Il muratore di Bella Ciao

Otto del mattino. Un caffé come unica compagnia. La solita dose: la metà di una tazzina fatta a mano da un’amica, fortunata superstite di un servizio sterminato negli anni da mani frettolose. Mentre lo sorseggio giunge una voce dall’esterno. “Una mattina, mi son svegliato…”. Non c’è dubbio, canta proprio così la voce sconosciuta. “O bella
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Il viaggio e il coraggio di una donna che conoscevo bene. Addio, Emilia mia

A volte capita. A me è successo quest’ anno. Dover seguire da vicino la vita di un malato, una malata. Una signora non più giovane ma molto giovanile, perfino sbarazzina. E conoscere così le fatiche quotidiane di un’Italia forse smisurata. Ho dunque visto questa signora soffrire di sintomi strani, tali da far sospettare il cosiddetto
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