Il dolore (ribelle) di Viviana. In nome della madre

“Quell’etichetta per il negramaro l’ho immaginata io”. La giovane donna combatte il groppo in gola, se ne libera con un sorriso tenero, malinconico, di quelli che riserviamo solo a chi non c’è più. “Ho voluto io che tra i suoi capelli apparisse quell’ibisco. Ogni tanto le piaceva infilarlo nella capigliatura”. La conversazione sta andando avanti
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Marcela Turati. La sfida (sanguinosa) dei giornalisti messicani

I capelli, serpentelli castani, li allunga sempre all’indietro. E anche gli occhi curiosi non si fermano mai. Dolenti pure quando ridono. Mai visto nessuno così, scoppi improvvisi di allegria e il dolore inchiodato nello sguardo. Marcela Turati è venuta in Italia a portare nelle università la vita sua e dei suoi colleghi giornalisti tra lampi
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