Biondi. Il quale, ne ho fatto prova con i miei ricercatori, era sconosciuto alle nuove generazioni essendo ormai lontano dalla vita pubblica da
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Se l’università profuma di Radio aut

Immaginate una settantina di ragazzi sparsi per l’Italia, da Varese a Messina. Tutti al computer. I più nella propria cameretta, qualcuno in cucina o in una sala soggiorno. Che ascoltano la voce di un adulto che parla da lontano delle mafie e dei sistemi complici. L’adulto racconta e spiega, quasi invisibile dietro le proprie slides.
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Qui Vigata Nord. Tra Palamara e il vigile Sportina

Un paese ameno in provincia di Brescia. Dal nome immaginifico, degno delle novelle boccaccesche. E in cui con regolarità certosina un signore in divisa gira negozi e bancarelle prelevando il dovuto, ossia quanto a suo insindacabile parere ambulanti e negozianti sono tenuti a conferirgli in omaggio. Non volendo far nomi ma volendo occuparci a lungo
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Tra costumi e letteratura: lo chiamavano “Sportina”. Storia di un vigile di paese

C’è un paese in provincia di Brescia dalle amene attrazioni. Un piccolo fiume per gli amanti della pesca e delle escursioni. Una spiaggetta pimpante e affollata che risentirà purtroppo del distanziamento di stagione. Bar dagli aperitivi sfiziosi. Un nome degno delle novelle boccaccesche. E dimensioni a misura d’uomo, nel senso che non varca la fatidica
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La nave Falcone e quello strano (ed esemplare) equipaggio ministeriale

Per fortuna. Sì, per fortuna c’è la rete. E poterlo dire subito dopo l’immondo assalto a Silvia Romano tira su il morale. Mi piace, e tanto, questa possibilità di non retrocedere davanti al Covid e di celebrare lo stesso una delle più grandi giornate della memoria del nostro Paese. 23 di maggio 1992, Capaci, la
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E chiamatelo Bronx… Quarto Oggiaro e la scuola premiata da Mattarella

Mentre il Paese appare in debito di buon senso, il messaggio di serietà e di spirito costituzionale viene da un quartiere di periferia detto un giorno “il Bronx di Milano”. Ecco dunque a voi Quarto Oggiaro che si fa Stato. Con i suoi insegnanti pionieri, la sua gloriosa biblioteca di quartiere e le sue famiglie
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I boss scarcerati e “il giudice di badanza”. Mobilitiamoci dalle nostre case

Egualitario, non c’è dubbio. In un mondo retto su squilibri vertiginosi il Covid ha ucciso medici eccelsi e pazienti ignari di tutto. Ha ucciso Luis Sepulveda scrittore di fama mondiale e ospiti anonimi di residenze sanitarie. Lo abbiamo pensato in tanti. Ma io, divorato dalle mie allucinazioni domestiche, sono andato oltre. Ho pure pensato che,
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Prossimi appalti. Modesta proposta per liberarci (almeno un po’…) di mafia e follie burocratiche

Il dibattito è già iniziato. Come far partire velocemente i grandi lavori pubblici keynesiani promessi in vista della fase 2 o della fase 3? Come mettere in moto i meccanismi della ripresa senza farsi bloccare da normative ossessionanti? Chi vuole (comprensibilmente) far presto spinge per una sorta di liberalizzazione. Chi vuole (comprensibilmente) tenere fuori le
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Virus. La strana guerra e il ritorno degli animali

Strategia strategia, per piccina che tu sia…D’accordo, qui la strategia non è cosa piccola, lo capiamo benissimo anche noi incolti dalla nostra reclusione, Milano, vigilia della settimana n.7. Essendoci di mezzo la salute di un popolo e un’economia nazionale, non può che essere inevitabilmente grande strategia. Epperò…però come si fa a dire alla nazione nello
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La peste. Storie di eroi e di codardi, di arruffapopolo e di ragazzi per bene

Era stata facile profezia: di fronte al dramma verrà fuori il meglio e il peggio del Paese. Proprio come in guerra: gli eroi e i codardi, gli altruisti e gli sciacalli. Nonostante la reclusione vedo e registro storie. Medici che muoiono, perfino medici che rientrano volontariamente dalla pensione per morire in pochi giorni. E medici
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Miscellanea del tempo presente. Paure e orgogli quotidiani

“Ma ti rendi conto? Il ministro fa un provvedimento che apre ai processi via skype, e di notte, zac, una manina ci mette quello che vuole lei!”. E’ furibonda, la magistrata. Spiega come i tribunali siano gli ambienti più a rischio dopo gli ospedali. “Ci sono tutte le condizioni ideali del contagio. Noi lì, gli
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Simona, l’infermiera di Codogno (e i suoi colleghi)

Ma che ci sarà mai a Codogno? Quali brulicanti mercati hanno fatto di questo piccolo centro apparentemente tranquillo la capitale occidentale di un virus che terrorizza popoli e governi? Domande che intrigano i lombardi divisi tra i sollazzevoli miraggi del “Decamerone” e l’incubo dei “Promessi sposi”. Codogno: ironia e paura. Chiacchiere da bar. Epperò a
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Prescrizione. Quella voglia di impunità

Prima premessa: non sono un giurista. Seconda premessa: però conosco abbastanza la società italiana e la sua storia. Svolgimento. Il dibattito in corso sulla prescrizione arriva da molto lontano. Viene da un paese che diventò un giorno Stato di fragile democrazia, quasi ovunque impasto di privilegio sociale e di nobiltà latifondista. Lo presidiavano agrari e
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Alessandro Cavalli. Il declino della sociologia: malinconie di un Maestro

La pasta è alla norma solo di nome. Vale un sei meno meno, anche se nella pizzeria berlinese si parla italiano. Tra una dozzina di commensali l’abbiamo ordinata solo lui e io. Lui è uno dei miei maestri, si chiama Alessandro Cavalli (in foto), sociologo insigne, anche se a molti lettori del “Fatto” non dirà
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Qui Berlino. Dusan e Simone, i gemelli dell’antimafia

Una coppia più frizzante e affiatata è difficile trovarla. Sono decisamente i gemelli dell’antimafia. Dusan e Simone lavorano insieme a Berlino dalla scorsa primavera. Sono arrivati con una borsa del servizio di volontariato europeo. Pieni di speranza, di voglia di far bene. L’orgoglio che da qualche anno molti giovani italiani si portano in giro per
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Il dolore (ribelle) di Viviana. In nome della madre

“Quell’etichetta per il negramaro l’ho immaginata io”. La giovane donna combatte il groppo in gola, se ne libera con un sorriso tenero, malinconico, di quelli che riserviamo solo a chi non c’è più. “Ho voluto io che tra i suoi capelli apparisse quell’ibisco. Ogni tanto le piaceva infilarlo nella capigliatura”. La conversazione sta andando avanti
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Andrea. Quella faccia bonaria da giovane monsignore al servizio dei poveri

L’Andrea è lì. Al tavolino, una sciarpa nera intorno al collo, gli occhiali grandi, la faccia bonaria da giovane monsignore. Voglio sapere di che cosa si occupa, mi dicono stia facendo un lavoro speciale e nuovo nel campo della povertà, con la Caritas. Voglio sapere come cambia questo mondo che non campa di odio ma
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E’ qui la Storia? Ricordi di due secoli. Una signora a tavola tra garibaldini e Gadda

La foto arriverà…… Anche questo capita a Natale. Di finire a un tavolo di normali professionisti accanto a una signora dalle molte primavere di cui non sai quasi nulla e che a un certo punto sembra suggerirti, con soave noncuranza, “io sono la storia”. Quella con la “S” maiuscola. Ma non pensate alle battaglie civiche
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Piccole storie sotto l’albero. A voi i regali più grandi

Proprio vero. L’età trasforma il senso del Natale. Per questo, a un certo stadio della vita, i veri regali giungono dalle pieghe delle piccole storie che incontri. E siccome ho la fortuna di incrociarne molte, vorrei donarne al lettore tre. Partirò a sorpresa da un politico locale, Rosario, consigliere comunale milanese, e dalla lettera che
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Marcela Turati. La sfida (sanguinosa) dei giornalisti messicani

I capelli, serpentelli castani, li allunga sempre all’indietro. E anche gli occhi curiosi non si fermano mai. Dolenti pure quando ridono. Mai visto nessuno così, scoppi improvvisi di allegria e il dolore inchiodato nello sguardo. Marcela Turati è venuta in Italia a portare nelle università la vita sua e dei suoi colleghi giornalisti tra lampi
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Da Como alla Calabria. Marco Fortunato, maresciallo con l’anima

Anche queste sono notizie. Nella Scuola dell’Aquila della Guardia di Finanza i marescialli dell’ultima leva (più di cinquecento) che hanno chiesto come prima destinazione la Calabria si contano forse sulle dita di una mano. Sembrano finiti i tempi in cui, per spirito di emulazione degli eroi, i giovani vincitori dei concorsi per entrare in magistratura
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Quel clochard sconosciuto che cercava la Francia (quando è vietato aiutare….)

Vagava solitario, come sperso, tra le strade e le case di un minuscolo comune della provincia di Cuneo, Celle di Macra, nemmeno cento abitanti, in val Maira. Alto con certezza più di 1.70, i capelli grigi e la barba incolta, camminava lento e trasognato, apparentemente senza meta, forse cercando stelle in lontananza per capire da
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Sesto San Giovanni. Lo specialissimo applauso a Liliana Segre

Sono le 7.20 di giovedì mattina quando sento il bip dei messaggi su whatsapp. E’ un comunicato. Aperto da una richiesta di scuse per la minuscola invasione. Arriva da un piccolo partito di sinistra, circolo di Sesto San Giovanni. Dice: “Apprendiamo con stupore e indignazione che il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Milano
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Gli 80 anni di don Gino Rigoldi, prete degli ultimi (e padre adottivo)

“Io Gesù non lo amo”. L’aula magna della Statale di Milano, gremita in ogni fila, restò con il fiato sospeso. Autorità pubbliche e professori, studenti e dottorandi. Era il mattino del 4 dicembre 2015. A parlare era un prete famosissimo a Milano, don Gino Rigoldi. Salito sul palco perché quel giorno a lui e ad
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La studentessa e i giudici. Pensando a “Mafia Capitale”

Quella di oggi è una piccolissima storia, che serve a spiegarne una molto più grande, portandoci diritti dall’università ai palazzi di giustizia. Tutto nasce da una studentessa di giurisprudenza, a Milano. Roberta (nome di fantasia) mi scrive chiedendo un appuntamento. Una lettera gentile, dalla quale traspare la richiesta di un consiglio per i propri studi,
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Storia di Monica, la ragazza con la valigia. Racconto dall’Olanda

Se ne era andata una prima volta via da Milano dopo essersi presa la laurea triennale in Sociologia della criminalità organizzata. Una tesi strana, che ancora mi chiedo come potesse essere spuntata nella mente di una ragazza ventunenne. Né mafia e politica, né ruolo della donna, né beni confiscati, e nemmeno impresa mafiosa. Ma “Strategie
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Silvio Novembre. Ricordo di un Maresciallo dal cuore grande

Questa volta se ne è andato come un eroe. Se glielo avessero detto mentre era in servizio non ci avrebbe creduto. Auto della Guardia di Finanza a cingere con affetto il portone del Preziosissimo Sangue di corso XXII marzo da cui sarebbe uscito tra due ali di cittadini. Gli allievi dell’Accademia ordinati con solennità sul
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